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Ferrero si schiera per Samaritani a Bruxelles

Ferrero si schiera per Samaritani a Bruxelles

Ho ritenuto un dovere essere qui, oggi – ha esordito Ferrero -, perché c’è una ragione molto semplice: noi abbiamo combattuto a fianco, per un periodo, dall’inizio della legislatura, contro un nemico che si chiama ‘ndrangheta. In questo momento c’è un candidato che espressione di una delle due forze politiche ma il fatto che il candidato abbia una camicia verde invece di una camicia bianca o un altro tipo di camicia (non dico quella rossa perché mi sa un pochettino più antipatica) è ininfluente. Non dobbiamo riempirci la bocca di ‘siamo tutti per difendere la Valle d’Aosta, siamo tutti ad agire nell’interesse della Valle d’Aosta’ e poi, quando c’è un candidato che magari è di un’altra forza politica, anche se è una forza politica amica, si preferisce tenersi in disparte perché, magari, c’è sempre quel… io lo chiamo, ma non voglio appioppare, diciamo, nessuna croce a nessuno, un meschino interesse di bottega sul quale, poi, bisogna ragionare perché non è l’interesse della Valle d’Aosta. Ecco, io penso che il percorso che Mouv’ e la Lega, soprattutto, hanno intrapreso in questa prima parte di legislatura sia un percorso fondamentale: un percorso che ha finalmente dato un’identità a una realtà di forze autonomsite, dopo trenta, quarant’anni di travestiti da autonomisti che parlavano francese nelle occasioni ufficiali e poi parlavano altre lingue con degli esponenti della ‘nrangheta per contrattare i voti e per contrattare gli appalti in altri ambiti. Ecco, io penso sia fondamental che noi dobbiamo avere maggiormente la consapevolezza che ora si sta formando un nuovo fronte autonomista. Di questo fronte noi dobbiamo accollarci tutta la responsabilità. Degli altri candidati, io non voglio neanche parlare: non sono il conduttore di questo incontro e quindi il massimo che si potrebbe fare è il minuto di silenzio che, nelle Assemblee, si dedica per le commemorazioni. Ecco, io direi che, con cinque secondi, ce la possiamo cavare. L’appello che io vorrei fare non solo agli amici che sono qui presenti, ma a tutti i Valdostani, è che devono comprendere che Paolo Sammaritani è il candidato della Valle d’Aosta. Non è per una mancanza di rispetto ma io mi voglio togliere qualsiasi tipo di camicia. È il candidato autorevole che può rappresentare la Valle d’Aosta a Bruxelles, in un contesto di forza della Lega che è innegabile. Sul risultato, per scaramanzia, non diciamo nulla ma sarà comunque una forza importante. Io ho apprezzato molto, ultimamente queste valutazioni verso il Ppe della Lega, che non sono ancora un qualcosa che è definito, ma questo significa che la Lega sta anche crescendo, sta maturando, sta assumendo una veste che è la veste di una forza politica che veramente vuole diventare a tutti gli effetti forza di Governo“.


 


Ferrero ha poi detto di volersi rivolgere al “mondo autonomista deluso, preso in giro per questi trent’anni, che deve ritrovare veramente nel candidato che la Lega ha espresso la massima espressione della difesa dell’autonomia“. E ha aggiunto: “Noi avremo, a Bruxelles, una persona che è in grado di rappresentare tutti i Valdostani. Non facciamoci spaventare“.


 


In riferimento alla propria appartenenza politico, ha detto: “Io spero che il percorso fra la Lega e Mouv’ possa continuare. Non abbiamo fretta di ritornare al governo, non abbiamo fretta di imbarcare dei clandestini (perché di clandestini ne abbiamo già imbarcati la volta scorsa). Pensiamoci un momento in più. L’obiettivo finale… lo sappiamo, la nostra è una guerra, questa è una battaglia. La battaglia che condurrà Paolo è un tassello all’interno di un percorso che noi ci siamo dati e che dovremo portare a termine“.

Pubblicato / aggiornato il 05/05/2019 alle 12:00
Categoria: Archivio Articoli