Vai al contenuto

Enti locali: ancora lamentele per i trasferimenti ma poi la maggioranza li vota

Enti locali: ancora lamentele per i trasferimenti ma poi la maggioranza li vota

Giova ricordare che, quando si era trattato di esprimersi in relazione al bilancio 2019/21 della Regione, il parere era stato contrario. E che, sul tema dei trasferimenti, di anno in anno, i sindaci valdostani si sono stracciati le vesti, senza tuttavia che i loro pareri condizionati fosse dato seguito. Ciò ha fatto commentare al presidente del Cpel, Franco Manes: “la politica – a prescindere dal colore – non ha mai voluto affrontare seriamente le grida d’allarme relative all’extragettito Imu che sono state lanciate, ogni anno, dagli enti locali né ha voluto affrontare la riforma della norma che regola la finanza locale“.
L’illustrazione del documento sui criteri è stata fatta dal presidente della Regione e dall’assessore alle Finanze. Antonio Fosson, anche in questa sede, ha lamentato il momento “difficilissimo e gravissimo” nel quale si trova a operare la Giunta.
Testolin ha invece parlato per cifre: 83 milioni arriveranno ai Comuni nel 2019, che diventano 91,5 se si sommano anche le risorse destinate alle Unité (due milioni), il reintegro per il minor gettito Iciap e per l’accisa sull’energia elettrica. Dunque 14,3 milioni sono per il Comune di Aosta e 68,3 per gli altri 73 Comuni. Importi invariati rispetto al 2018 ma con una diversa parametrazione della ripartizione. E proprio su questa si è accesa la discussione, poiché se Courmayeur non percepisce trasferimenti, ma non è una novità, 1,3 milioni di euro saranno sottratti ai Comuni turistici in base al principio della sussidiarietà con i Comuni più deboli. Tradotto in cifre, questo significa: Ayas -223mila euro, Cogne -103mila euro, Gressoney-Saint-Jean -222mila euro, La Thuile -130mila euro, Pré-Saint-Didier -152mila euro, Valtournenche -418mila euro.
Dati che sono arrivati tardivamente rispetto all’approvazione dei Bilanci comunali, è stato detto, ma l’assessore Testolin ha replicato che si tratta di informazioni note (anche se non con la declinazione precisa degli importi) sin dal marzo 2018 e dunque non inattese.

Gli emendamenti
Le proteste sono principalmente giunte da Gressoney-Saint-Jean, Cogne, Valtournenche e Pré-Saint-Didier; i richiami all’ordine da Brusson e Doues (Comune retto dal presidente del Cpel, Franco Manes).
Alla fine si è giunti a un voto in tre fasi: per prima è stata messa in votazione la proposta di emendamento di Giulio Grosjacques: azzerare i prelievi per il 2019 e concentrarli tutti sul 2020, allo scopo di dare uno sprone alla presentazione di proposte di modifica della legge regionale 48/95. Undici voti favorevoli e quattro astenuti.
Poi è stata votata la proposta Chiavenuto: spalmare i tagli su quattro anni e indicare una data certa per portare a compimento la rielaborazione della legge 48/95. Diciotto voti favorevoli.
Infine è stata votata la proposta di parere, che ha avuto otto voti contrari e due astensioni.
Non è stata presa in considerazione l’ipotesi formulata da Tamara Lanaro, sindaco di Châtillon, che ha chiesto ai colleghi quanto beneficio porterà realmente loro dividere in 63 parti, con diversa proporzione, 1,3 milioni di euro rispetto al danno che arrecava ai dieci cui saranno sottratti.
Franco Allera, sindaco di Cogne, che ha più volte sostenuto la richiesta di ricalcolare la ripartizione sulla base non dell’Imu presunta ma di quella percepita, si è sentito rispondere che tale parametro è previsto dalla normativa e dunque non modificabile in sede assembleare.

Lo scontro politico
Anche se è stato invocato il desiderio di non spezzare l’Assemblea, preservandone l’intento di federalismo sussidiario che ne contraddistingue le decisioni, il dibattito che ha preceduto la votazione è durato due ore e mezza ed è stato inferorato sia in presenza sia in assenza dei vertici regionali.
I sindaci dei Comuni turistici (quelli “ricchi”) hanno espresso i propri meriti e le proprie difficoltà: essere Comune leader di vallata significa già attuare sussidiarietà nei confronti degli altri Comuni, assumendosi maggiori oneri nella ripartizione delle spese condivise (Chiavenuto) e significa dover competere con altre località turistiche ben più ricche (Alex Brunod, sindaco di Ayas). Il rischio di ripercussioni di questa scelta sul Pil regionale è stato evocato da Riccardo Bieller (sindaco di Pré-Saint-Didier) mentre il sindaco di La Thuile (Mathieu Martinet Ferraris) ha chiesto quale sia la prospettiva politica di questa ripartizione, in una regione che vive per il 90% di turismo.
Il sindaco di Valtournenche, Jean-Antoine Maquignaz, ha esposto il proprio disagio per aver dovuto aumentare l’Imu per riuscire a chiudere il bilancio. Un bilancio gravato, per esempio, da 1,5 milioni di costi per lo sgombero della neve. Gli hanno risposto Fosson e Fulvio Centoz. Fosson sostenendo che deve cambiare il rapporto fra i Comuni turistici e le società che gestiscono gli impianti di risalita: gli utili dei privati devono concorrere al pagamento delle spese comuni che arrecano loro beneficio e non il contrario. Il sindaco di Aosta ha invece ricordato il taglio subito a inizio consiliatura, che ha portato il Comune allo sforamento del patto di stabilità, con conseguenti tagli a una serie di spese precedentemente considerate incomprimibili (come quelle per il personale).
I sindaci Valtournenche e Gressoney-Saint-Jean si sono risentiti quando il sindaco di Brusson ha sostenuto che lo sviluppo turistico del territorio è dovuto ai contributi erogati dalla Regione: lo sviluppo turistico è ben anteriore al 1980, gli hanno risposto, e gli impianti a fune sono stati avviati dai privati e non dall’ente pubblico.

Comunque, nel Cpel, esiste già un tavolo permanente incaricato di elaborare le proposte di riforma della legge regionale attualmente in vigore. Dopo la riforma della legge elettorale potrebbe diventare questo il tema à la une.

Pubblicato / aggiornato il 14/03/2019 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria: Politica e Amministrazione