I lavori del Consiglio Valle di giovedì 4 aprile
La richiesta di un progetto di legge per la gestione dei servizi socio-assistenziali è stata presentata con un’interpellanza posta dal gruppo Mouv’ nella seduta consiliare del 4 aprile 2019.
In particolare, il Consigliere Roberto Cognetta, ricordando che nella scorsa Legislatura era stato intrapreso un percorso legislativo per la riorganizzazione dei servizi socio-assistenziali, ha chiesto se è intenzione del Governo regionale proseguire in questa direzione. Il Consigliere ha voluto capire se il progetto di legge del quale aveva parlato l’allora Assessore Bertschy sia ancora di attualità: per Cognetta lo è in quanto c’è la necessità di prevedere un’unica regia regionale, un unico soggetto di diritto pubblico gestore dei servizi oltre che un contratto di lavoro pubblico per i dipendenti.
L’Assessore alla sanità e politiche sociali ha riferito che, nella precedente Legislatura, era stato avviato un lavoro importante su questa tematica con la predisposizione di una bozza di disegno di legge, che è stata presentata ma non esaminata dalla Giunta anche in considerazione delle scadenze elettorali. Con la nuova Legislatura, ha sottolineato l’Assessore Mauro Baccega, è stata data indicazioni nel DEFR 2019-2021 su questo argomento: si è valutato di intervenire in altri ambiti, restando convinti dell’esigenza di revisione della governance del welfare regionale con la logica di rispondere a bisogni differenziati di servizi e con gli stessi criteri di accesso su tutto il territorio regionale. L’Assessore ha richiamato alcune attività avviate e la messa a regime delle sperimentazioni in atto: l’introduzione della figura di infermiere H24 nelle strutture socio-assistenziali per anziani, l’avvio del Centro regionale per disturbi cognitivi e demenze, costituito dagli ambulatori geriatrico e neurologico. Parallelamente, ha aggiunto Baccega, si è chiusa positivamente la sperimentazione dell’Unità di valutazione multidimensionale per le persone con disabilità con l’introduzione del case manager, figura di raccordo tra famiglia, servizi sociali e sanitari. Tutto questo, ha detto l’Assessore, nell’ottica di favorire sempre più l’integrazione socio-sanitaria.
Mauro Baccega ha poi sostenuto che l’obiettivo di una regia univoca regionale e un unico contratto di lavoro pubblico non è semplice né immediato: sarà necessario confrontarsi con i Sindacati e ha annunciato che oggi è prevista una riunione alle ore 14.30. Per l’Assessore c’è bisogno di una larga condivisione, sia con Sindacati, sia con il Consiglio permanente degli enti locali. Ha quindi concluso di non poter assumere impegni con tempistiche precise, ma ha chiesto almeno un paio di mesi per definire una strategia e per portare all’attenzione dei Consiglieri una bozza di progetto di legge da esaminare.
Il Consigliere Cognetta, nella replica, ha concordato sulla necessità di un percorso condiviso che, tuttavia, richiede tempo. Visto l’impegno dell’Assessore di portare il disegno di legge, il Consigliere di Mouv’ ha però chiesto che venga presentato e, soprattutto, approvato: in particolare, ha ricordato, gli Enti locali stanno sempre più esternalizzando i servizi ai privati e, se non si arriva in tempo, la legge sarà inutile.
Il Consigliere Elso Gerandin ha ricordato che si tratta di un servizio delicato perché coinvolge 2800 utenti (tra servizi residenziali pubblici, assistenza domiciliare e centri diurni) e oltre 600 unità di operatori socio-sanitari. Il Consigliere del Mouv’ si aspettava che fosse riferito lo stato dell’arte del momento, visto che nel 2016 c’è stato un accordo sindacale e nel 2017 un gruppo tecnico di lavoro aveva indicato alcune soluzioni per una regia unica. Ha quindi auspicato che l’Assessore fornisca una fotografia della situazione anche in rapporto agli Enti locali.
Il gruppo Mouv’ ha interpellato il Governo regionale su alcuni mobili e arredi di pregio di proprietà dell’Associazione Forte di Bard, il cui trasporto risulterebbe essere stato disposto nel 2009 dall’allora sede di rappresentanza regionale a Parigi.
Richiamando una richiesta di accesso agli atti ai sensi del Regolamento interno del Consiglio che ha evidenziato l’assenza di un inventario complessivo di tutti i beni assegnati all’Associazione Forte di Bard, il gruppo Mouv’ ha chiesto i motivi per i quali non sono state applicate le norme di base di inventario e se è intenzione del Governo regionale effettuare una seria analisi dell’organizzazione, della gestione e del personale del Forte al fine di trasformare l’attuale associazione in società commerciale a responsabilità limitata e ridurre così i costi improduttivi a carico dell’Amministrazione regionale.
Il Presidente della Regione ha riferito che della situazione in argomento l’attuale Governo regionale e l’attuale struttura organizzativa dell’Associazione Forte di Bard non avevano piena conoscenza, in quanto risale agli anni 2009-2010. Antonio Fosson ha assicurato di aver cercato di reperire tutte le informazioni del caso, sollecitando Finaosta e il Forte di Bard: ad oggi, per quanto è stato possibile ricostruire, il mobilio, non più utilizzabile nella sede della Maison du Val d’Aoste a Parigi acquisita nel 2009, avrebbe dovuto essere reimpiegato nella sede della società Finbard, che però è stata messa in liquidazione nel 2011. Il Presidente della Regione ha quindi affermato che questo probabilmente rappresenta il motivo della mancata attribuzione formale al Forte di Bard di questi beni, che comunque compaiono negli inventari negli anni 2010-2011.
Antonio Fosson ha proseguito sottolineando che un’ulteriore parte del mobilio, presente negli inventari, è stata ritrovata dall’Associazione Forte di Bard nei magazzini di Arnad. Inoltre, ha detto Fosson, il 27 marzo si è chiesto con lettera a Finaosta di effettuare tutti gli approfondimenti possibili, con la collaborazione dell’Associazione Forte di Bard, per fare maggiore chiarezza sulla situazione.
Proprio entrando nel merito dell’Associazione Forte di Bard, il Presidente della Regione ha confermato l’intenzione di procedere al più presto ad un’analisi normativa approfondita, di concerto tra l’Amministrazione regionale e la neonominata Presidente dell’Associazione, con cui si è già tenuto un incontro.
Infine, Antonio Fosson ha ribadito l’intenzione di proseguire nella ricerca dei mobili di cui ancora manca riscontro.
Il Capogruppo del Mouv’ ha replicato raccomandando massima attenzione e rilevando che il Forte ha sì i muri spessi ma, come Napoleone insegna, a volte non bastano. Stefano Ferrero ha affermato che comunque permane un mistero su questa vicenda, che coinvolge una struttura che è uno dei fiori all’occhiello della nostra regione.
La destinazione urbanistica della cosiddetta area F8, anche conosciuta come Porta Sud della città di Aosta, è tornata in discussione in Aula con un’interpellanza presentata congiuntamente dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega Vallée d’Aoste.
Nell’illustrazione, i Consiglieri Manuela Nasso (M5S) e Stefano Aggravi (Lega VdA) hanno rappresentato il fatto che ad oggi il futuro dell’area non è del tutto chiaro, fermo restando il vincolo di costruzione di edifici pubblici, così come previsto dal Piano regolatore. Hanno quindi riportato alcune iniziative poste in essere dall’Amministrazione comunale di Aosta senza coinvolgere l’Amministrazione regionale che pure risulta essere proprietaria di questa zona.
I Consiglieri hanno voluto sapere se il Governo regionale o qualche suo componente fossero a conoscenza dell’iniziativa dell’Amministrazione comunale di incontrare gli operatori potenzialmente interessati alla destinazione finale dell’area F8; se il Governo regionale in carica intenda proseguire le interlocuzioni già intraprese dalla precedente Giunta con il Comune di Aosta; infine, quali intendimenti l’attuale Governo regionale abbia sulla destinazione dell’area in questione.
L’Assessore ai trasporti ha risposto che esiste un’interlocuzione e che vi è la necessità di assumere delle decisioni per il futuro. Luigi Bertschy ha poi spiegato che vi è un confronto con il Comune di Aosta nell’ambito della discussione sulla bozza di Piano regionale dei trasporti, che interessa anche quell’area: il 15 marzo scorso c’è stato un primo incontro tecnico che ha consentito di mettere sul tavolo tutte le informazioni e gli intendimenti. Il Governo regionale, come riferito da Bertschy, ha intenzione di valutare la destinazione futura della zona in quando di importanza strategica vista la sua vicinanza all’autostrada e alla ferrovia, sia per risolvere le questioni di pianificazione degli accessi alla città e, più in generale, alla Valle, in un’ottica di sostenibilità futura di alcuni progetti di mobilità dolce. Secondo l’Assessore, il Piano dei trasporti è, quindi, l’occasione per confrontarsi su questa tematica. Ha poi ricordato che il 16 aprile, nella Sala Maria Ida Viglino, vi sarà la presentazione pubblica della bozza di Piano. È quindi, ha concluso Bertschy, un’occasione storica per fare una pianificazione urbanistica e per programmare i futuri investimenti.
Nella replica, la Consigliera del M5S Nasso si è detta parzialmente soddisfatta della risposta: finalmente, ha detto, un’interlocuzione è avvenuta con il Comune di Aosta. La Regione deve essere sempre coinvolta e costantemente aggiornata sull’iter di quest’area perché è un punto nevralgico per la città di Aosta e non solo. La Consigliera Nasso ha poi richiesto che il tutto avvenga in maniera trasparente, coinvolgendo le Commissioni consiliari permanenti, visto che l’ipotesi della costruzione di un nuovo palazzo per l’Amministrazione e ancora sul tavolo come altre questioni.
Il Consigliere della Lega VdA Aggravi ha aggiunto che è però deficitario l’intendimento di cosa si vuole fare dell’area: secondo Aggravi, l’Assessore ha concentrato la questione sui trasporti – e sicuramente la vicinanza con la ferrovia e l’autostrada è rilevante – ma l’area è molto grande e offre grandi potenzialità, al di là della sua integrazione con il sistema dei trasporti, e deve essere utilizzata sia per l’interesse della città che per un suo potenziale sfruttamento a sostegno di una diversa mobilità che interessi tutta la plaine.
Con un’interpellanza discussa dai gruppi Rete Civica-Alliance Citoyenne e Movimento 5 Stelle, l’Assemblea valdostana ha parlato della realizzazione di lavori di miglioramento della ferrovia valdostana.
Come ha spiegato nell’illustrazione la Consigliera Chiara Minelli (RC-AC), lo scorso mese di gennaio è stato ufficializzato che, nell’ambito del Contratto di programma fra Ministero dei trasporti e RFI, sono ora disponibili 36 milioni di euro per interventi sulla tratta Aosta/Pont-Saint-Martin. Minelli ritiene prioritario che una sia pur piccola parte venga destinata alla progettazione dell’elettrificazione
La Consigliera ha quindi voluto sapere i dettagli dell’interlocuzione tra l’Amministrazione e RFI in merito alla realizzazione di questi lavori, in particolare per quanto attiene all’elettrificazione, le priorità indicate a RFI per l’utilizzo dei 36 milioni di euro, oltre agli intendimenti del Governo regionali affinché gli interventi finanziati con il Contratto di programma per il 2019 trovino effettiva realizzazione in corso d’anno.
L’Assessore ai trasporti, premessa l’esigenza di costruire, da parte dell’Amministrazione regionale, una serie di interlocuzioni con RFI, che dimostra attenzione per la nostra regione, pur non potendo garantire un veloce utilizzo delle risorse messe a disposizione, ha elencato gli incontri avvenuti a partire dal 30 gennaio scorso, quando si è svolta la prima riunione a Roma: due incontri tra gli uffici regionali, RFI e il Comune di Aosta in merito alla stazione del capoluogo, una seduta del tavolo tecnico, in cui è stata rimarcata la necessità di assumere decisioni per il proseguimento dei lavori, e un incontro con il responsabile commerciale area Nord Ovest di RFI.
Luigi Bertschy ha quindi annunciato che il prossimo 11 aprile è previsto un nuovo importante appuntamento in cui saranno vagliati tutti gli impegni assunti da RFI in Valle d’Aosta e ha richiamato due lettere: quella dello scorso 14 marzo, scritta congiuntamente all’Assessore della Regione Piemonte, con cui è stato chiesto a RFI di procedere all’affidamento di incarico per la progettazione definitiva, utilizzando parte dei 36 milioni di euro, e quella di ieri, indirizzata al Ministro.
L’Assessore ha quindi esplicitato le priorità segnalate a RFI: la richiesta del progetto elettrificazione, di continuare a investire sull’efficienza della linea affrontando il miglioramento del sistema dei passaggi a livello e gli scambi contemporanei lungo la linea, di progettare l’elevazione del rango e l’eventuale possibilità di stimare il costo del doppio binario, almeno in qualche tratto.
Luigi Bertschy ha confermato l’intenzione di presidiare giorno dopo giorno il lavoro da fare con RFI e ha concordato sull’opportunità di dare continuità all’investimento di 36 milioni di euro: una cifra importante, seppur minima a confronto dei 120 milioni che servirebbero per l’elettrificazione della tratta e la qualificazione di tutti gli altri servizi.
La Consigliera Minelli si è detta abbastanza soddisfatta della risposta, prendendo atto delle importanti azioni in corso e dell’impegno da rispettarsi entro il primo semestre 2019. Chiara Minelli, invocando una precisione svizzera sulla realizzazione dei vari interventi, ha ribadito l’imprescindibile esigenza che l’Amministrazione regionale segnali puntualmente le priorità a RFI. La Consigliera, annunciando l’intenzione di continuare a monitorare la vicenda, ha infine raccomandato all’Assessore ai trasporti di tenere il fiato sul collo a RFI.
Le modalità organizzative e gestionali della manifestazione Les Mots. Festival della parola in Valle d’Aosta sono state al centro di un’interpellanza del gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza VdA.
La Consigliera Daria Pulz, data la prossima realizzazione della decima edizione dell’iniziativa, in programma dal 20 aprile al 5 maggio 2019, si è chiesta se la direzione artistica sia stata affidata ancora una volta alla stessa persona e se non si intenda, dopo tanti anni, vagliare la possibilità di selezionare altre personalità del mondo culturale e letterario.
Inoltre, la Consigliera ha voluto sapere i motivi per cui da tempo si trascuri la possibilità di rendere questo festival realmente internazionale, creando spazi adeguati per la promozione dell’editoria francofona in particolare; non esista un regolamento generale, ma solo uno relativo alla parte degli “Assaggi culturali”; non vengano prese in maggiore considerazione le opportunità di rinnovamento che potrebbero nascere dalla sinergia tra Assessorato e realtà culturali locali, nel momento stesso della progettazione.
L’Assessore ai beni culturali ha voluto sottolineare che ha dedicato, sin dalla sua creazione, tempo, energie e passione a questa iniziativa con l’intento di completare un’offerta turistica che si diversifichi sempre più. Per Laurent Viérin, Les Mots è il più importante festival della Valle d’Aosta: una manifestazione che vuole portare la cultura in piazza, andando anche a sostenere l’editoria, attraverso una regia che non sia solo regionale ma d’intesa con i librai valdostani, i quali hanno colto questa occasione di vendita comunitaria e di distribuzione degli utili che va a colmare la crisi dell’editoria. L’Assessore ha poi riferito che per il decennale sarà anche allestita una mostra per ricordare i personaggi che sono stati ospiti a Les Mots e che hanno arricchito nel tempo la sua offerta culturale.
L’Assessore Viérin ha poi risposto puntualmente alle domande: la direzione artistica, ha affermato, è stata nuovamente affidata al professor Arnaldo Colasanti a seguito di un bando pubblico, al quale si erano iscritti nove professionisti, ma nessuno aveva un’esperienza paragonabile a quella del professor Colasanti, il quale vanta un curriculum di altissimo profilo. Laurent Viérin ha poi riferito che non si è trascurata la valenza internazionale e quest’anno ha assicurato che ci sarà un ricco programma di spettacoli e di incontri in tema di francofonia: l’incremento, ha detto, è un impegno che è nelle nostre corde. L’Assessore ha poi spiegato che non esiste un regolamento, ma la programmazione è puntualmente codificata, con una Commissione che è composta da membri della struttura del sistema bibliotecario che legge tutti i testi proposti per una loro presentazione pubblica e che la richiesta è molto alta. Riguardo al coinvolgimento delle associazioni, Laurent Viérin ha evidenziato che in 17 giorni di programmazione c’è un ente valdostano al giorno inserito nel programma.
L’Assessore, in conclusione, ha sottolineato di non essere completamente soddisfatto perché tutto può essere migliorabile, e si è impegnato, dopo i dieci anni, a rivedere la formula di un’iniziativa che rimane di alto profilo culturale.
La Consigliera di ADU-VdA Daria Pulz ha replicato che non è certo in discussione il festival in quanto tutta la cittadinanza tiene a questa manifestazione, ma vi è piuttosto la volontà di ragionare insieme sulle politiche culturali della regione. Per la Consigliera, la programmazione dovrebbe tenere conto di criteri di significatività culturale, che siano validi per tutti, al fine di utilizzare Les Mots per presentare non soltanto i libri editi dalla Regione, ma i nuovi autori, i librai della città e gli editori indipendenti dalle commesse pubbliche. Quanto alla francofonia, ha aggiunto Daria Pulz, le iniziative in atto non sono ancora sufficienti, anche se lo spazio dato all’Alliance française è più che giusto. Per la Consigliera bisogna puntare ad una rilevanza più ampia – nazionale e internazionale – in un’ottica di promozione di turismo culturale a cui giovani e adulti si dimostrano sempre più sensibili.
Con un’interpellanza presentata dal gruppo Mouv’, il Consiglio Valleha affrontato la questione dell’indizione di concorsi per la copertura di posti vacanti di Caporeparto e Caposquadra dei Vigili del fuoco.
Il Consigliere Elso Gerandin, ribadita la criticità dell’organico dei Vigili del fuoco, ha chiesto se nel bilancio o nella variazione di bilancio in corso vi siano risorse economiche necessarie e sufficienti per bandire i concorsi necessari alla totale copertura della dotazione del personale. Inoltre, ha voluto sapere se sia intenzione modificare la programmazione 2019-2021, la data entro cui saranno banditi i concorsi per Capireparto e Capisquadra e se nella chiamata in servizio temporaneo saranno considerati i Vigili idonei in graduatoria.
Il Presidente della Regione ha ricordato che il prossimo martedì 9 aprile è previsto un incontro tecnico a Roma con il Sottosegretario Candiani per verificare quanto deciso il 12 febbraio con il referendum. Antonio Fosson ha ribadito che il Governo regionale ha preso coscienza della volontà espressa, su cui si è avuto grande rispetto, muovendosi rapidamente di conseguenza, ovvero cercando, attraverso telefonate e l’invio di una lettera ufficiale il 21 febbraio, di ottenere incontri con il Governo nazionale.
Il Presidente della Regione, pur esprimendo un sentimento di tristezza per un percorso che sta portando un Corpo tanto importante per la nostra regione a tornare alle dipendenze dello Stato, ha confermato l’intenzione di seguire la linea che gli stessi Vigili del fuoco hanno voluto tracciare.
Antonio Fosson ha quindi riferito che nel bilancio e nella variazione di bilancio non sono individuate specificatamente le risorse necessarie alla totale copertura della dotazione organica del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco, specificando altresì che, per quanto riguarda le chiamate in servizio temporaneo, la graduatoria degli idonei relativi ai vigili volontari è gestita direttamente dal Comando del Corpo.
Il Consigliere Gerandin, pur ringraziando il Presidente della Regione per le informazioni fornite, ha osservato che la risposta si riferisce ai contenuti della risoluzione firmata da tutte le forze politiche in Consiglio, piuttosto che all’interpellanza, le cui richieste erano ben diverse. Elso Gerandin ha rilevato che i servizi dei Vigili del fuoco in Valle d’Aosta vanno garantiti e, anche a fronte dei pensionamenti già avvenuti e di quelli prossimi, occorre procedere con atti, a partire dalla programmazione triennale, al bando di appositi concorsi per sopperire a mancanze in organico di figure fondamentali.
Gli interventi per sopperire alle carenze derivanti dalla chiusura degli ambulatori psichiatrici sono stati oggetto di un’interpellanza presentata congiuntamente dal Movimento 5 Stelle e da Rete Civica-Alliance Citoyenne.
La Consigliera Maria Luisa Russo, riferito che, dal 1° gennaio 2019, tutti gli ambulatori territoriali psichiatrici presenti nel territorio valdostano (Donnas, Verrès, Châtillon e Morgex), salvo quello di Aosta, sono stati chiusi, determinando un aumento importante del lavoro di reparto, ha voluto sapere quanti pazienti ha ad oggi in carico il reparto di psichiatria, quanti l’ambulatorio di Aosta e quanti le comunità terapeutiche, chiedendo anche quali azioni si intenda mettere in campo, entro il prossimo giugno, per sopperire alla chiusura degli ambulatori.
L’Assessore alla sanità ha comunicato che i pazienti ricoverati in reparto sono in media 13/15; al momento tutti i 15 posti letto sono occupati, cui si aggiungono 8 posti diurni, anch’essi sempre occupati. Mauro Baccega ha specificato che i pazienti degli ambulatori sono 1.780, la cui frequenza di visita è estremamente variabile: alcuni sono visitati ogni 15 giorni, altri invece una o due volte all’anno perché ormai stabilizzati. In carico alle comunità terapeutiche ci sono 92 utenti inseriti in strutture residenziali, 102 utenti usufruiscono di servizi riabilitativi semi residenziali.
A proposito delle azioni da porre in atto, l’Assessore alla sanità ha ribadito di aver sin da subito cercato di individuare interventi prioritari: è stato attivato l’avviso di incarico a tempo determinato, espletato ad agosto 2018 e concluso con l’assunzione di un medico full time; è stato indetto un concorso pubblico per la copertura di due posti di medici psichiatrici, con l’obiettivo di creare una graduatoria, in corso d’opera (sono stati ammessi quattro candidati, tre dei quali devono sostenere la prova francese, che avrebbe dovuto svolgersi il 25 marzo, ma per intervenuti problemi dei commissari si terrà entro fine maggio); si è prodotto un avviso di incarico vacante di medici di psichiatria, la cui domanda è da presentare entro il 10 aprile; è stata attivata a marzo una convezione con l’ASL Torino 4 per ottenere una copertura di turni festivi da parte di medici di Ivrea.
Baccega, ricordata l’attribuzione a medici segnalati da agenzie nazionali di turni per due settimane al mese a partire da aprile coprendo notturni e festivi, ha evidenziato che l’Azienda USL ha rappresentato il fatto che la carenza di specialisti è un problema nazionale, cui comunque la Valle d’Aosta cerca di trovare soluzioni, ad esempio attivando un’équipe multidisciplinare che effettua visite domiciliari per monitorare i pazienti sul territorio, nell’ottica di scongiurare un afflusso massiccio nell’ambulatorio ad Aosta.
Infine, l’Assessore alla sanità ha riferito che dal 2015 i medici psichiatri si sono ridotti da 12 a 7; per questo, l’USL ha dovuto ridurre gli ambulatori. L’auspicio di Baccega è che, concretizzandosi tutte le varie azioni elencate, si potranno progressivamente riaprire anche gli ambulatori sul territorio.
Nella replica, la Consigliera del M5S, Maria Luisa Russo, ha osservato che il problema non risiede solo nella carenza del personale medico (che sarà ridotto a 4 unità dal mese di giugno 2019), probabilmente vanno valutate altre possibilità, ad esempio rimodulando le attività del reparto, riducendole in favore dei servizi degli ambulatori. Maria Luisa Russo ha poi osservato che l’unico ambulatorio aperto è quello di Aosta, in cui convergono tutti i soggetti che hanno necessità di un intervento ambulatoriale e non è quindi minimamente garantita la continuità terapeutica. La Consigliera ha sostenuto che il paziente, una volta dimesso, ha bisogno di essere inserito a livello sociale e lavorativo, altrimenti gli interventi in reparto saranno vani.
La Consigliera Chiara Minelli (RC-AC) ha aggiunto che la chiusura degli ambulatori sul territorio è stata un flagello, perché la continuità del rapporto paziente-medico è fondamentale per i pazienti e le loro famiglie, altrimenti nessuna attenzione, pur importante, può portare risultati positivi. Pur conscia dell’estrema criticità del reperimento di risorse, la Consigliera Minelli ha chiesto uno sforzo per evitare di portare la Valle d’Aosta, tra qualche anno, in una situazione drammatica, anche in considerazione del fatto che molti malati psichiatrici sono anche a rischio suicidio; la Valle d’Aosta è ai vertici nazionali per il numero di persone che si tolgono la vita.
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste, con un’interpellanza, ha chiesto notizie del focolaio di legionellosi nella Caserma dei Vigili del fuoco di Aosta.
In particolare, il Consigliere Andrea Manfrin ha voluto sapere se e quando gli uffici competenti siano venuti a conoscenza del caso, e per quale motivo non abbiano informato il personale a rischio; quali siano state le azioni intraprese per identificare tutte le possibili fonti di infezione, e se vi siano stati altri casi correlati alla stessa fonte infettiva. Manfrin si è anche chiesto se esista un protocollo del controllo del rischio di legionellosi in tutte le sedi in cui il Corpo Valdostano espleta il servizio e se sia mai stata fatta una valutazione del rischio; infine, se l’Amministrazione intenda risarcire le spese sostenute per la diagnosi, la cura ed i successivi controlli da parte della persona coinvolta.
Il Presidente della Regione, nella risposta, ha letto due lettere inviate dall’USL sul presunto caso di legionellosi: la prima, a firma del Commissario ASL, riferisce che il sospetto non è stato confermato dai successivi esami ematochimici effettuati sulla persona interessata; l’altra è del dirigente d’igiene e sanità pubblica, il quale ritiene che possa essere riattivato l’impianto a servizio delle docce e che il sospetto caso di legionellosi non è stato confermato da due certificati medici che negano la presenza di legionellosi nel Vigile del fuoco. Il Presidente Fosson ha poi ricordato che la legionella non è così infrequente in Valle d’Aosta perché si moltiplica laddove le tubature sono vecchie e hanno scarsa manutenzione e, soprattutto, dove non c’è lo shock termico capace di distruggere la salmonella.
Antonio Fosson ha poi riferito che il 1° marzo 2019, l’USL ha contattato il Comando dei Vigili del fuoco e si è provveduto a effettuare dei prelievi di campionamento dell’acqua sanitaria della Caserma, che è risultato positivo per legionella pneumophila: nella stessa data il Comandante ha emanato due ordini di servizio con i quali ha informato tutto il personale della necessità delle operazioni di sanificazione e bonifica – immediatamente avviate – e ha disposto le relative misure di protezione, ovvero il divieto di uso delle docce presenti nella palazzina camerate. Fosson ha aggiunto che il riscontro, della presenza della Legionella ha determinato l’attivazione delle procedure di bonifica. Il 27 marzo il Comando dei Vigili del fuoco ha ricevuto i dati delle analisi dei campionamenti effettuati dopo queste operazioni sull’impianto idrico-sanitario: i dati, ha detto il Presidente, rientrano nei limiti di legge e pertanto dalla stessa data l’impianto è risultato riutilizzabile. Tra un mese si procederà ad un ulteriore controllo per verificare il mantenimento nel tempo delle condizioni di sicurezza. Per quanto riguarda il Vigile del fuoco, il Presidente ha precisato che è già tornato a lavorare e la questione è all’attenzione degli uffici competenti dell’Amministrazione regionale al fine di assumere determinazioni più idonee e conformi alla legislazione vigente.
Il Capogruppo Manfrin, nella replica, si è detto insoddisfatto perché il Presidente non ha risposto a tutte le domande poste. Il Consigliere ha comunicato di essere in possesso delle analisi fatte dal Vigile del fuoco in questione, dove nei tre casi c’è un riscontro positivo. Visto che le analisi svolte hanno confermato che nelle tubature era presente il batterio della legionella, si è chiesto perché siano state fatte solo le verifiche sulla palazzina nuova e non sulla vecchia dove c’è maggior pericolo di infezione. Ha poi richiamato un caso simile che si è verificato nella caserma di Brescia: la prima preoccupazione del Comandante, ha spiegato Manfrin, è stata quella di fare una verifica sui punti di approvvigionamento dell’acqua poiché si rischiava di irrorare acqua infetta tramite le autobotti sui centri abitati. Per il Consigliere è quindi necessario fare una verifica su tutti i punti delle caserme. Dire che la legionella non è infrequente, ha concluso il Capogruppo, non rassicura e ha invitato il Presidente a fare delle verifiche ulteriori.
Con un’interpellanza, il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha voluto fare il punto sui lavori e sulla gestione del Convitto regionale Federico Chabod di Aosta.
Il Consigliere Luca Distort ha rappresentato il fatto che tutt’oggi sussistono nella struttura criticità urgenti che, a suo avviso, possono e devono trovare rapida soluzione, tra cui l’ultimazione, dopo diversi anni, della sistemazione interna dell’Aula Magna; la carenza di organico nel personale accudiente di cuochi; il precariato, da decenni di 14 educatori su 34; la scelta di individuare, per prassi ormai consolidata, la figura di direttore tra professionalità a fine carriera impedendo una progettualità di programmazione a medio e lungo termine delle attività.
Il Consigliere Distort ha quindi chiesto i motivi dei ritardi nel completamento dei lavori, nonché gli intendimenti per quanto attiene alle problematiche relative al personale e al direttore.
L’Assessore all’istruzione ha specificato che, per quanto attiene all’Aula Magna, nel 2017 è iniziato il primo stralcio dei lavori, ultimato a marzo 2019 da parte dell’Amministrazione regionale; il Convitto sta ora predisponendo le gare d’appalto per il secondo stralcio, per il quale l’ipotesi di fine lavori è entro l’inizio dell’anno scolastico 2019-2020.
Passando a trattare dei problemi legati al personale, Chantal Certan ha comunicato che gli uffici regionali stanno operando per trovare soluzioni al fine di prevedere l’assegnazione di ulteriore personale col profilo di cuoco, atteso che la prospettiva è quella di accogliere nel Convitto un numero ancora maggiore di studenti. Tuttavia, l’Assessore ha precisato che, al momento, non è possibile procedere a nuove assunzioni, che vadano ad aggiungersi agli attuali quattro cuochi; per ovviare a questa situazione, da una parte si sta valutando un incremento della dotazione organica, dall’altra, per soddisfare le esigenze del Convitto, si potranno assumere alcune risorse a tempo determinato, per un massimo di nove mesi.
In merito invece al personale educativo, Chantal Certan ha spiegato che i posti sono aumentati nel tempo in proporzione all’aumento dei convittori e dei semiconvittori: da 26 educatori nell’anno scolastico 2011-2012 si è arrivati via via fino ai 32 attuali, con in previsione un ulteriore aumento di due unità. L’Assessore all’istruzione ha evidenziato che i sette posti che risultano vacanti sono coperti da supplenze annuali, in quanto non ci sono graduatorie vigenti per assunzioni a tempo indeterminato e non vi sono concorsi banditi.
Infine, Chantal Certan ha riferito che il Rettore del Convitto – in quanto struttura individuata dalla normativa vigente quale Istituzione educativa della regione – è un dirigente scolastico al pari dei colleghi assegnati alle Istituzioni scolastiche.
Il Consigliere Luca Distort, nella replica, riconosciuto che la situazione purtroppo non trova sbocchi felici, ha voluto ribadire l’importanza di garantire il funzionamento del Convitto, che accoglie ragazzi che provengono da paesi distanti da Aosta: è un modo, questo, per mantenere vivo lo spirito di una comunità presente su tutto il territorio regionale, oltre che per garantire pari opportunità di studio ai ragazzi lontani dal contesto urbano. Il Consigliere Distort ha infine affermato di interpretare le parole dell’Assessore quale assunzione di impegno in favore del Convitto, e ha detto di restare in osservazione sugli sviluppi della vicenda.
Dans sa réunion du 4 avril 2019, le Conseil régional a approuvé à l’unanimité deux résolutions du Comité de coopération entre les Assemblées de la Vallée d’Aoste, de la République et Canton du Jura et de la Fédération Wallonie-Bruxelles, réuni à Delémont les 14 et 15 mars derniers autour des thèmes de l’éducation aux médias électroniques et des défis du changement climatique. La délégation valdôtaine était conduite par le Vice-Président Luca Distort et composée par les Conseillers Jean-Claude Daudry, Diego Lucianaz et Daria Pulz.
La première résolution, constatant la standardisation et l’internationalisation des médias ainsi que les dérives liées à l’utilisation inadéquate d’Internet, demande aux gouvernements de leur entité respective de consolider les dispositifs d’éducation aux médias électroniques et leur recommande d’adopter toutes mesures nécessaires visant à équiper les citoyens des compétences indispensables à un usage conforme aux valeurs fondamentales d’une société démocratique et responsable.
La deuxième initiative adoptée, considérant que les mesures à prendre pour limiter le réchauffement climatique dépendent tant des acteurs économiques que des pouvoirs publics et des comportements individuels, sollicite les gouvernements à coordonner leurs actions en la matière, notamment dans l’espace francophone, et exhorte aussi les instances pédagogiques à mettre en œuvre des programmes scolaires offrant une véritable éducation citoyenne tournée vers la transition écologique et basée sur les Objectifs de développement durable des Nations Unies.
L’entente entre les trois Assemblées a été signée le 23 novembre 2000 et depuis 2003, le Conseil de la Vallée s’est formellement engagé à adopter en séance plénière les résolutions soumises par le Comité de coopération interparlementaire.
Il Consiglio Valle, nella seduta del 4 aprile 2019, ha approvato il programma di dismissione di beni immobili di Vallée d’Aoste Structure, ai sensi della legge regionale n. 10/2004. Il testo ha ottenuto 18 voti a favore (AV, UV, SA, GM) e 16 astensioni (Lega VdA, Mouv’, M5S, RC-AC, ADU-VdA).
Così come illustrato dall’Assessore alle finanze e attività produttive, tra i beni oggetto di richiesta di dismissione e loro contestuale alienazione figurano il fabbricato “ex Tecdis” a Châtillon, il palazzo direzionale della Cogne Acciai Speciali ad Aosta, l’area “ex Balzano” a Verrès, il caseificio di Fontainemore, il terreno di fronte all'”ex Multibox” a Pollein (che va ad inserirsi all’interno della vendita del fabbricato) e i terreni dell’area Sorgenti del Monte Bianco a Morgex.
In conclusione dei lavori della seduta, il Consiglio Valle ha discusso due mozioni.
La promozione anche in Valle d’Aosta, a partire dal 2020, di iniziative per celebrare il Rare disease day, la giornata di sensibilizzazione sulle malattie rare: questo l’oggetto della prima mozione, approvata all’unanimità. L’iniziativa, inizialmente presentata dai gruppi Lega VdA e Mouv’ ed emendata in Aula su proposta della Consigliera Daria Pulz (ADU-VdA), impegna in tal senso il Governo regionale, in modo da sensibilizzare l’opinione pubblica in merito all’esistenza delle malattie rare e al loro impatto sulla vita dei pazienti che ne sono affetti, creando il necessario coordinamento tra Assessorato competente, associazioni e portatori di interesse. La mozione è stata illustrata dal Consigliere della Lega VdA Andrea Manfrin, che ha evidenziato come negli anni l’Amministrazione regionale non abbia organizzato alcun evento per celebrare questa giornata, nonostante, dai dati emersi dal 22° Convegno di Patologia immune e malattie orfane svoltosi a Torino nello scorso gennaio, in Piemonte e Valle d’Aosta quasi 40.000 persone siano affette da una o più malattie rare.
L’Assessore alla sanità ha confermato l’intento di lavorare di concerto con l’azienda USL, le varie associazioni e i soggetti interessati, annunciando di voler chiedere sin d’ora che, in concomitanza con la celebrazione del “Rare disease day” 2020 venga organizzato in Valle d’Aosta un convegno o comunque un importante appuntamento, a dimostrazione che non si vuole dimenticare nessuno.
Con una mozione presentata congiuntamente, i gruppi Rete Civica-Alliance Citoyenne e Movimento 5 Stelle volevano sollecitare la Giunta regionale ad elaborare una proposta per la redazione di un Piano Clima-Valle d’Aosta Energia 2040, da esporre entro sessanta giorni alla Commissione consiliare competente. Come ha precisato la Consigliera Chiara Minelli (RC-AC), il documento voleva tradurre l’impegno assunto dal Consiglio con l’approvazione, a dicembre 2018, dell’ordine del giorno con cui per la Valle d’Aosta la realizzazione dell’obiettivo del fossil fuel free è stata fissata entro il 2040. La Consigliera ha poi sottolineato che il Piano voleva indicare le modalità, le politiche da adottare settore per settore (climatizzazione domestica, trasporti pubblici e privati, impianti a fune, industria e servizi, agricoltura), le tappe fondamentali per il raggiungimento dell’autonomia energetica regionale e per l’abbandono di combustibili fossili.
L’Assessore all’ambiente ha evidenziato che il Governo sta lavorando in questa direzione: dopo un confronto tra strutture e ARPA è stata deliberata la costituzione di un gruppo di lavoro con il compito di elaborare un documento entro la fine del 2019 che definisca le azioni, i costi, l’impatto e la road map per arrivare all’obiettivo fossil fuel free entro il 2040. Albert Chatrian ha poi spiegato che a livello nazionale, si sta definendo il piano nazionale integrato dell’energia e del clima al quale dovranno aderire le Regioni. Per l’Assessore è da ritenersi quindi superata la mozione da queste azioni, perché hanno già rilanciato ulteriormente la tematica. L’Assessore alle attività produttive ha aggiunto che queste azioni devono essere inquadrate all’interno di un percorso più ampio – direttive europee e livello nazionale: ha quindi assicurato che le indicazioni che perverranno dal gruppo di lavoro saranno condivise con le Commissioni e ha chiesto il ritiro della mozione.
La Consigliera Minelli non ha ritenuto di ritirare la mozione perché l’obiettivo fossil fuel free è estremamente ambizioso, complesso, richiede una programmazione organica: costituire un gruppo di lavoro interno non ha le caratteristiche per elaborare un Piano articolato e puntuale come sarebbe necessario.
Il testo è stato respinto con 16 voti di astensione (AV, UV, SA, GM) e 15 a favore (Lega VdA, M5S, Mouv’, RC-AC, ADU-VdA)
Il Consiglio si riunirà nuovamente mercoledì 17 e giovedì 18 aprile 2019.
Pubblicato / aggiornato
il 04/04/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione