I commenti alla sentenza di condanna a Rollandin
Tace il suo movimento di appartenenza, l’Union valdôtaine.
La minoranza
Non tace il primo partito per consiglieri eletti in Consiglio Valle. Scrive la Lega Vallée d’Aoste in una nota: “La condanna di oggi sancisce la fine di un’epoca. Tuttavia questo è solo uno dei tanti processi in corso in questo momento e che fanno emergere ogni giorno nuovi dettagli di un sistema che, purtroppo, è riuscito a penetrare anche all’interno della pubblica amministrazione.
Vogliamo oggi unirci ai cittadini valdostani nel ringraziare le Forze dell’ordine e la Magistratura per il loro lavoro che sta contribuendo a smantellare giorno dopo giorno un sistema che ha pervaso pesantemente la nostra Regione e che contribuirà a portare avanti le istanze di cambiamento che sono emerse già dai risultati elettorali dello scorso maggio.
Riteniamo inoltre che sia giunta ormai l’ora di tornare alle urne. I Valdostani meritano un cambiamento reale, una trasformazione netta della classe politica e del modo di fare politica. Un cambiamento che può avvenire solo attraverso la libera espressione del voto. Si torni al voto!“.
In sintonia il commento di Mouv: “La grave condanna di primo grado inflitta ad Augusto Rollandin conferma la preoccupazione per la legalità in Valle d’Aosta e svela un sistema politico inquinato che abbiamo denunciato sin dalla nostra nascita e che si è concretizzata nell’azione di contrasto svolta in Consiglio Valle dai nostri eletti. La situazione di non ritorno del Governo Fosson, che sembra non arrendersi all’evidenza di una sua profonda incapacità che pesa sul futuro della Regione, colpisce ancor di più perché avvolta – senza reazione alcuna se non la sopravvivenza e la paura di elezioni anticipate – anche da una rete di iniziative giudiziarie che confermano scenari inquietanti che minano l’esistenza stessa dell’autonomia speciale. Bisogna voltare in fretta pagina“.
Il Movimento 5 Stelle scrive: “Per l’ex Presidente della Regione scatta ora la procedura che, in base alla legge Severino, lo porterà alla sospensione dalla carica di Consigliere regionale. Quindi, non era affatto fuori luogo la richiesta, formulata con una mozione appoggiata anche dal gruppo consiliare del M5S, rivolta a Rollandin affinché si dimettesse almeno dalla carica di Vicepresidente dell’Assemblea. Per la politica valdostana si aprono nuovi scenari, forse è finito il lungo regno del ‘deus ex machina’ dell’Amministrazione regionale. Il rispetto della legalità e dell’onorabilità dell’Aula hanno un valore che ben poche forze politiche riconoscono a questa Istituzione. È pertanto inevitabile il domino che sta portando alla caduta, uno alla volta, dei rappresentanti di questa vergognosa maniera di fare politica. Appena entrerà in vigore la nuova legge elettorale, si vada subito al voto per spazzare via l’intera corte dei miracoli dell’imperatore“.
Adu VdA ritiene opportuno condividere alcune considerazioni: “alla fine, solo i ripetuti provvedimenti della magistratura hanno posto fine al dominio di Rollandin sulla società valdostana. Non l’autocritica dei partiti e movimenti politici, né la riflessione dell’elettorato, ma l’intervento dei giudici, ossia di un potere indipendente che, pur con difficoltà e qualche contraddizione, come emerso dalla vicenda Longarini, ha continuato a lavorare per ripristinare lalegalità nella nostra regione. Sarebbe auspicabile che chi in, questi lunghi e tristi anni, ha giovato del potere di Rollandin, diventando Sindaco, Assessore, Consigliere regionale, membro di CdA, ecc. tacesse e cogliesse l’occasione per un sincero momento di autocritica. Rollandin era il simbolo del malgoverno valdostano, ma non ha fatto tutto da solo. Senza un radicale mutamento del quadro sociale e politico della Vallée, un altro ‘Imperatore’ prenderà il posto di Augusto. Servono certezza del diritto e un generale ricambio della classe politica. Questo Consiglio regionale è ancora figlio del sistema di Rollandin, lo stesso governo regionale in carica è stato eletto in virtù dei voti recuperati da chi oggi è stato riconosciuto, seppure in primo grado, colpevole del reato di corruzione. Questo Consiglio non è legittimato a decidere su temi importanti come CVA. A quante sostituzioni di consiglieri dovremo assistere, prima di ridare la parola agli elettori“.
La maggioranza
Non desidera commentare Mauro Baccega di Epav, mentre Alpe e Union valdôtaine Progressiste (i cui gruppi consiliari sono in fase di fusione) scrivono congiuntamente: “Le sentenze non si commentano, ma la gravità di questi fatti, ad oggi riconosciuti, segna la fine di un’era politica e impone una presa di posizione ferma di condanna contro ogni forma di corruzione. Auspichiamo che dal movimento dell’Union Valdôtaine giunga ora un forte segnale a conferma della reale volontà di rinnovamento enunciato“.
Pubblicato / aggiornato
il 28/03/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione