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Resuscitare il Pd per partecipare alle europee o non partecipare?

Resuscitare il Pd per partecipare alle europee o non partecipare?

Il processo avviato sotto l’impulso dell’Associazione Autonomie 4.0 ha però subito una battuta d’arresto dopo la condanna per corruzione di Augusto Rollandin e, della palla, se ne sono impossessati i partiti politici.
L’Associazione non ha partecipato ai due incontri di venerdì 29 marzo, nel corso dei quali si sono palesate due criticità: da un lato Union valdôtaine progressiste sembra sempre più intenzionata ad abbandonare il tavolo; dall’altro il Partito democratico non accetta di ospitare il candidato autonomista senza ottenere una garanzia di coalizione per le elezioni comunali del 2020.
Facciamo un passo indietro: in occasione della Fiera di Sant’Orso, Antonio Tajani era venuto ad Aosta e aveva proposto di accogliere un candidato valdostano nella lista di Forza Italia. Poi si era presentata in Valle anche Più Europa aveva espresso la sua disponibilità. Ma, per gli autonomisti, Forza Italia era troppo a destra e Più Europa troppo qualcos’altro. Quindi avevano guardato con speranza all’ipotesi di aggregazione tentata da Calenda, poi affossata e confluita nella proposta del solo Partito democratico. Ma, quando il Pd valdostano è stato contattato, forte dei suoi 133 iscritti e consapevole di essere a rischio sparizione, ha affermato di essere contrario all’apparentamento con gli autonomisti se ciò non sarà inserito in un più ampio accordo che includa un’alleanza per le elezioni comunali (in realtà, un’alleanza che permetta a Fulvio Centoz di essere nuovamente il candidato sindaco per la città di Aosta). Ipotesi che ha fatto storcere il naso a più d’uno.
Gli autonomisti potrebbero partecipare alle europee anche senza apparentarsi: potrebbero utilizzare il simbolo depositato in Senato all’atto dell’elezione di Albert Lanièce. Ma partecipare da soli costa e, in questo periodo, le casse dei partiti non sono pingui. Perché, allora, spendere molto per una competizione elettorale nella quale non si crede?
Dopo la condanna di Rollandin, poi, all’interrogativo pecuniario se ne è aggiunto un secondo, assai più assillante: perché partecipare a una competizione elettorale che rischia di concludersi con una netta affermazione della Lega e quindi con un’ennesimo arretramento delle forze autonomiste? Che, in questo modo, sarebbero ancor più in difficoltà all’appuntamento del 2020. Almeno, se non partecipassero, potrebbero giovarsi del beneficio del dubbio…
Dunque tutti i mesi a trovare un candidato adatto (Alessandro Giovenzì sì perché è giovane e ha ben dimostrato ma no perché è Uv; Marco Gheller sì perché è giovane e impegnato nella società civile ma no perché non si capisce se sia ancora Alpe o cosa sia; Alessandro Cavaliere sì perché ha una bella immagine civile ma no perché vuole fare il sindaco di Aosta e forse perché nessuno gli ha chiesto se vorrebbe essere un eurocandidato; Roberto Nicco sì perché ha un gran pedigree ma no perché è in tutt’altro affacendato) potrebbero vanificarsi nel corso di una serata.
Anzi, è più probabilme che finisca così: oggi non decidiamo perché manca Tizio che deve confrontarsi con i suoi organismi dirigenti; domani non decidiamo perché Caio vuole verificare un’altra possibilità; dopodomani non decidiamo perché è necessario un approfondimento; domani l’altro, ups, è troppo tardi.

Pubblicato / aggiornato il 30/03/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione