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Comune di Aosta, sì allo spoglio centralizzato no alla preferenza unica

Comune di Aosta, sì allo spoglio centralizzato no alla preferenza unica

Spoglio centralizzato
I consiglieri Pietro Diego Verducci, Vincenzo Caminiti, Luca Zuccolotto, Étienne Andrione e Alessandra Addario hanno presentato un odg per chiedere di istituire un unico polo per lo spoglio centralizzato per il Comune di Aosta e di ridurre le preferenze da tre a una.
Il sindaco di Aosta, Fulvio Centoz ha chiesto di togliere dall’impegnativa la riduzione delle tre preferenze a una “io sono favorevole a una doppia preferenza di genere. Con lo spoglio centralizzato, la segretezza del voto è già adeguatamente garantita.”
Vincenzo Caminiti (indipendente) si è invece dichiarato a favore della preferenza unica, perché, in questo modo le persone sceglieranno il candidato che vogliono davvero sostenere. Non è la preferenza unica che, per Caminiti, taglia fuori i giovani e le donne ma già oggi “sappiamo bene come vengono composte le liste. Ci sono sempre gli stessi che conosciamo e poi altri, magari giovani e sconosciuti, messi lì per portare acqua ai soliti”.
Étienne Andrione (Lega VdA) ha senso la proposta del sindaco perché spoglio e preferenze sono discorsi diversi
Michele Monteleone (Pd) ha invece dichiarato la propria contrarietà alla preferenza unica “perché non premia né le donne né i giovani. Ridurre le preferenze da tre a una favorirà chi ha il potere di indirizzare il voto, anche se segreto.”
Luca Lotto (M5S) Ha colto l’occasione per parlare dell’elezione diretta di sindaco e vicesindaco “solo in Valle d’Aosta esiste l’elezione diretta del sindaco e del vicesindaco. Questo permette poi al sindaco eletto di candidarsi in Regione senza perdere il governo del proprio paese. Il vicesindaco prende il suo posto e questo consente a quel Comune di evitare di tornare a nuove elezioni”. Lotto si è poi dichiarato a favore dell’inserimento delle preferenza unica: “è l’unico modo che premia la persona che il cittadino ritiene più adatta a quel ruolo: che sia uomo o che sia donna non ha importanza, non sempre le ‘triplette’ premiano la qualità. La preferenza unica responsabilizza il cittadino e impedisce il controllo del voto”.
Carola Carpinello (Altra Vda) ha commentato “possiamo fare tutte le leggi di questo mondo, ma se non cambia la mentalità, qualcuno troverà sempre il modo di aggirare la legge. Con la preferenza unica saranno eletti sempre i più conosciuti, quelli che promettono favori, i ‘yes man’. Bisogna cambiare la cultura politica: siamo quindi favorevoli allo spoglio centralizzato che ha funzionato bene l’anno scorso e per cui Aosta costituiva uno dei 4 poli, ma assolutamente contrari alle riduzioni di preferenza.”
D’accordo con Carpinello anche il sindaco Fulvio Centoz “il voto è un voto ‘di pancia’. Possiamo anche nasconderci dietro a un dito, ma è così.”.
Secondo Patrizia Pradelli (M5S) le tre preferenze, senza l’obbligo di preferenza di genere, non aiutano l’ingresso delle donne in politica. “Con la preferenza unica ognuno si fa la propria campagna elettorale e raccoglie i propri voti.”
Luca Girasole (Epav), si è dichiarato favorevole allo spoglio centralizzato ma non alla preferenza unica né alla preferenza di genere. “A mio modo di vedere anche le diverse risorse economiche spendibili in una campagna elettorale possono influenzare l’esito del voto, ancorché utilizzato in maniera assolutamente legittima e non per l’acquisto di voti. Per premiare le competenze bisognerebbe mettere in lista chi le competenze le ha” (e si è riferito, anche se non esplicitamente, all’elezione di Elisa Tripodi e, altrettanto implicitamente, alla richiesta di corsi di formazione avanzata da Daria Pulz in Consiglio Valle).
Una riformulazione del testo ha fatto sì che l’ordine del giorno passasse all’unanimità: senza l’impegnativa che riduceva le preferenze da tre a una.

Centoz Carnifex
Il gruppo Lega ha presentato un’interrogazione con oggetto “Centoz Carnifex – provvedimenti antimafia Rava” per interrogare il sindaco Fulvio Centoz su alcune dichiarazioni rilasciate in un’intervista, in merito all’opportunità di accesso ispettivo antimafia nei confronti dell’Amministrazione regionale (“Presidenti per dieci anni”) e sugli strumenti che permetterebbero quest’azione.
Andrione (Lega VdA) ha spiegato: “Sono balzato sulla sedia quando ho letto l’intervista, perché l’unico a cui poteva riferirsi, del Consiglio regionale, è Augusto Rollandin, chiamato ‘il testone’ nell’inchiesta Geenna, e che le ha permesso di diventare sindaco.
Il sindaco Centoz ha risposto: “Ben vengano le Commissioni, perché questo consentirà di fare chiarezza. Per il Comune di Aosta non ci sono elementi per possano portare, a mio parere, allo scioglimento del Comune. Ho solo pensato che risultasse bizzarro che in Regione non si facesse questa verifica. Gli strumenti di cui ho parlato nell’intervista non so quali sono. Con questo non voglio dire che bisogna immaginare che ci siano infiltrazioni ovunque nei gangli della Pubblica Amministrazione. Ho solo detto che, visto che l’accesso ispettivo antimafia è stato disposto per i comuni di Aosta e Saint-Pierre, sarebbe stato utile farlo anche in Regione per fugare ogni dubbio – vivere nel dubbio è la cosa peggiore – per chiarire in maniera inequivocabile l’assenza di infiltrazioni. Ma è una valutazione che ho fatto come comune cittadino più che come sindaco di Aosta.
Andrione ha risposto: “Fugare ogni dubbio. Quindi il suo intento è di aiutarlo, Rollandin. Le ricordo che se lei ha un’iniziativa, come sindaco, la può portare. Quindi se lei ha questa richiesta, la porti.”
Centoz ha precisato “non è una mia richiesta. Io ho solo fatto una constatazione”.

Pubblicato / aggiornato il 25/03/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione