Corretta informazione in materia sanitaria
La Carta è stata redatta dai ‘Professionisti della salute’ (Rete oncologica e gli Ordini degli Assistenti sociali, Farmacisti, Infermieri, Giornalisti, Medici e Odontoiatri e Psicologi, Assessorati alla Sanità di Valle d’Aosta e Piemonte).
L’assessore alla Sanità della Regione autonoma Valle d’Aosta, Mauro Baccega, ha spiegato che la Carta dei valori fissa alcuni punti fermi sulle norme di comportamento in materia di comunicazione e di relazione con i pazienti. “Questo – ha aggiunto l’assessore – inevitabilmente coinvolge i media.”
La Carta dei Valori aggiorna la ‘Carta di Torino 2008’ redatta, allora, da giornalisti e medici.
Angelo Michele Pescarmona, commissario dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta, si è soffermato su tre articoli. L’articolo uno (“l’informazione in materia sanitaria risponde sempre ai principi di deontologia, correttezza, obiettività, responsabilità e rispetto della privacy”); l’articolo 4 (“il giornalista si impegna a usare il massimo rispetto nei confronti di tutti i soggetti di cronaca, soprattutto quelli con minori strumenti di autotutela”) e l’articolo 16 (“il paziente è sempre il primo destinatario delle informazioni e delle scelte che riguardano la salute”).
Pier Eugenio Nebiolo, direttore sanitario dell’Ausl, è rimasto colpito in particolare dall’articolo 13, e, ha aggiunto “vorrei che tutti i sanitari della nostra Azienda cominciassero a impegnarsi su questo argomento: il tempo della comunicazione e il tempo della cura.”
Nebiolo ha infatti portato l’attenzione sull’importanza della comunicazione tra il paziente e il professionista della salute (medico, infermiere e chiunque interagisca con il malato): “Attraverso le nostre parole, il nostro atteggiamento, a seconda della nostra disposizione verso il paziente, migliora la cura. Il linguaggio verso il malato deve essere chiaro e preciso. Ma, soprattutto, comprensibile” ha spiegato Nebiolo.
Marina Schena, direttore della Struttura complessa Oncologia dell’Ausl Vda ha spiegato perché la comunicazione è un tema sensibile: “Noi operatori sanitari siamo tenuti a garantire la diffusione solo di informazioni scientificamente rigorose, corrette, precise, obiettive, trasparenti, prudenti. Dobbiamo anche evitare indirettamente qualsiasi forma impropria di pubblicità. I professionisti sanitari non citano mai il nome commerciale di medicinale.”
Molta conflittualità tra i sanitari e i pazienti nasce infatti dalla cattiva comunicazione, come ha spiegato Schena: “Il paziente è il primo destinatario delle informazioni sulla malattia e sulla cura. Molto spesso chiesto di dare al paziente una versione edulcorata, o parziale della realtà, ma questo non si può fare. Si tratta di un compito difficile con cui ci confrontiamo tutti i giorni, e cioè tenere conto delle caratteristiche cognitive ed emozionali del paziente fornendo informazioni in modalità chiara, semplice, precisa”.
La carta dei Valori rappresenta uno strumento in più a tutela del paziente, perché, come ribadito da Baccega, “nei momenti più complicati e difficili della malattia la corretta gestione della comunicazione è fondamentale per supportare non solo il paziente, ma anche la sua famiglia. I danni che provoca la cattiva informazione sono incalcolabili e, per questo, anche l’Ordine dei Giornalisti è stato coinvolto nell’iniziativa”.
Pubblicato / aggiornato
il 27/03/2019 alle 12:00
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Categoria:
Salute