94 precari nelle Scuole valdostane
Al presidio Basta precarietà hanno parteciperanno Flc Cgil Valle d’Aosta, Cisl Scuola, Savt École e Snals. Alle ore 14, sono stati ricevuti dall’assessore all’Istruzione della Regione autonoma Valle d’Aosta, Chantal Certan.
Le richieste
Alessia Demé, segretario Savt Ecole, ha spiegato i motivi della protesta in tre punti.
Lo Stato aveva promesso un reclutamento speciale straordinario per coloro che avevano almeno tre anni di attività di servizio nelle scuole. “Invece, questa opportunità è stata abolita, lasciando come unica strada percorribile il concorso ordinario“.
Il secondo, riguarda l’attivazione dei corsi di specializzazione per gli insegnanti di sostegno all’Università della Valle d’Aosta. Quest’ultima, per poterli attivare, avrebbe dovuto accreditarsi al Ministero dell’Istruzione entro ottobre 2018. “Ad oggi, per quanto ne sappiamo, non è ancora stato attivato nulla. Chiedere agli insegnanti di andare a seguire i corsi a Torino è alquanto imbarazzante con l’Università di cui disponiamo in Valle. Senza contare i costi di iscrizione e di spostamento che questo comporterebbe. In Valle d’Aosta abbiamo almeno un 20% di insegnanti che sono senza specializzazione, quindi una percentuale elevata. Vorremmo che il personale che ha a che fare con i disabili, categoria che più di altre richiede competenza e professionalità, abbia almeno la possibilità di formarsi adeguatamente.”
La terza richiesta, verte sull’abilitazione degli insegnanti. “Chiediamo che gli insegnanti di ruolo possano legittimamente ottenere un’altra abilitazione. Nelle scuole ci sono ormai molti insegnanti in età avanzata e altri che desidererebbero insegnare un’altra materia. Ma purtroppo, è preclusa agli insegnanti di ruolo la possibilità di partecipare a concorsi per ottenere un’altra specializzazione“.
Tra i motivi della protesta sono comprese anche le Scuole paritarie. In Valle d’Aosta sono l’Ipra di Châtillon, l’Institut agricole régional di Aosta, il Don Bosco di Châtillon il Liceo Linguistico di Courmayeur.
“Queste scuole per mantenere la paritarietà – ha spiegato Demé – devono avere insegnanti a tempo indeterminato. Ma, per il tempo intederminato, bisogna possedere la specializzazione. Un cane che si morde la coda” ha concluso Demé.
Le risposte
L’assessore all’Istruzione della Regione autonoma Valle d’Aosta, Chantal Certan, dopo aver incontrato i sindacati, ha spiegato che si sta procedendo per concludere la prima fase di predisposizione degli organici in vista del prossimo anno. “Il precariato in Valle d’Aosta non è storico ma fisiologico. Su 2.700 posti complessivi di dotazione organica di diritto, i docenti a tempo determinato su posto vacante (supplenti annuali) sono novantaquattro” ha chiarito Certan.
“Novantaquattro sembrano pochini, per noi sono almeno il doppio. Ma verificheremo” ha commentato Claudio Idone, segretario Flc Cgil. “Il sit-in di protesta serve per trovare risoluzione al precariato storico. Al di là dei numeri, il problema vero sarà come aprire il prossimo anno scolastico” ha sottolineato Idone.
“Se basiamo i numeri sull’organico di diritto, invece che sull’organico di fatto, non risolveremo mai nulla – ha aggiunto Alessandro Celi, segretario Snals – e continueremo ad avere precari non abilitati costretti ad uscire fuori Valle per diventarlo. Saranno almeno 15 anni che combattiamo su questo punto”.
Per quanto riguarda invece gli insegnanti di sostegno, Certan ha ammesso che le criticità sono spesso riconducibili al quadro normativo nazionale. “Gli insegnanti di sostegno, una volta passati di ruolo, dopo circa 6-7 anni passano alla classe ‘ordinaria’. Avviene quindi una sorta di turn over che crea la carenza di personale formato. Dall’altro lato, vi è la necessità dei corsi abilitanti che permettono il passaggio al tempo indeterminato. L’Università della Valle d’Aosta non ha ritenuto di doversi accreditare a ottobre 2018 come predisposto dal Miur. Abbiamo sollecitato l’Univda per richiedere una deroga al Miur. Siamo in attesa di una risposta da quest’ultimo ma speriamo di ottenerla prima di martedì 26 marzo, data in cui inizieranno i corsi a Torino.”
Per quanto concerne invece i corsi Fit (Formazione Iniziale Tirocinio), l’assessore Certan ha spiegato che la procedura, avviata con il decreto attuativo della Buona Scuola nel 2018, si è dovuta interrompere dopo soli quattro mesi, come conseguenza dell’approvazione della nuova Finanziaria. “Ora è tutto bloccato ma cercheremo di capire dal Ministero come muoverci” ha assicurato Certan.
In chiusura, Demé ha ricordato la situazione di precariato in cui versano gli educatori del Convitto Chabod, cui ultimo concorso risale al 2001. “C’è qualcuno che, da 15 anni, ha il contratto reiterato. In questo modo non può beneficiare delle garanzie che offre l’istituto contrattuale di ruolo. È una situazione triste“.
Per quanto concerne invece le Scuole dell’Infanzia, Certan ha voluto sottolineare la sofferenza nel quale versano: “stanno subendo l’impatto del decremento della natalità da almeno un triennio. Questo non migliora la situazione dei paesi di montagna, che soffrono già di piccoli numeri”.
Anche il fattore quota 100, ha concluso Certan, sicuramente comporterà un’ulteriore valutazione dell’organico. “Già nel 2017 abbiamo bandito un concorso per dirigenti scolastici e, il prossimo anno, tutti entreranno di ruolo tutti i dieci che formano la graduatoria. Per il personale docente siamo in fase di valutazione”. L’assessore ha poi preannunciato: “dobbiamo coprire quattro posti da Ispettore tecnico. Prevediamo di far uscire il bando a breve“.
Pubblicato / aggiornato
il 08/03/2019 alle 12:00
Categoria:
Economia e Lavoro
