Accesso alla Capanna Carrel su prenotazione
La Capanna Carrel
Il rifugio può contenere al massimo quaranta persone. In capanna non ci sono acqua né servizi igienici.
La prenotazione può essere effettuata via mail, a partire dal 20 giugno, scrivendo a info@guidedelcervino.com
Ulteriori informazioni sono disponibili dal 20 giugno telefonando all’Ufficio Guide del Cervino (0166.948169) negli orari d’ufficio (9.00-12.00 e 14.30-18.30).
Nessuna ordinanza è stata emessa e quindi non ci sono sanzioni: «Noi – sottolinea il Presidente della Società delle Guide Alpine del Cervino, Flavio Bich – non vogliamo limitare la possibilità di salire. Vorrei ricordare però che la via italiana al Cervino è una via lunga e impegnativa, che richiede una buona esperienza alpinistica. Non vogliamo imporre un numero chiuso, ma evitare la bolgia che si verifica parecchi giorni in estate, con le code lungo la parete che provocano ritardi a tutti, con conseguente aumento dei rischi oggettivi».
Negli ultimi anni, dopo la ristrutturazione del rifugio dell’Hörnli, con l’aumento delle tariffe e il divieto di bivacco, molti alpinisti che prima salivano lungo il versante svizzero hanno scelto il versante italiano, anche se più impegnativo.
Il fatto che la scorsa estate si sono verificati numerosi incidenti, alcuni anche mortali, deve far riflettere anche sui pericoli che derivano dal sovraffollamento: «Con un buon allenamento e, meglio ancora, con una guida alpina che ha la necessaria esperienza e conoscenza della via, l’ascensione si può completare anche in giornata, partendo dall’Oriondé. – conclude Flavio Bich – Il Cervino dovrebbe essere un obiettivo da porsi quando si ha già un buon curriculum alpinistico: le insidie naturali sono tante e, se si aggiunge il sovraffollamento, certe situazioni diventano difficili da gestire soprattutto se non si ha esperienza. La sicurezza impone un solo cliente per guida e comunque le cordate devono essere al massimo di due alpinisti».
«Negli ultimi anni è diventata difficile anche la gestione dei rifiuti che vengono abbandonati in Capanna Carrel – aggiunge ancora Flavio Bich – Limitare il numero di alpinisti limiterebbe la quantità di rifiuti, ma sarebbe auspicabile che tutti si portassero a valle i propri come segno di civiltà e buona educazione».
Pubblicato / aggiornato
il 03/05/2019 alle 12:00
Categoria:
Tempo libero