Petizioni Arco d’Augusto: o pedonalizzazione o ritorno al passato
Scrivono: “Il susseguirsi di notizie degli ultimi giorni, che hanno descritto una città divisa dalle future sorti legate alla pedonalizzazione di una fra le più importanti piazze di Aosta, non ha pienamente colto la visione comune verso la quale le due petizioni hanno con chiarezza chiesto di puntare l’azione pianificatrice della nostra Amministrazione: restituire centralità ma anche dignità alla piazza del Monumento fondante della nostra comunità. Dignità che comunemente riconosciamo vilipesa dal passato utilizzo del monumento quale rotatoria, ma altrettanto seriamente compromessa dall’attuale semi-pedonalizzazione,c he senza averne migliorato la fruibilità, ne vede ancor più gravemente deturpato il decoro estetico, con l’immediata conseguenza di respingere, anziché attrarre, cittadini e visitatori“.
Dunque “Non c’è divergenza alcuna nelle nostre petizionin el definire di importanza prioritaria e strategica la pedonalizzazione totale di piazza Arco d’Augusto, nell’ottica di trasformarla in un secondo polo di centralità cittadina, che possa accogliere gli importanti eventi, manifestazioni e concerti che popolano il nostro Capoluogo regionale. Altrettanto comune e condivisa è però la seria preoccupazione che, in un orizzonte temporale di fine legislatura, l’inaccettabile situazione provvisoria di semi-pedonalizzazionecorra il rischio di diventare un disastro permanente dalle fallimentari conseguenze, non solo per gli operatori economici del quartiere o per i cittadini costretti a paradossali gincane, ma anche per un’Amministrazione che, non tenendo fede agli impegni presi, ucciderebbe le speranze rigenerative di una città“.
I promotori ritengono sia “prerogativa dell’Amministrazione comunale l’individuazione degli strumenti e delle modalità attuative correlate ad una tale trasformazione“, tuttavia “pieno diritto di indirizzo politico (nel senso di costruzione della polis) spetta oggi anche alla cittadinanza, nella definizione del futuro volto della città che tutti vivremo“.
Quindi le due petizioni sono allineate su alcuni aspetti: “la stessa visione di una piazza Arco d’Augusto totalmente pedonalizzata che possa degnamente valorizzare il Monumento simbolo della città di Aosta, favorendo le relazioni sociali, le attività culturali, artistiche, sportive ed economiche; la stessa urgenza di definizione di un termine temporale, non superiore ai 10 mesi, per l’inaccettabile situazione di semi-pedonalizzazione, che non può e non deve trasformarsi da provvisoria a permanente; la stessa prioritaria necessità di favorire una fruibilità totale del Monumento e della sua piazza da parte delle persone, pur continuando a garantire accesso ai residenti, zone di carico e scarico per gli operatori economici, un limitato numero di posti auto gratuiti riservati alla sosta breve, collegamenti con navette elettriche da/per i parcheggi di prossimità“.
Nel caso in cui non si riuscisse a portare a compimento in tempi brevi e accettabili il processo di totale pedonalizzazione della piazza, “preferibile sarebbe, rispetto all’attuale scempio, il ritorno al traffico veicolare intorno all’Arco, che diventerebbe da quel momento simbolo plastico dell’incapacità politica e amministrativa della nostra città“.
Dunque “Non c’è divergenza alcuna nelle nostre petizionin el definire di importanza prioritaria e strategica la pedonalizzazione totale di piazza Arco d’Augusto, nell’ottica di trasformarla in un secondo polo di centralità cittadina, che possa accogliere gli importanti eventi, manifestazioni e concerti che popolano il nostro Capoluogo regionale. Altrettanto comune e condivisa è però la seria preoccupazione che, in un orizzonte temporale di fine legislatura, l’inaccettabile situazione provvisoria di semi-pedonalizzazionecorra il rischio di diventare un disastro permanente dalle fallimentari conseguenze, non solo per gli operatori economici del quartiere o per i cittadini costretti a paradossali gincane, ma anche per un’Amministrazione che, non tenendo fede agli impegni presi, ucciderebbe le speranze rigenerative di una città“.
I promotori ritengono sia “prerogativa dell’Amministrazione comunale l’individuazione degli strumenti e delle modalità attuative correlate ad una tale trasformazione“, tuttavia “pieno diritto di indirizzo politico (nel senso di costruzione della polis) spetta oggi anche alla cittadinanza, nella definizione del futuro volto della città che tutti vivremo“.
Quindi le due petizioni sono allineate su alcuni aspetti: “la stessa visione di una piazza Arco d’Augusto totalmente pedonalizzata che possa degnamente valorizzare il Monumento simbolo della città di Aosta, favorendo le relazioni sociali, le attività culturali, artistiche, sportive ed economiche; la stessa urgenza di definizione di un termine temporale, non superiore ai 10 mesi, per l’inaccettabile situazione di semi-pedonalizzazione, che non può e non deve trasformarsi da provvisoria a permanente; la stessa prioritaria necessità di favorire una fruibilità totale del Monumento e della sua piazza da parte delle persone, pur continuando a garantire accesso ai residenti, zone di carico e scarico per gli operatori economici, un limitato numero di posti auto gratuiti riservati alla sosta breve, collegamenti con navette elettriche da/per i parcheggi di prossimità“.
Nel caso in cui non si riuscisse a portare a compimento in tempi brevi e accettabili il processo di totale pedonalizzazione della piazza, “preferibile sarebbe, rispetto all’attuale scempio, il ritorno al traffico veicolare intorno all’Arco, che diventerebbe da quel momento simbolo plastico dell’incapacità politica e amministrativa della nostra città“.
Pubblicato / aggiornato
il 08/03/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione