Aloisi scrive a Morra in difesa della Valle d’Aosta e dei Calabresi
Giovanni Aloisi
Scrive Aloisi: “senatore Morra, la Valle d’Aosta è la più piccola regione d’Italia dove sono arrivate nel corso degli anni persone provenienti non solo dalle regioni italiane ma anche da altre nazioni con culture, usi, costumi e abitudini diverse e differenti che si sono integrate nel tessuto sociale, decidendo di stabilirsi in questa regione.
L’immigrazione calabrese inizia partire partire dal 1925 e, nel corso degli anni, il flusso considerevole di spostamenti ha fatto diventare, quella calabrese, a seconda componente della comunità valdostana.
La stragrande maggioranza delle persone di origine calabrese sono oneste e laboriose che hanno vissuto e vivono di lavoro, contribuendo alla crescita sociale ed economica della regione.
Le persone coinvolte sono una piccola minoranza, per queste vale il dettato costituzionale dell’art. 27: L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Lasciamo che la giustizia faccia suo corso anche se per alcune di loro gli indizi sarebbero pesanti, tanto da indurre l’autorità giudiziaria a emettere provvedimenti di restrizione delle libertà personali.
Sarà la magistratura a dirci se sono colpevoli o innocenti. Altre considerazioni, salvo le prese di posizione di condanna del fenomeno mafioso da parte delle istituzioni e non solo, lasciano tempo che trovano.
Oggi, senatore, la Valle d’Aosta non è un’isola felice ma non è neanche l’inferno per come viene descritta.
È una regione più debole e fragile rispetto gli anni passati ma con una forte cultura della legalità e una pervicace volontà di superare questi momenti.
Il presupposto indispensabile a ciò è che la comunità e le sue espressioni rappresentative, a qualsiasi livello di responsabilità, intraprendano iniziative adeguate e agiscano con professionalità, affinché sia preservata l’immagine che ha sempre contraddistinto la Valle d’Aosta nel panorama nazionale.
In particolare la classe politica, maggioranza o minoranza che sia, trovi un terreno d’incontro su punti condivisi a salvaguardia dell’autonomia e della specialità ed eviti fughe in avanti con giudizi richieste che non rispettano il dettato costituzionale.
Si torna alla politica capace di dettare tempistiche programmi e si torni al buon senso da parte di tutti e si superi questa fase di personalismi che ci sta conducendo al baratro.
In Valle d’Aosta ci si conosce quasi tutti e il punto non è chi saluti o chi incontri, ma se e con chi delinqui.
(…) Sono convinto che la Valle d’Aosta ha tanti e tanti aspetti positivi che surclassano questi episodi che non vanno assolutamente sottovalutati o minimizzati ma che non vanno neanche enfatizzati.
Ognuno di noi si impegna meglio delle sue capacità e non trascuri o dimentichi i valori in cui siamo stati educati“.
Pubblicato / aggiornato
il 09/03/2019 alle 12:00
Categoria:
Cronaca