Union valdôtaine: si parla di europee, non d’altro
Partecipato ma solo dal punto di vista numerico. Il dibattito è stato infatti stentato e non è mai decollato, nonostante le sollecitazioni.
In apertura è stato eletto Davide Sapinet quale sostituto di Osvaldo Chabod alla vicepresidenza del mouvement. Chabod ha salutato annunciando dil proprio addio alla politica attiva ma non all’Union valdôtaine.
All’interno del Comité fédéral, al posto di Sapinet, è stato eletto Aurelio Marguerettaz. Per ora Ornella Badéry resta: mancava il candidato per sostituirla.
Si è dunque passati al tema della serata: le elezioni europee, anche se non ci sono ancora decisioni da ratificare ma solamente orientamenti. Orientamenti votati in questa formulazione: “en cohérence avec l’accord politique signé le 16 novembre 2018 par Uv, Uvp, Alpe et Sa, qui établissaient la ‘création d’un projet politique autonomiste, fédéraliste er progressiste, en harmonie avec les principes statutaires de l’Autonomie, pour faire face à la situation de crise actuelle, ainsi que les futurs rende-vous politiques et administratifs de notre Région, sur des bases idéales, des méthodes et des valeurs partagées, dans le respect des identités politiques’ et suite à la rencontre des élus du Conseil de la Vallée et des représentants des mouvements Uv, Uvp, Alpe, Sa et Epav, qui s’est tenue dimanche 31 mars au siège de la Stella alpina ; aux fins de la continuation de l’action politique, pour les mois à venir, les suivantes lignes ont été individuées : pacte de fédération des cinq mouvements à souscrire et annoncer au début de la campagne électorale des européennes ; présentation d’une liste et d’un programme commun pour les élections européennes par le biais d’un apparentement avec le Pd, avec qui on stipule un accordo technique expressément conçu pour les élections européennes ; en automne/hiver 2019, congrès de réorganisation de l’aire autonomiste“.
Un solo astenuto: la sezione di Jovençan.
In relazione alla federazione degli autonomisti (“perché Union valdôtaine nonha intenzione di mettere in discussione il movimento, la sua storia è il suo simbolo“, ha precisato Lavevaz), è stato chiarito che vi sono due impostazioni di pensiero divergenti fra chi intende il congresso d’autunno come epilogo e chi come punto di partenza del processo. In ogni caso, la fuga in avanti di Alpe e Uvp nel costituire un unico gruppo consiliare è stata valutato negativamente affrettata.
Dopo che il presidente aveva riepilogato gli eventi recenti e le trattative in corso e da concludere, il senatore Lanièce ha chiarito alcuni aspetti politici e tecnici: no all’apparentamento con la Lega che non ha fatto nulla per dare un seggio a ogni minoranza linguistica; sì alla partecipazione alle elezioni europee perché il concetto stesso di Europa è in pericolo ed è interesse della Valle d’Aosta sostenerlo; no alla lista unica perché, per essere eletti, occorrerebbe raggiungere il 4% sul totale dei voti italiani; sì a un apparentamento inserendo tre candidati (almeno uno uno donna) e cercando di farne eleggere uno contando non tanto sul fatto che raggiunga i 50 mila voti necessari ma che ne ottenga almeno uno di più dell’ultimo votato della lista madre. Che alla fine è fortemente probabile sia il Pd, anche se ognuno avrebbe il suo programma e s’inserirebbe nell’euro-partito che riterrebbe.
Fra i pochi a prendere la parola Marco Carrel, coordinatore della Jeunesse valdôtaine, per chiedere che l’Union valdôtaine riprenda consapevolezza del proprio ruolo politico propositivo.
Massimiliano Lale Démoz si è espresso contro ogni singolo aspetto della nuova legge elettorale (eccezion fatta per la conferma dello spoglio centralizzato): non favorirà la governabilità, non favorirà il rinnovamento, favorirà esclusivamente l’individualismo politico.
Il senatore Lanièce ha anche commemorato Cesare Dujany, dicendo che è stato un punto di riferimento anche per gli unionisti.
Il grande assente è stato Augusto Rollandin. Non solo perché fisicamente assente, ma perché il suo nome è stato fatto solamente tre volte, en passant: per ringraziarlo di essersi dimesso da vicepresidente del Consiglio e di essersi autosospeso (Lavevaz), per auspicare che la vicenda giudiziari si concluda per lui positivamente (Lanièce), per dire che ora non si possono più attribuire a lui tutte le responsabilità e che il cambiamento deve passare dalle parole ai fatti (Carrel).
Vedi anche: Lavevaz: con il Pd vogliamo accordarci ma senza impegni a lungo termine
Pubblicato / aggiornato
il 01/04/2019 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria:
Politica e Amministrazione