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I lavori del Consiglio Valle del 23 maggio

I lavori del Consiglio Valle del 23 maggio

Ha approvato tre mozioni.


La prima, presentata dal gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne, è stata approvata, così come emendata in Aula, con 27 voti a favore e 4 astensioni (M5S) e riguarda le misure in materia di inclusione sociale. L’obiettivo, ha detto nell’illustrazione la Consigliera Chiara Minelli, è quello di ricondurre alla Regione il ruolo di coordinamento delle risorse e delle modalità di erogazione delle provvidenze economiche oggi previste a livello statale e regionale, in modo da evitare una dispersione e una ripetitività delle misure. Per questo, la strada da seguire è quella della norma di attuazione. L’Assessore alle politiche del lavoro ha sostenuto la necessità di procedere ad un’ampia verifica, ponderando con più calma la scelta da assumere, a maggior ragione trovandosi nella prima fase di attuazione del reddito di cittadinanza. Luigi Berstchy ha proposto di emendare l’impegno della mozione, proprio al fine di valutare a 360 gradi l’argomento, senza escludere di arrivare alla norma di attuazione. Il testo impegna quindi la Giunta regionale, previa disamina del quadro normativo vigente, a predisporre entro 180 giorni una disciplina regionale in materia di politiche del lavoro e inclusione sociale – ritenute oggi più che mai urgenti – che coordini i diversi interventi derivanti da misure statali e/o regionali, valutando l’implementazione del decreto legislativo n. 183/2001 oppure richiedendo una specifica norma di attuazione.

Impegnare il Governo regionale a prediligere sistemi audiovisivi per l’allestimento delle sale regionali in cui si svolgono manifestazioni, soprattutto la Sala Maria Ida Viglino, in un’ottica di risparmio: questo l’impegno della mozione iscritta all’ordine del giorno dal Movimento 5 Stelle e approvata con 33 voti a favore e 1 astensione (ADU-VdA). La Consigliera Manuela Nasso, nell’illustrazione, ha riferito che l’Amministrazione regionale provvede all’acquisto di articoli di carattere promozionale/rappresentativo – pannelli e cartelloni recanti la data e il titolo dell’evento – per cerimonie, conferenze o premiazioni  la cui utilità però è limitata alla durata dell’iniziativa. Il Presidente della Regione, nel condividere i contenuti della mozione, ha affermato che si sta già prestando la massima attenzione al contenimento delle spese connesse all’organizzazione di eventi e manifestazioni, in particolare per quanto attiene all’aspetto promozionale.

È stata poi ritirata dai proponenti dei gruppi Lega Vallée d’Aoste e Mouv’ la mozione volta alla revoca del Rettore dell’Università della Valle d’Aosta attualmente in carica, atteso che, come ha specificato il Consigliere Nicoletta Spelgatti (Lega VdA), la discussione è ormai superata in quanto si è già provveduto alla nomina del nuovo Rettore che si insedierà a partire dal prossimo mese di novembre.

Il Consiglio, riunito in sessione europea e internazionale, ha approvato, con 24 voti a favore (AV, UV, SA, ALPE, M5S, RC-AC) e 14 astensioni (Lega VdA, Mouv’, ADU-VdA), le linee di indirizzo programmatiche per le attività di rilievo europeo e internazionale della Regione per la 15a Legislatura. Ha inoltre preso atto della relazione sulle attività nel biennio 2017/2018, ai sensi della legge regionale 16 marzo 2006, n. 8.

Il gruppo Movimento 5 Stelle ha illustrato un’interrogazione a risposta immediata per conoscere i criteri di scelta dei rappresentanti del Consiglio di amministrazione della SITRASB Spa, la società italiana di gestione del Traforo del Gran San Bernardo. Il Vicecapogruppo del M5S, riferendosi alle tre recenti nomine effettuate in SITRASB dalla Giunta regionale fra un’ottantina di candidati, ha chiesto quali siano stati i titoli di merito nei campi dei trasporti o nella gestione di infrastrutture pubbliche valutati nella scelta dei tre rappresentanti regionali, che ricevono, ha detto Luigi Vesan, un compenso annuo di 11.000 euro.
Il Presidente della Regione ha innanzitutto voluto precisare che l’emolumento riconosciuto ai Consiglieri di Amministrazione della società SITRASB Spa non è di 11.000 euro più i gettoni di presenza, ma di 6.000 euro annui lordi omnicomprensivi, dato che ai sensi del cosiddetto “Decreto Madia” i gettoni di presenza non sono più riconosciuti.
Antonio Fosson ha quindi evidenziato che la Giunta regionale non ha di certo tenuto conto dell’appartenenza politica dei candidati, focalizzandosi sulle professionalità; in quest’ottica sono stati nominati un laureato in legge, un ingegnere civile e un esponente del territorio interessato dal Traforo. Tre persone, ha aggiunto il Presidente della Regione, con caratteristiche e capacità in grado di supportare il confermato Presidente nella conduzione della società.
Il Consigliere Luigi Vesan, nella replica, ha riferito di aver reperito il dato sul compenso annuo di 11.000 euro sul sito istituzionale della Regione e ha suggerito di provvedere a modificare questa notizia, ipotizzando che molte delle ottanta domande siano state presentate proprio alla luce di questa cifra. Il Vicecapogruppo del M5S ha infine evidenziato la scarsità delle motivazioni nell’atto e, insoddisfatto della risposta, ha dichiarato di voler approfondire la questione.

Con un’interrogazione a risposta immediata, il gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne ha voluto approfondire gli investimenti programmati dalla società CVA, la società partecipata indirettamente dalla Regione per la produzione di energia da fonti rinnovabili.  Riferendosi a recenti interviste rilasciate dall’Amministratore delegato della CVA, in cui riferiva che la Società sarebbe da tempo pronta a investire dai 250 ai 300 milioni di euro ma di essere bloccata nel procedere dai vincoli derivanti dal decreto Madia, la Vicecapogruppo di RC-AC ha chiesto di conoscere le singole voci di questi investimenti programmati, che dovrebbero essere concordati con l’Amministrazione regionale.
Il Presidente della Regione ha risposto che, in base alle comunicazioni fornite da CVA, gli investimenti in questione discendono dal Piano industriale della società approvata dal Consiglio di Amministrazione, in quanto atto di sua totale competenza, e condiviso con l’azionista, che non è la Regione, bensì Finaosta.
Antonio Fosson ha specificato che il Piano era stato elaborato in considerazione di due possibili scenari: uno scenario “base” (investimenti per circa 120 milioni di euro, tenendo conto delle limitazioni poste all’operatività della società dalle norme vigenti) e uno “scenario sviluppo” (investimenti per circa 270 milioni di euro, con obiettivi definiti sulla base del presupposto della non applicabilità della Legge Madia, per esempio, per effetto della quotazione in borsa).
Il Presidente della Regione ha aggiunto che la definizione degli investimenti è prevalentemente indirizzata alla produzione di energia da fonte rinnovabile in coerenza con le normative di settore; l’ammontare è stato valutato in funzione della capacità finanziaria della CVA per il prossimo triennio e in relazione al contesto attuale di mercato. Pertanto, ha detto Antonio Fosson, l’affermazione dell’Amministratore delegato di CVA, in merito ai 250/300 milioni di euro, fa riferimento a quanto previsto nello “scenario sviluppo”, al momento in “stand by”.
La Consigliera Chiara Minelli (RC-AC), nella replica, non si è detta soddisfatta della risposta, in cui non sono state puntualizzate le singole voci degli investimenti, da cui sarebbe stato più facile capire gli intendimenti per il futuro della CVA.

Il gruppo Lega Vallée d’Aoste, con un’interrogazione a risposta immediata, ha chiesto delucidazioni in merito a un avviso di selezione per l’individuazione dei componenti di Commissioni medico collegiali per l’accertamento dell’invalidità civile. Non avendo – né i professionisti interessati, né i Consiglieri – reperito questo atto sul sito web istituzionale della Regione, il Capogruppo della Lega VdA ha chiesto quale sia stata la data di pubblicazione, così come previsto dalla deliberazione con cui la Giunta regionale ha indetto questa selezione.
L’Assessore alla sanità ha spiegato che l’avviso pubblico per soli titoli per l’individuazione dei componenti le Commissioni in argomento è stato pubblicato per estratto sull’albo della Regione il 10 aprile scorso determinando il termine perentorio per la presentazione della domanda al trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione dell’avviso, rimasto pubblicato fino al 25 aprile. Sempre il 10 aprile, ha detto Mauro Baccega, l’avviso è stato pubblicato interamente sulla home page e sulla sezione politiche sociali e invalidità civile del sito istituzionale della Regione. L’Assessore alla sanità ha poi riferito che, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione, è stata data copia dell’avviso ai medici componenti le Commissioni legali, ed è stata inviata comunicazione alla sezione locale dell’Ordine dei medici. Baccega ha comunicato che ben 44 medici hanno risposto e il 21 maggio sono stati attribuiti i punteggi.
Il Capogruppo della Lega VdA nella replica ha affermato che l’ordine dei medici ha informato i propri iscritti solamente l’8 maggio, ovvero il giorno antecedente alla scadenza dell’avviso. E questo, ha detto Andrea Manfrin, è avvenuto evidentemente a seguito della presentazione di questa iniziativa consiliare, avvenuta il 6 maggio.

Con un’interrogazione a risposta immediata, il gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza VdA ha affrontato la questione della tutela della libertà di espressione dei docenti e degli allievi nella scuola valdostana.
Facendo riferimento al recente provvedimento disciplinare comminato a una docente di Palermo, la Consigliera Daria Pulz ha interrogato l’Assessore competente per sapere come ha previsto di tutelare nella scuola valdostana la libertà di espressione dei docenti (libertà di insegnamento) e degli allievi (libera ricerca e libera espressione del proprio pensiero).
L’Assessora all’istruzione ha risposto che sia la Déclaration des Droits de l’Homme, sia la Costituzione e i decreti legislativi che ne discendono garantiscono la libertà di espressione e l’autonomia didattica: per Chantal Certan, i docenti hanno un compito e un ruolo delicato che è quello di aiutare gli studenti a formarsi un giudizio critico sui fatti e quindi oltre alla libertà di insegnamento intesa come autonomia didattica e come libera espressione culturale del docente, gli insegnanti hanno il diritto e il dovere di tutelare la libertà di espressione degli studenti e il compito di aiutarli a formarsi un criterio di libera critica, di giudizio sulle vicende e sui temi trattati. Ha poi riferito che in Valle d’Aosta la tutela della libertà di insegnamento e della libera espressione del proprio pensiero non è mai stata lesa e si è augurata che questo non avvenga mai.
La Consigliera Daria Pulz ha ringraziato l’Assessora per aver richiamato i principi costituzionali che sono a fondamento di questa tutela, evidenziando che il ruolo degli insegnanti è proprio quello di esercitare lo spirito critico degli allievi ed educare alla convivenza civile e democratica, nel costante confronto tra passato e presente. Ai professori, ha detto Pulz, non interessa cosa pensino gli studenti, ma che siano capaci di pensare.

L’approssimarsi della scadenza per l’approvazione del bilancio di esercizio 2018 della Casino de la Vallée Spa è stato l’argomento dell’interrogazione a risposta immediata posta dal gruppo Mouv’, che ha chiesto se sia intenzione del Governo regionale concedere una proroga, così come già avvenuto in passato.
Il Presidente della Regione ha risposto che non c’è alcuna volontà di non approvare il bilancio, che invece si vuole affrontare con tutti gli elementi. Antonio Fosson ha sottolineato che l’intenzione è di rispettare i termini, dopo aver preso conoscenza dei pareri dei Revisori dei conti e dei Sindaci, ma il bilancio, così come modificato, è stato presentato solamente nella serata del 21 maggio e non era possibile valutarlo nell’Assemblea dei soci convocata per la data odierna.
Il Presidente della Regione ha aggiunto che la proroga è stata di fatto concessa, in quanto il bilancio sarà discusso il 7 giugno, data della seconda convocazione dell’Assemblea. Fosson ha ricordato le difficoltà della Casa da gioco, e ha confermato il lavoro che si sta conducendo per risolvere nel migliore dei modi tale situazione.
Il Consigliere Roberto Cognetta, nella replica, ha esortato, in un’ottica di rispetto a quanto fatto sinora e al Piano di concordato, ad approvare questo bilancio, senza tuttavia escludere che una parte della maggioranza non intenda davvero bocciarlo.

Il Movimento 5 Stelle ha illustrato la sua seconda interrogazione a risposta immediata tornando a trattare del rientro al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco valdostani. Il Capogruppo del M5S, richiamando l’audizione del Presidente della Regione in seconda Commissione del 9 maggio durante la quale era stata illustrata una relazione tecnica sulla tematica, ha riferito di essere venuto in possesso di un’altra relazione redatta congiuntamente dal personale tecnico regionale, dal Capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, dal Dirigente dell’Ufficio del Capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e dal Vice Prefetto Capo ufficio affari legislativi e parlamentari. Il Consigliere Luciano Mossa ha quindi chiesto delucidazioni su questo documento: come mai, si è domandato, la relazione tecnica illustrata e poi inviata ai membri della seconda Commissione differisce da quella che è stata redatta congiuntamente con il tavolo tecnico ministeriale.
Il Presidente della Regione, premettendo che fomentare la polemica su di un argomento così delicato non aiuta, ha richiamato quanto già, nei fatti, esposto a voce nella seduta della seconda Commissione consiliare del 9 maggio scorso: la relazione consegnata successivamente a tale riunione è la stessa illustrativa dell’incontro tecnico tenutosi il 9 aprile scorso e che gli era stata consegnata personalmente al fine di comprenderne gli esiti. Peraltro, ha aggiunto il Presidente Fosson, detta relazione riporta in più parti gli stessi contenuti del resoconto dell’incontro tecnico, precisando quegli aspetti di natura tecnica che possono risultare non così immediatamente chiari ad un destinatario “non tecnico”. In sintesi, ha concluso Antonio Fosson, i due documenti sono diversi perché destinati ad usi e interlocutori diversi, ma con lo stesso contenuto, non potendosi neppure ritenere corretto, tra l’altro, che fosse divulgato un contenuto prettamente tecnico senza l’assenso delle altre persone (di parte statale) presenti.
Il Consigliere Luciano Mossa, nella replica, nel prendere atto che i due documenti non sono uguali, ha commentato che sulla tematica dei Vigili del fuoco la maggioranza, a tre mesi dal referendum, si è finalmente espressa con una nota stampa: ispirandosi ai principi federalisti, ha precisato Mossa, la maggioranza si fa scudo dell’autonomia per non esaudire le richieste dei Vigili del fuoco. Per il Capogruppo del M5S, la vera motivazione non è tanto la salvaguardia dei principi autonomisti ma la contrarietà dei 1400 Vigili del fuoco volontari ad appoggiare questa richiesta, a fronte di 184 Vigili del fuoco professionisti che vogliono passare allo Stato: come al solito, ha detto Luciano Mossa, ci si scontra non con una corretta gestione del bene pubblico ma della solita ricerca di voti. Per il Consigliere, se davvero si vogliono preservare i valori istituzionali della Regione, il Governo dovrebbe provvedere immediatamente a equiparare le differenze retributive, contributive e previdenziali dei Vigili del fuoco valdostani rispetto a quelli nazionali.

I servizi per anziani sono stati al centro di due interrogazioni.
La prima è stata posta dai gruppi Mouv’ e Lega Vallée d’Aoste in merito all’eventuale esternalizzazione di alcuni servizi; con la seconda, il gruppo Rete Civica-Alliance Valdôtaine ha chiesto notizie della riorganizzazione del sistema.
In particolare, i Consiglieri di Mouv’ e Lega VdA hanno chiesto se è vero che si vuole trasferire la Residenza sanitaria assistenziale-RSA del J.B. Festaz di Aosta alla micro-comunità di Variney e se la Giunta regionale, a seguito di una deliberazione dell’Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin, abbia dato risposta in merito all’eventuale esternalizzazione dei servizi della struttura di Roisan.
Il Capogruppo di RC-AC si è invece focalizzato sulle microcomunità presenti sul territorio, chiedendo se sia prevista una loro riorganizzazione; nel caso, ha voluto sapere se i posti letto della Geriatria potrebbero essere collocati anche in strutture non ospedaliere.
L’Assessore alla sanità e politiche sociali ha innanzitutto parlato dell’esternalizzazione dei servizi, una tipologia organizzativa già adottata da diversi enti gestori per microcomunità la cui gestione diretta risultava difficile ed anti economica. Mauro Baccega ha riferito che è stata anche avviata un’analisi per valutare l’esternalizzazione della struttura di Roisan da parte dell’Unité competente; è stata anche presa in considerazione di riconvertire la struttura attualmente adibita a microcomunità di Variney, adeguandola al fine di erogare servizi di tipo socio-sanitario, istituendo 2 nuclei di RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale)-UAP (Unità di Assistenza Prolungata), per complessivi 33/35 posti letto gestiti direttamente dall’USL.
L’Assessore alla sanità ha precisato che questi 2 nuclei, andando a sostituirsi all’attuale nucleo di 20 posti collocato presso la Casa di riposo J.B. Festaz, sarebbero idonei ad accogliere pazienti ricoverati presso il reparto di Geriatria che attualmente, per carenza di posti o per difficoltà di inserimento, non possono essere collocati presso strutture extra-ospedaliere benché rientranti nelle tipologie previste per l’inserimento in RSA/UAP. Inoltre, ha detto Baccega, questa soluzione consentirebbe di risolvere le criticità legate alla loro gestione presso la Casa di riposo J.B. Festaz, che, peraltro, più volte ha manifestato la volontà di voler unificare la destinazione della struttura a microcomunità in modo da poter gestire la stessa in maniera più efficace ed efficiente.
Passando a trattare della riorganizzazione del sistema di assistenza alle persone anziane, Baccega ha ricordato che l’Assessorato, nel 2017, ha lavorato ad un disegno di legge concernente l’istituzione di una Azienda speciale per i servizi assistenziali alle persone non autosufficienti che, sul modello delle aziende speciali consortili, avesse quali Enti di riferimento sia la Regione sia le Unités des Communes. Parallelamente, Baccega ha precisato che all’Università della Valle d’Aosta è stata affidata la realizzazione di due studi, da unire alla presentazione della proposta legislativa, per fornire ai decisori politici una visione ampia e compiuta del possibile sistema di welfare Valle d’Aosta rispetto alla non autosufficienza.
Baccega ha voluto sottolineare che il disegno di legge rappresenta una delle possibili soluzioni organizzative e non ha la pretesa di rappresentare la scelta migliore in assoluto, restando sempre percorribili altre strade, quali l’esercizio dei servizi in forma associata tra due o più Unités.
L’Assessore alla sanità ha spiegato che non è contemplata l’ipotesi di collocare i posti letto della Geriatria in strutture non ospedaliere come le microcomunità, in quanto sono strutture di tipo socio-assistenziale e non di tipo sanitario. Baccega ha poi comunicato la volontà di riportare il reparto di psichiatria in ambito ospedaliero, unica vera priorità del progetto di revisione; i restanti spostamenti saranno valutati portando sempre al centro dell’attenzione pazienti e famiglie, oltre al personale impiegato; inoltre, saranno costantemente coinvolte la Commissione consiliare e le Organizzazioni sindacali. L’Assessore alla sanità ha spiegato che non è contemplata l’ipotesi di collocare i posti letto della Geriatria in strutture non ospedaliere come le microcomunità, in quanto sono strutture di tipo socio-assistenziale e non di tipo sanitario. Baccega ha poi comunicato la volontà di riportare il reparto di psichiatria in ospedale; i restanti spostamenti saranno valutati portando sempre al centro dell’attenzione pazienti e famiglie, oltre al personale impiegato; inoltre, saranno costantemente coinvolte la Commissione consiliare e le Organizzazioni sindacali.
Il Consigliere Roberto Cognetta (Mouv’), nella replica, ha osservato che, pur non essendo nulla ancora definitivo, la strada è però intrapresa: stiamo andando verso una privatizzazione che si sta evidenziando sempre più. Per Cognetta, la colpa è anche della Regione che non dà risposte, né al territorio né tanto meno alle Unités. Il Consigliere Cognetta ha sostenuto che il disegno di legge va portato al più presto in Commissione, in modo da procedere con i dovuti approfondimenti e risolvere un problema che, con il trascorrere degli anni, non potrà che ingigantirsi. Per Cognetta, bisogna smettere di limitarsi a soluzioni spot.
Il Consigliere Alberto Bertin (RC-AC) ha aggiunto che gli spostamenti a domino e le ipotesi di cambiamenti rappresentano un modo di procedere improvvisato. Anche Bertin ha invitato l’Amministrazione regionale ad affrontare la questione con lungimiranza, senza sottovalutazioni, prima di trasformarla in una vera e propria emergenza legata all’invecchiamento della popolazione. Per Bertin, occorre avere un quadro generale, un’idea di come gestire nei prossimi anni questo settore, che ha rilevanti impatti sociali.

Il gruppo Lega Vallée d’Aoste, con un’interrogazione, ha chiesto notizie sulle iniziative poste in essere per accelerare le procedure di erogazione dei finanziamenti per le politiche abitative.
Ricordato che già nello scorso mese di febbraio si erano affrontate tali problematiche, ricevendo rassicurazioni da parte del Governo regionale, i Consiglieri hanno voluto sapere se e come siano stati rimossi gli elementi che determinavano il rallentamento delle procedure; quali iniziative siano state poste in atto in merito al personale impiegato, all’eventuale incremento dell’organico e all’organizzazione del processo amministrativo; l’attuale previsione di evasione delle pratiche giacenti e i relativi tempi di erogazione dei finanziamenti.
L’Assessore alle opere pubbliche, nella risposta, ha riferito che fino ad agosto 2018 sono sempre stati rispettati i tempi per l’ammissione a beneficio e per la trasmissione a Finaosta delle domande, pur a fronte dell’aumento del carico di lavoro. In seguito, l’allungamento dei tempi è stato la diretta conseguenza dell’aumento delle domande, a dimostrazione della bontà dell’iniziativa messa in atto con l’introduzione di migliori condizioni per il finanziamento regionale dell’acquisto della prima casa (importi aumentati fino a 180 mila euro) e del recupero del patrimonio edilizio abitativo esistente (fino a 300mila euro).
Stefano Borrello ha spiegato che, pur consapevoli della difficoltà di dare delle risposte immediate alle tantissime domande pervenute, si è ritenuto opportuno continuare a offrire questo servizio ai cittadini. Ha, infatti, evidenziato che prima del novembre 2017 le domande erano pari a 100/150 all’anno, mentre ora, con la nuova iniziativa, la richiesta si attesta sulle 600/700 domande. L’Assessore ha quindi comunicato che è stata organizzata una riunione per capire come ottimizzare il lavoro rispetto all’aumento di domande e la settimana prossima il personale tecnico parteciperà a un corso per rivedere il processo di formazione delle perizie: è il primo passo, a detta di Borrello, per la riorganizzazione del processo amministrativo con il fine di rendere maggiormente efficiente il sistema, anche in virtù delle modifiche normative.
Riguardo alla previsione di evasione delle pratiche, l’Assessore ha rilevato che ci si attesta sui 12/15 mesi per l’erogazione, riferendo che con la nuova procedura, sulle circa 850 domande presentate, ne sono state finanziate circa 400.
Nella replica, il Consigliere Luca Distort ha chiesto all’Assessore di osare e di credere profondamente in questa battaglia, perché il settore dell’edilizia è punto cardine della nostra società, ma è in crisi e ha assoluto bisogno di risorse sotto forma di finanziamenti. Per il Consigliere della Lega VdA l’obiettivo deve andare oltre le etichette politiche, perché la quantità di lavori pubblici è nettamente diminuita, mentre l’edilizia privata necessita di questi finanziamenti. Ha quindi parlato di missione importantissima per rimettere in moto l’intero tessuto sociale della Valle d’Aosta.

Con un’interpellanza, il gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne è tornato sulla gestione dell’ufficio di rappresentanza della Regione a Parigi, la Maison du Val d’Aoste.
Richiamando le numerose precedenti iniziative discusse in Aula, tra cui la mozione approvata il 19 febbraio scorso sulla realizzazione di uno studio per una diversa gestione dell’immobile in questione, il Consigliere Alberto Bertin ha interrogato il Governo regionale per conoscere se e quali determinazioni siano state assunte in merito.
Il Presidente della Regione ha riferito che Finaosta ha avviato le attività necessarie a dare riscontro all’impegno richiesto dalla mozione approvata nello scorso mese di febbraio, ovvero la realizzazione di uno studio finalizzato ad individuare una diversa gestione della struttura.
Al proposito, Antonio Fosson ha parlato di due ipotesi: la possibilità della perizia di valutazione dell’immobile e un nuovo coinvolgimento della Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales per riverificare l’interesse dell’imprenditoria locale nella gestione diretta della Maison de la Vallée d’Aoste. In quest’ultimo caso, il Presidente della Regione ha precisato che la Chambre non ha ravvisato possibilità di gestire la struttura.
Precisato che per il 2019 il finanziamento alla Maison de la Vallée d’Aoste è previsto soltanto per sei mesi, Fosson ha comunicato che il disegno di legge di riforma dell’organizzazione turistica prevede per l’Office du tourisme la possibilità di gestire strutture turistiche all’estero. Questo, ha sottolineato il Presidente della Regione, sta suscitando riflessioni: se non risulterà possibile seguire questa strada, si valuterà l’alienazione dell’immobile.
Fosson ha concluso affermando che ad oggi non c’è ancora una decisione in merito, ma in queste settimane saranno assunte delle determinazioni.
Nella replica, il Consigliere Alberto Bertin, puntualizzato che l’Aula, in diverse occasioni, ha concordato sul fatto che la struttura non ottiene i risultati auspicati nonostante le ingenti spese sostenute negli anni, si è soffermato su due aspetti: il primo è lo studio la cui realizzazione è tuttora attesa da parte di Finaosta; l’altro riguarda la gestione a partire dal prossimo 1° luglio, quando scadrà il contratto. Il Consigliere Bertin, ricordato che negli anni la gestione è sempre stata affidata allo stesso soggetto, peraltro l’unico a rispondere ai bandi, nelle more delle determinazioni della Giunta regionale, ha auspicato che non ci sia un’ulteriore proroga, ma si passi finalmente a una gestione diversa.

Con un’interpellanza, il gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza VdA ha voluto conoscere i motivi della mancata istituzione della figura del Consigliere di fiducia.
La Consigliera Daria Pulz ha innanzitutto precisato che questa figura, che dovrebbe occuparsi dei casi di violenza, psicologica o fisica, di mobbing o di molestia sessuale sul luogo di lavoro, non è mai stata istituita in Valle d’Aosta e che ora, per problematiche di questo genere, ci si confronta con la segreteria del Comitato Unico di Garanzia. Ha quindi chiesto le ragioni per cui non sia stata ancora creata e, nel caso in cui si intenda che la stessa sia assimilata alla Consigliera di parità, per quali motivi quest’ultima di fatto non si stia occupando nello specifico di discriminazioni di genere nel mondo del lavoro, secondo le indicazioni della legge istitutiva.
Il Presidente della Regione ha risposto che il 19 aprile scorso, la Giunta regionale ha deliberato di accogliere nel Piano di Azioni Positive 2019/2021, elaborato dal Comitato Unico di Garanzia (CUG), la creazione di un punto di ascolto sul disagio lavorativo per il personale della Regione e degli Enti del comparto oltre che l’aggiornamento e l’adozione del codice per la tutela della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici prodotto dal CUG. Tale modello, come spiegato dal Presidente Fosson, prevede la creazione di un punto di ascolto che preveda anche l’istituzione della Consigliera di fiducia: a tal fine il CUG ha, altresì, deliberato di costituire un gruppo di lavoro che si è riunito per la prima volta il 2 maggio 2019.
Antonio Fosson ha poi puntualizzato che le figure della Consigliera di parità e della Consigliera di fiducia normativamente e nella prassi, laddove sono entrambe presenti, hanno ruoli e funzioni diverse e che saranno effettuate le dovute valutazioni sulle modalità per l’individuazione del soggetto preposto allo svolgimento della specifica funzione.
La Consigliera Daria Pulz si è rallegrata della notizia data dal Presidente riguardo alla prossima istituzione della Consigliera di fiducia, auspicando anche che la Consigliera di parità possa agire con maggiori risorse finanziarie e meno vuoti normativi e confusione di ambiti. Per la Consigliera di ADU-VdA, le conquiste che sembravano assodate sono rimesse continuamente in discussione e la politica ha il dovere di affrontare con maggiore consapevolezza il tema della discriminazione delle donne. L’impegno del suo gruppo, ha concluso Daria Pulz, è di lavorare affinché la parità uomo-donna possa essere maggiormente promossa.

La tempistica con cui tutti i mezzi pubblici saranno dotati del sistema di sintesi vocale è stato l’argomento di un’interpellanza illustrata dal Movimento 5 Stelle.
Il Capogruppo ha stigmatizzato la non capillarità di questi ausili che, attraverso una voce sia all’interno che all’esterno dei mezzi, indicano le fermate di arrivo identificando il numero di bus o la direzione e le fermate dei pullman extraurbani. Un servizio, questo, ha detto Luciano Mossa, che ha ripercussioni positive non solo per i non vedenti, ma anche per i turisti che non conoscono la nostra regione. Il Consigliere Mossa ha quindi chiesto quanti mezzi pubblici urbani e extraurbani, all’interno della nostra Regione, siano ancora sprovvisti del sistema di sintesi vocale, nonché se sia intenzione, e con quali tempi, dell’attuale Governo regionale dotare di tali dispositivi tutti i mezzi pubblici.
L’Assessore ai trasporti ha precisato che l’argomento si inserisce nell’analisi che si sta conducendo sul trasporto pubblico locale relativamente alla fruizione da parte delle persone svantaggiate. Luigi Bertschy ha riferito che il parco autobus del trasporto pubblico locale su gomma è di 165 mezzi, tutti dotati di sistema acustico installato e funzionante; l’impianto deve essere acceso a inizio turno ed eventuali problemi dovrebbero essere imputati a bachi informatici o errori umani.
Bertschy ha comunicato di aver chiesto di relazionare sul tema alle ditte di trasporto pubblico, che sono state sensibilizzate a verificare la situazione.
L’Assessore ha poi sottolineato che l’Amministrazione regionale negli anni ha cercato di fare investimenti a vantaggio degli ipovedenti o non vedenti, tra cui la convenzione per l’assistenza alla stazione ferroviaria e a quella dei pullman. Per fare un salto di qualità e creare le migliori condizioni di sicurezza ai fruitori, per Berstchy è necessario un lavoro performante che fotografi la situazione paese per paese. Nei prossimi mesi, l’Assessore ai trasporti ha detto che si procederà a raccogliere più dati possibili per individuare criticità e verificare puntualmente la qualità di servizi erogati; sarà un modo, questo, per centrare l’obiettivo di migliorare la mobilità delle persone.
Nella replica, il Consigliere Mossa ha ribadito che sono diverse le segnalazioni di mancanza di ausili acustici, tanto che non avrebbe immaginato che tutti i bus ne fossero dotati. A maggior ragione, per Luciano Mossa occorre sensibilizzare gli addetti ai lavori affinché siano risolti questi problemi. Il Capogruppo del M5S ha poi suggerito di portare la questione all’attenzione della quarta Commissione per i dovuti approfondimenti e la ricerca di soluzioni valide per superare questo e gli altri conflitti uomo-ambiente che impediscono o limitano gli spostamenti o la fruizione di servizi.

La tematica dei cambiamenti climatici è stata affrontata nel corso della seduta consiliare del 23 maggio 2019 discutendo un’interpellanza a firma del Movimento 5 Stelle.
Nell’illustrazione, la Consigliera Manuela Nasso ha sottolineato la grande rilevanza che la questione sta avendo per l’opinione pubblica e, ricordando il ruolo degli enti regionali e locali nella strategia di azione, ha chiesto quali iniziative siano previste e se sia stato organizzato, o si intenda organizzare, un programma di informazione e sensibilizzazione della popolazione.
L’Assessore all’ambiente ha risposto che l’ARPA ha fatto un ottimo lavoro scientifico che ha permesso alla Giunta di elaborare azioni che si sviluppano in due direzioni: la prima, la mitigazione dell’emissione di gas responsabili del riscaldamento climatico e, per fare questo, si dovranno inserire pilastri robusti all’interno della programmazione europea; la seconda, le misure di adattamento di fronte agli inevitabili innalzamenti delle temperature ed è questa la strategia maggiormente sfidante perché la montagna sarà l’ambiente più fragile. Per Albert Chatrian, il concetto di resilienza sarà fondamentale per accompagnare il cambiamento cercando di anticiparlo.
L’Assessore ha poi ricordato che in Valle d’Aosta i valori di C02 sono di una tonnellata a persona, rispetto agli undici della media nazionale, e che molte azioni sono già state avviate, in campo nazionale con gli incentivi per le macchine elettriche ed ibride, a livello regionale con gli impianti di teleriscaldamento, gli incentivi per l’efficientamento energetico degli edifici e la diffusione di colonnine di ricarica per la mobilità elettrica.
Per divulgare queste azioni bisogna lavorare insieme ad ARPA, Fondazione Montagna Sicura, Università, RAI, maestri di sci, perché ai provvedimenti legislativi messi in campo dal legislatore e alle azioni dell’amministrazione, è necessario affiancare la parte scientifica e produttiva al fine di promuovere buone pratiche nonché un’informazione capillare.
Nella replica, la Consigliera Nasso si è detta soddisfatta e ha concordato sul fatto che l’aspetto divulgativo sia molto importante, evidenziando anche che nelle scuole gli insegnanti delle materie scientifiche stanno affrontando l’argomento.

Con un’interpellanza, il gruppo Mouv’ ha affrontato le criticità dell’organico del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco, già più volte evidenziate.
Nell’illustrazione, il Consigliere Elso Gerandin, nel sottolineare che la situazione è ulteriormente peggiorata, ha ricordato che il 21 dicembre 2018, con delibera di Giunta regionale, è stata avviata una indagine conoscitiva di disponibilità per la chiamata in servizio temporaneo di personale volontario dei Vigili del fuoco per particolari necessità; il 5 aprile 2019 è stato poi dato parere positivo all’eventuale trasferimento presso il Corpo nazionale di tre Vigili del fuoco del Corpo valdostano che ad oggi risulta una carenza di organico di ben oltre 20 unità. Il Consigliere Gerandin ha quindi chiesto la data entro cui saranno banditi i concorsi per Capi Reparto e Capi Squadra e se si vorranno tener presente i Vigili idonei in graduatoria nella chiamata in servizio temporaneo, tenuto conto che è stata prorogata sino al 31 dicembre 2019.
Premesso che si sta affrontando la questione con la massima serietà, anche in considerazione dell’importanza che i Vigili del fuoco rivestono per la Valle d’Aosta, il Presidente della Regione ha riferito che la legge  di stabilità regionale per il 2019 ha definito le disposizioni in materia di assunzioni per quest’anno, prevedendo che l’Amministrazione regionale è autorizzata ad effettuare assunzioni a tempo indeterminato, nel limite della spesa corrispondente alle unità di personale, anche di qualifica dirigenziale, cessate dal servizio nel 2018 e non sostituite e di quelle cesseranno nel 2019. Questa legge ha anche stabilito la consistenza degli organici, compreso quello della componente professionista del Corpo dei Vigili del fuoco.
Antonio Fosson ha annunciato che i competenti uffici stanno provvedendo alla definizione dei piani di fabbisogno di personale complessivi, prendendo in considerazione le cessazioni dal servizio del 2018 e quelle che avverranno nel 2019, sia in applicazione della “Fornero” che di “Quota 100”. Definiti i piani di fabbisogno, nei limiti dei vincoli finanziari, sì procederà alla copertura delle esigenze e alla programmazione delle eventuali procedure concorsuali e selettive.
Il Presidente della Regione ha dichiarato che il completamento di questo percorso presumibilmente avverrà entro il mese di maggio, al fine di procedere a bandire i concorsi entro il 2019.
Per quanto riguarda la chiamata in servizio temporaneo di personale volontario in caso di particolari necessità dei professionisti, Antonio Fosson ha spiegato che il Comandante del Corpo regionale, con provvedimento dell’11 marzo, ha approvato le graduatorie triennali per la chiamata in servizio temporaneo presso la scuola regionale antincendi, presso l’ufficio volontari e per le attività di soccorso tecnico urgente, nelle quali figurano due degli idonei nella graduatoria in scadenza al 31 dicembre 2019.
Il Consigliere Elso Gerandin (Mouv’), nella replica, ha evidenziato che non ci sono più scuse: è sufficiente bandire concorsi per un solo posto per poter disporre poi di una graduatoria cui attingere.

I lavori sono conclusi: l’Assemblea si riunirà nuovamente mercoledì 12 e giovedì 13 giugno.

 


 


 

Pubblicato / aggiornato il 23/05/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione