Farcoz nuovamente vicepresidente del Consiglio Valle
Commemorato Dujany
In apertura, il ricordo di Cesare Dujany. Un minuto di silenzio e gli interventi di Emily Rini, Luca Bianchi, Stefano Aggravi, Daria Pulz, Diego Lucianaz, Jean-Claude Daudry, Alberto Bertin, Pierluigi Marquis, Patrizia Morelli, Manuela Nasso, Elso Gérandin, Antonio Fosson e Chiara Minelli a celebrare l’autonomista scomparso il 31 marzo.
Legge Severino subito per Rollandin
Il capogruppo leghista Andrea Manfrin ha poi esordito chiedendo di applicare la legge Severino, non computando Augusto Rollandin come presente al Consiglio né nel voto degli atti consiliari. Ha precisato che la sua tesi era la stessa sostenuta Rollandin in occasione di altre sospensioni. Emily Rini, presidente del Consiglio, gli ha risposto che le pronunce della Corte di Cassazione fanno decorrere l’efficacia delle sentenze dalla notifica del DpCm. Manfrin ha replicato che la sua questione pregiudiziale era in relazione agli atti eventualmente approvati grazie al voto di Rollandin. Ha illustrato la tesi della Lega anche il consigliere Paolo Sammaritani: il provvedimento del Consiglio dei ministri avrà efficacia retroattiva e si ha piena coscienza che le votazioni adottate sino ad allora saranno inficiate. Ha evocato il rischio di impugnativa e annullamento degli atti adottati. Rini ha replicato che l’interpretazione data è quella adottata da tutti i Consigli regionali in analoghe circostanze.
Nasce Alliance valdôtaine e gli autonomisti si scoprono di destra e di sinistra
Patrizia Morelli ha formalizzato la costituzione del gruppo consiliare composto dai consiglieri di Alpe e Union Valdôtaine progressiste: un gruppo battezzato Alliance valdôtaine, che è aperto a ulteriori adesioni è il cui capogruppo è Morelli stessa. Luca Bianchi, capogruppo di Union Valdôtaine ha affermato che, in merito alla creazione di un unico gruppo autonomista, ritene preliminarmente necessario una federazione dei movimenti e partiti, attraverso un percorso chiaro che rispetti i tempi di tutti e che abbia il punto fondamentale in un congresso autunnale. Pierluigi Marquis, capogruppo di Stella alpina, ha definito questo passaggio importante per il consolidamento del progetto autonomista nato nel dicembre 2018. Al quale aderire attraverso un processo evolutivo di partecipazione (vedasi videointervista). Jean-Claude Daudry, Union Valdôtaine progressiste, ha ringraziato Uv e Stella alpina per aver ulteriormente chiarito che Alliance valdôtaine non è una provocazione ma una proposta. Claudio Restano ha specificato il percorso di Pour notre Vallée rispetto alla rifondazione autonomista: questa è una rifondazione autonomista di centro sinistra ma ce ne possono essere. PnV è un gruppo di centro ma non di sinistra: “Continueremo a lavorare per gli obiettivi di questo governo ma con la nostra connotazione” (vedasi videointervista). Stefano Aggravi, della Lega, si è chiesto se questa maggioranza sia ancora di 18 elementi. Emily Rini ha affermato che la sua area di riferimento è convinta della necessità di semplificare il quadro politico. Un progetto che sarà presentato venerdì 12 aprile. Da quel momento inizierà il dialogo con le altre forze politiche. Luigi Vesan (M5S) ha criticato l’apertura di un dibattito sugli unionisti di destra e di sinistra. Patrizia di Morelli gli ha risposto che in ottobre 2018, 18 consiglieri hanno firmato un accordo per la nuova maggioranza e che un diverso accordo, per un progetto politico autonomista, è stato firmato in dicembre. Elso Gérandin (Mouv’) ha affermato che la maggioranza deve prendere atto che tre figure apicali non erano figure gradite nella riunione svoltasi prima dell’inizio dei lavori. Luigi Bertschy (Uvp) gli ha risposto che interpretare le riunioni degli altri è scorretto. Da settembre lo scenario è quello delle elezioni e ognuno si preparerà come meglio ritiene è meglio crede. Gérandin gli ha replicato che il fatto che Uv sia retrocessa a terzo gruppo politico in Consiglio Valle è un fatto politico del quale prendere atto, ma questo non ha rafforzato la maggioranza. Nicoletta Spelgatti (Lega) ha affermato di avere difficoltà a comprendere questo modo di fare politica messo in atto da Alpe e Uvp. Le ha risposto Alessandro Nogara, dicendo che Uvp ha il solo scopo di riunire.
Nelle sue comunicazioni, Antonio Fosson ha commemorato Corrado Hérin, tragicamente perito domenica 31 marzo.
L’elezione del vicepresidente diventa discussione su Rollandin
Il Consiglio Valle ha preso atto delle dimissioni di Augusto Rollandin da vicepresidente del Consiglio Valle.
È stata dunque aperta la discussione in relazione alla sua sostituzione. Luciano Mossa (M5S) ha esordito evidenziato che un’ennesima vicenda giudiziaria ha travolto la maggioranza e delegittimato la Giunta a governare. Ha chiesto che siano portati avanti esclusivamente gli atti di ordinaria amministrazione sino all’entrata in vigore della nuova legge elettorale. Tutti hanno diritto di difendersi, ha risposto Augusto Rollandin: “penso e spero di poter dimostrare la realtà dei fatti. Sostengo un governo con un programma nel quale credo e, per quanto mi riguarda, continuerò a lavorare nell’interesse generale come ho sempre fatto“. Roberto Luboz (Lega) ha anch’egli affermato la delegittimazione della maggioranza. Stefano Ferrero (Mouv’) ha detto che, per alcuni Valdostani (cittadini e imprenditori), è finito un incubo durato 40 anni : quello dei diritti fatti diventare favori. Siamo giunti a un punto di decadimento dal quale sarà difficile risalire e che ha distrutto l’economia valdostana. Daria Pulz (Adu VdA) ha definito pretestuose le iniziative di Rete civica e della Lega per l’impazienza che la giustizia faccia il suo corso: “I peccati di questa classe politica non sono espiabili con la sola punizione di Rollandin. La trasparenza delle elezioni del maggio 2018 è messa in dubbio dalle indagini e ciò delegittima la maggioranza al governo, che invece deve decidere su dossier strategici per il futuro della comunità“. Rollandin ha governato la Regione per sei volte, ha ricordato Maria Luisa Russo (M5S). E, in questi anni, la corruzione ha permeato il sistema Valle d’Aosta. Una situazione dalla quale è impellente uscire. Alberto Bertin (Rete civica) ha sostenuto che la permanenza di Rollandin in Consiglio Valle in attesa della sospensione è imbarazzante. I consiglieri Stefano Aggravi, Andrea Manfrin e Nicoletta Spelgatti (Lega) hanno ribadito la gravità della situazione in relazione alla legittimità della presenza di Rollandin nell’aula consiliare ma soprattutto perché ciò non aiuta la popolazione a comprendere la gravità della situazione. Spelgatti ha aggiunto di non vedere neppure nelle forze che si sono distaccate, negli anni, da Union Valdôtaine un modo diverso di fare politica: “I Valdostani devono smettere di delegare la loro rappresentanza a questo sistema o le cose non cambieranno mai. Basta andare andai politici a chiedere qualche cosa in cambio di qualche cosa“. Chiara Minelli (Rete civica) ha fatto riferimento al fatto che, in tutti questi anni, non è stato ridotto il potere di Rollandin in Union Valdôtaine e nel governo della Valle d’Aosta. E ora, di nuovo, la politica resta immobile nell’aspettare le carte bollate. Pierluigi Marquis (Stella alpina) ha affermato che una sentenza di primo grado non è definitivamente sentenza di colpevolezza e, politicamente, questi episodi minano ulteriormente la fiducia degli elettori: “Cavalcare questa discussione significa voler portare a casa un dividendo elettorale ma non aiuta a promuovere l’etica politica. Anche chi ha fatto della legalità la propria bandiera si è trovato compromesso. Tornare al voto serve se si ha un diverso modello strategico di sviluppo da proporre. E qui c’è chi propone di far star ferma la Valle d’Aosta per lati sei mesi“.
Alla ripresa pomeridiana dei lavori, Luigi Vesan (M5S) ha replicato a Pierluigi Marquis rispetto ai diversi atteggiamenti del suo movimento e di quelli di maggioranza rispetto alle responsabilità degli amministratori. Per fatto personale, il capogruppo di Stella alpina gli ha risposto di aver vissuto la vicenda dei 25mila euro come parte offesa, coinvolto senza nessuna responsabilità se non quella di aver fatto il proprio dovere. Vesan si è poi scusato di essere stato indelicato nei confronti della famiglia di marquis e questi gli ha risposto di sentire nuovamente toni democratico-cristiani nelle sue parole.
Patrizia Morelli (Alpe) è necessario prendere atto del fatto che la sospensione di Rollandin è l’epilogo segnato di questa vicenda: “Non è interesse di nessuno assumere atti che non siano legittimati, politicamente dobbiamo prendere le distanze da sistemi corruttivi e prende atto che finisce un periodo politico caratterizzato da un sistema che abbiamo denunciato in tempi non sospetti. quando c’è bisogno di ricosruire bisogna trovare mediazioni e non creare ulteriori divisioni, basate su valori di legalità chiari e condivisi. Eventualmente facendo passi indietro per favorire un nuovo corso“.
Jean Barocco (Uv) si è detto spaventato delle certezze espresse dalle critiche di alcuni colleghi: “tutti possono sbagliare e probabilmente tutti hanno sbagliato ma, se abbiamo raggiunto questi risultati, lo dobbiamo al lavoro corale del Consiglio Valle. Il cambiamento passa attraverso atteggiamenti e atti, dunque le critiche possono servire ad approfondire il dibattito interno e a migliorare ma non si parli di epoche bensì di evoluzione. Uv non teme il confronto con gli elettori né lo ha mai temuto“.
Il dibattito si è poi protratto con numerose repliche leghiste sull’inappropriatezza delle accuse ricevute.
Il dibattito lo ha chiuso l’intervento di Elso Gerandin (Mouv’), che si è rammaricato di essere fra coloro che non sono riusciti a fermare Rollandin quando sarebbe stato necessario, prima che la Valle d’Aosta arrivasse all’attuale drammatica situazione.
Si è dunque passati al voto, che il capogruppo leghista Andrea Manfrin aveva chiesto segreto. Non pima che Luca Bianchi proponesse per il ruolo di vicepresidente del Consiglio il collega Joël Farcoz (che del Consiglio Valle è già stato sia vicepresidente sia presidente).
Lo spoglio delle schede ha dato questo risultato: 35 votanti, sei schede nulle, quattro schede bianche, tre voti per Rollandin, due voti per Daudry, i per Barocco, uno per Russo e 18 voti per Farcoz, che risulta dunque eletto.
Coordinatori prossimi al pensionamento
Il gruppo Movimento 5 Stelle ha illustrato un’interrogazione a risposta immediata per sapere se, tra gli incarichi dirigenziali di primo livello conferiti dalla Giunta regionale dal 1° aprile 2019, esistano posizioni assegnate a personale dirigente prossimo al collocamento in quiescenza.
Il Vicecapogruppo del M5S, nel presentare l’iniziativa, ha richiamato la circolare n. 6 del 2014 del Ministero per la semplificazione che evidenzia come siano comportamenti elusivi il conferire a soggetti prossimi alla pensione incarichi e cariche il cui mandato si svolga sostanzialmente in una fase successiva al collocamento in quiescenza.
Il Presidente della Regione, ricordato che l’Amministrazione regionale dovrà affrontare, nei prossimi mesi, un importante processo di revisione organizzativa in funzione della cessazione dal servizio di un consistente numero di unità di personale dirigente e non, ha riferito che, dalle ultime stime degli uffici del Dipartimento del personale ed organizzazione, i dirigenti che cesseranno dal servizio nei prossimi 12 mesi sono 14 di cui 4 apicali; di questi, solo 5 si sono – per il momento – avvalsi della facoltà prevista dalle intervenute disposizioni in materia previdenziale, la cosiddetta “quota 100”. Antonio Fosson ha confermato che l’Amministrazione regionale dovrà provvedere ad un’attenta programmazione delle assunzioni del personale dirigente e delle categorie.
Riguardo agli incarichi conferiti, il Presidente della Regione ha spiegato che la deliberazione della Giunta regionale n. 371/2019 prevede che questi abbiano decorrenza ordinaria dal 1° aprile fino al termine naturale della Legislatura; detti incarichi cessano, in ogni caso, al termine del mandato dell’organo che li ha conferiti o proposti e comunque non oltre il conseguimento del limite di età o dell’anzianità contributiva massima per il collocamento d’ufficio a riposo dell’interessato o del diverso termine a seguito della richiesta di collocamento a riposo. Fosson ha anche precisato che resta impregiudicata l’applicazione delle disposizioni previste dalla normativa regionale vigente e, segnatamente, il fatto che la durata dell’incarico può essere inferiore a tre anni se coincide con il conseguimento del limite di età o dell’anzianità contributiva massima per il collocamento d’ufficio a riposo dell’interessato; è peraltro fatta salva la facoltà del trattenimento in servizio oltre i limiti di età o di servizio posta in capo sia alla Regione sia alla persona interessata.
Il Presidente della Regione ha infine affermato che saranno attentamente monitorate le posizioni dei singoli dirigenti interessati, in ragione delle peculiarità di ciascuna, avuto riguardo delle esigenze organizzative e della necessaria condivisione con la persona interessata circa la durata dell’incarico, laddove la normativa vigente lasci spazi all’agire discrezionale della pubblica Amministrazione.
Il Consigliere Luigi Vesan, nella replica, ha auspicato per l’Amministrazione regionale un ricambio generazionale e una nuova visione di programmazione, confidando in una maggiore attenzione nella scelta delle figure dirigenziali anche avvalendosi di procedure concorsuali.
RaVdA parte civile nel processo a Rollandin?
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste, con un’interrogazione a risposta immediata, ha voluto sapere se la Regione ha effettuato atti volti alla costituzione di parte civile nel “processo corruzione VdA” che ha portato alla sentenza di condanna di primo grado del Consigliere Rollandin.
Il Presidente della Regione ha premesso che la costituzione di parte civile ha come unica funzione di consentire l’azione civile nel processo penale per il risarcimento del danno conseguente al reato. Tale azione non è l’unica a disposizione del danneggiato, in questo caso l’Ente pubblico, in quanto può sempre essere esercitata un’azione civile autonoma in esito al procedimento penale. Nel caso specifico, inoltre, il danno è suscettibile di ricadere anche nella giurisdizione della Corte dei Conti.
Per quanto riguarda il procedimento penale in questione, Antonio Fosson ha riferito che l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare, fissata per il 19 novembre e poi rinviata a data successiva, è stato notificato il 30 luglio 2018. Fosson ha aggiunto che l’Avvocatura regionale, nelle sue funzioni di rappresentanza della persona offesa, aveva effettuato nell’agosto 2018 accesso al fascicolo delle indagini, dal quale non era emerso alcun danno patrimoniale, bensì eventualmente un danno all’immagine per cui l’Amministrazione, alla luce della recente condanna, si riserva di agire in sede civile.
Il Presidente della Regione ha confermato che le ragioni dell’Amministrazione sono tuttora suscettibili di essere pienamente tutelate.
Il Consigliere della Lega VdA Paolo Sammaritani ha replicato che, in questo caso, la costituzione di parte civile non sarà più possibile, invece sarebbe stata necessaria a tutela dell’immagine dell’Amministrazione regionale. A questa decisione il Consigliere Sammaritani ritiene che si possa dare unicamente una lettura politica: non ci si poteva costituire parte civile nei confronti del massimo esponente del partito più rappresentato. Sammaritani si è infine rammaricato della mancanza di coerenza dell’attuale Governo.
Tre mozioni
Il Consiglio Valle ha trattato tre mozioni, la cui discussione è stata rinviata dall’adunanza del 20 marzo.
La prima iniziativa, presentata congiuntamente da ADU-VdA, M5S e Mouv’, è stata approvata all’unanimità così come emendata dalla maggioranza su proposta del Consigliere Giovanni Barocco (UV), e riguarda la modifica della legge regionale sulla pubblicazione degli atti della Regione. Il testo, così come illustrato dalla Consigliera Pulz, va nel senso di un bilanciamento tra principio di trasparenza e diritto di riservatezza e intende rimuovere quella tenda nera tra cittadini e politici che oscura la fiducia nelle Istituzioni: impegna il Governo regionale a presentare entro 30 giorni nella Commissione competente il risultato del lavoro svolto dai tecnici per addivenire ad un opportuno sistema applicativo al fine di adeguare le modalità di pubblicazione come previste dalla legge regionale n. 25 del 2010 già modificata dalla legge regionale 18/2018 per poter pubblicare sul sito istituzionale della Regione tutti gli atti nonché le deliberazioni della Giunta regionale di tutte le precedenti Legislature, depurati dai dati sensibili e personali in base alla normativa vigente in materia di privacy.
Con la mozione, illustrata dalla Consigliera Manuela Nasso, il Movimento 5 Stelle ha portato all’attenzione dell’Aula le iniziative a favore del rispetto e della protezione degli animali, in particolare quelle condotte dall’AVAPA, l’Association Valdôtaine pour la Protection des Animaux, che da trent’anni si occupa della gestione del canile/gattile regionale. Il testo, approvato all’unanimità, impegna l’Assessore competente a sostenere e divulgare il più possibile le iniziative che l’AVAPA organizza, anche attraverso i canali del Consiglio regionale, in un’ottica di sensibilizzazione della comunità, nonché a sollecitare la bonifica e il rifacimento delle aree di sgambamento dei cani attigua al canile per lo svolgimento delle attività quotidiane o, in alternativa, di dare in gestione al canile uno spazio di proprietà della Regione nel circondario di Aosta.
Impegnare il Presidente della Regione e la Giunta ad attuare ogni iniziativa ed intervento necessari a rendere efficace, il prima possibile, il piano per la gestione delle liste d’attesa in ambito sanitario: questo l’intento della mozione del Movimento 5 Stelle, respinta con 18 astensioni (UV, AV, SA e GM) e 17 voti a favore (Lega VdA, M5S, Mouv’, RC-AC e ADU-VdA), ed illustrata dalla Consigliera del M5S Maria Luisa Russo, che ha spiegato come questo documento, che prevede regole più chiare, semplici e trasparenti per la gestione dei tempi d’attesa nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, debba essere approvato a livello regionale. L’Assessore alla sanità ha comunicato che è stato attivato il percorso di adozione del Piano regionale nei tempi previsti; nello specifico è stata effettuata una prima riunione tecnica dipartimentale in cui sono già delineate competenze metodologie e cronoprogramma; si è già anche svolto un incontro con l’Azienda USL. Il piano, ha detto Mauro Baccega, sarà presumibilmente portato all’attenzione della Giunta del 19 aprile. L’Assessore ha quindi annunciato il voto di astensione della maggioranza.
È stata ritirata dai proponenti, i gruppi Lega VdA e Mouv’, la mozione inerente al saldo attivo e passivo della mobilità sanitaria interregionale di spettanza della Regione, in quanto la questione sarà meglio approfondita discutendo della variazione di bilancio.
Saint-Martin-de-Corléans
Con un’interrogazione, il gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne è tornato sulla situazione del Parco archeologico di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta, chiedendo di conoscere i dati aggiornati dal 1° settembre scorso in merito al numero di visitatori, agli incassi ed ai relativi costi di gestione, nonché l’ammontare complessivo speso sinora per la realizzazione del Parco archeologico e l’ammontare ancora necessario per terminare l’opera. Inoltre, il Capogruppo Alberto Bertin ha voluto sapere se e quando il Parco archeologico sarà interamente aperto al pubblico.
L’Assessore ai beni culturali ha riferito che, dai dati forniti dalla Soprintendenza, dal 1° settembre 2018 i visitatori sono stati 5.647, gli incassi ammontano a 11 mila 113 euro, i costi di gestione sono di circa 170 mila euro. Laurent Viérin ha quindi comunicato che l’ammontare complessivo degli investimenti sinora è di circa 18 milioni 800 mila euro con una parte importante di Fondi europei e che, al momento, sono in corso le procedure per la realizzazione del secondo lotto della struttura, propedeutico all’apertura complessiva; l’importo a base d’asta è di cinque milioni netti. L’Assessore ai beni culturali ha specificato che per completare definitivamente l’opera, compresa l’area sud, si rende necessaria una spesa di circa 10 milioni, anche in questo caso con ricorso a Fondi europei. Laurent Viérin ha infine comunicato che l’apertura complessiva del parco archeologico è stata stimata nel 2021.
Il Consigliere Alberto Bertin ha replicato che, a quasi cinquant’anni dai primi ritrovamenti, questo importante Parco non è stato usufruito nel modo adeguato e a confermarlo sono i dati forniti dall’Assessore in risposta a questa iniziativa che ha voluto, ancora una volta, essere una sollecitazione a tenere presente che l’area megalitica può diventare un’emergenza. In effetti, ha rilevato il Consigliere Bertin, le cifre sono estremamente limitate e confermano che manca una programmazione puntuale per una struttura che potrebbe rappresentare un’opportunità per il rilancio del turismo culturale ad Aosta. Bertin ha osservato che, dati gli ingenti costi già sostenuti e ancora da sostenere per un totale di poco meno di 40 milioni, a fronte di un riscontro non soddisfacente, il Parco rischia di trasformarsi in un problema per la comunità. Alberto Bertin ha rilevato che per l’area di Saint-Martin anche i tempi di realizzazione sono archeologici, e che questo sito resta la Salerno-Reggio Calabria della Valle d’Aosta.
Cittadella dei Giovani
Il servizio di gestione della Cittadella dei Giovani di Aosta per il periodo 1° gennaio 2020-31 dicembre 2021 è stato al centro di un’interrogazione del gruppo Lega Vallée d’Aoste.
Il gruppo ha richiamato la delibera n. 28 del 14 marzo 2019 della Giunta comunale di Aosta con la quale sono state approvate le linee guida che individuano la tipologia e le modalità della gestione della struttura e nella quale, in base a quanto emerso dalle riunioni del Gruppo interistituzionale fra enti partner (Comune Aosta, Regione, CELVA) e del Tavolo tecnico, viene considerata come priorità assoluta la prosecuzione senza interruzioni delle diverse attività proposte in Cittadella al fine di non pregiudicare i risultati ottenuti. I Consiglieri hanno quindi chiesto se la Regione, per tramite degli Assessorati che compongono il Gruppo interistituzionale, abbia deciso di avallare la proroga dell’attuale gestione e se l’Avvocatura regionale abbia dato il proprio assenso all’istituzione di una proroga tecnica. Inoltre hanno voluto sapere se il Governo abbia approvate le linee guida della Cittadella dei Giovani.
L’Assessora all’istruzione e politiche giovanili, nel ribadire l’importanza della Cittadella quale centro di aggregazione per i giovani dell’intera Valle, ha ricordato i vari passaggi dell’iter di affidamento del servizio di gestione: sin dalla riunione del Gruppo interistituzionale di febbraio 2018, ha riferito Chantal Certan, gli Enti pubblici coinvolti hanno inteso continuare a investire su questo bene pubblico procedendo con una nuova gara di appalto; il Comune di Aosta, a luglio 2018, ha affidato un incarico per la predisposizione degli atti preliminari per l’avvio della procedura gara, comprese le linee guida operative e prorogato il contratto in scadenza il 7 settembre 2018 fino al 31 marzo 2019; in ordine ad un’ulteriore proroga tecnica dal 1° aprile 2019 in sede di Gruppo interistituzionale, dove l’Avvocatura regionale non era coinvolta in considerazione della titolarità in capo al Comune di Aosta, gli avvocati del Comune hanno sostenuto la legittimità a condizione che la procedura di gara fosse devoluta a INVA, in qualità di Centrale unica di committenza, trasmettendo tutti gli atti necessari prima del termine del 31 marzo 2019. Il 14 marzo 2019, il Comune di Aosta, in quanto ente titolare e incaricato di espletare la procedura di gara, curando la predisposizione degli atti di gara, ha quindi approvato le linee guida per l’affidamento gestione, dando mandato al dirigente l’adozione degli atti tramite proroga tecnica per garantire la continuità del servizio per il tempo strettamente necessario al completo espletamento delle procedure amministrative e inviato la richiesta di parere all’ANAC. La Regione ha preso atto delle linee guida approvate dal Comune e ha ribadito la contrarietà in ordine all’opportunità di riconvertire in ristorante rivolto ad un’utenza esterna la caffetteria, nonché alla somministrazione di bevande ad elevata gradazione alcolica. Invece, la Regione ha condiviso, d’intesa con l’Avvocatura regionale, che il Comune di Aosta richiedesse un parere all’ANAC sulla proroga tecnica. Si è voluto puntualizzare, ha concluso l’Assessora Certan, che il servizio fosse garantito ma che ogni passaggio fosse assolutamente chiaro, trasparente e legittimo.
Il Capogruppo della Lega VdA si è detto soddisfatto della risposta e del contegno mantenuto dalla Regione. Per Andrea Manfrin, infatti, l’inadempienza è del Comune di Aosta: è scandaloso, ha sottolineato Manfrin, che il Comune, a fronte di un appalto a termine di tre anni, abbia prima chiesto una proroga di sei mesi per preparare tutti gli atti di gara e ora un’ulteriore proroga tecnica di nove mesi, che per il Consigliere è una palese violazione delle norme stabilite dall’Autorità anticorruzione. In virtù del fatto che la Regione fornisce il 55 per cento del circa mezzo milione di euro per la gestione della Cittadella, per il Capogruppo è un atto dovuto che gli Assessorati competenti chiedano al Gruppo interistituzionale di far cessare qualsiasi proroga poiché palesemente illegittima. Manfrin ha infine apprezzato che la Regione abbia ribadito il divieto di somministrazione di alcolici e il suo no alla trasformazione della caffetteria in ristorante, perché ha sancito il principio che non si fa impresa con i soldi pubblici, che non si entra in concorrenza con i privati e che la promozione di stili di vita sani è incompatibile con la somministrazione di alcolici e superalcolici, come da desiderio del Comune di Aosta.
Pubblicato / aggiornato
il 28/03/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione