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Ancora commenti alla condanna di Rollandin

Ancora commenti alla condanna di Rollandin

Si esprime con un comunicato stringato Union valdôtaine: “Le Comité Fédéral et le groupe des élus de l’Union Valdôtaine prennent acte avec amertume de la condamnation en première instance de M. Augusto Rollandin.En espérant que M. Rollandin puisse éclaircir sa position dans les successives phases de jugement, le Comité Fédéral et le groupe remercient pour le geste de grande responsabilité démontrée avec les démissions de la charge de président adjoint du Conseil de la Vallée et le dévouement envers son Mouvement, pour la suspension volontaire de l’Union Valdôtaine. Ces actes de responsabilité permettront un plus serein débat politique“.
Il Comité de direction della Jeune Vallée d’Aoste scrive: “Il 28 marzo 2019 passerà – forse – alla storia come la caduta dell’Imperatore. Ma non dell’impero. Il sistema di potere e di controllo oppressivo dell’Union Valdôtaine permane ancora. Un gran numero di delfini ed eredi di Rollandin è cresciuto in questi anni, e queste persone, preparandosi a rinnegare il loro mentore, dopo averlo servilmente assecondato per decenni, bramano a ereditare la struttura creata da « Testone » . Ma Rollandin non ha agito da solo, ha agito come boss indiscusso dell’Union Valdôtaine, in cui pochissimi lo hanno messo in discussione, per poi esserne eliminati. Perché Rollandin faceva comodo a tanti, faceva comodo a tutti nell’Union Valdôtaine. Ora è diventato il capro espiatorio, ma non dimentichiamoci delle decine, centinaia di persone che hanno lavorato con lui e per lui, e che continueranno a volerne imitare metodi e risultati. La Jeune Vallée d’Aoste continuerà la battaglia per ridare Libertà ai Valdostani“.
Rete civica si rifà al ‘ve l’avevamo detto’ e commenta: “Nell’ultimo Consiglio regionale i consiglieri di Rete Civica avevano chiesto con un’apposita mozione le dimissioni di Augusto Rollandin da Vicepresidente del Consiglio. Un atto quanto mai necessario visti i contenuti dell’Ordinanza del PM sull’indagine Geenna e visto che sul capo del consigliere unionista pendeva anche una richiesta di condanna e di interdizione dai pubblici uffici per corruzione.
La maggioranza, sostenuta da una consigliera di opposizione, aveva impedito per un soffio l’approvazione della mozione  ed ora il Vicepresidente è stato condannato a 4 anni e 6 mesi, oltre che all’interdizione dai pubblici uffici. Ancora una volta le istituzioni valdostane si segnalano per l’imprevidenza con cui vengono scelte le persone per cariche di grande rappresentatività.
Non è la prima volta che Rollandin viene processato e condannato, ma questa sentenza arriva a coronamento di un declino politico e può segnare la chiusura di una storia ultratrentennale che ha condizionato pesantemente  la politica valdostana.
Consapevole che il sistema di potere costruito è ramificato e ha messo radici profonde, Rete Civica ritiene necessario promuovere il risanamento del rapporto tra cittadini e politica anche attraverso riforme e azioni utili ad affrontare i tanti problemi irrisolti e rimettere in moto l’attività amministrativa paralizzata dall’instabilità e dai giochi di potere“.

Pubblicato / aggiornato il 29/03/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione