Inviata ai creditori del Casino la relazione del Commissario giudiziale
Una relazione che riconosce la correttezza nella condotta del debitore e che, dopo sulla base della corposa documentazione, analizza anche i worst case scenarios, ovvero le peggiori ipotesi possibili. In questo contesto, la relazione precisa che la proposta dell’amministratore unico Filippo Rolando di corrispondere ai creditori il 78% del dovuto, potrebbe non poter essere rispettata ma che, in ogni caso, i calcoli indicano che non si scenderebbe al di sotto del 60%.
Un’ipotesi che ha generato la preoccupazione dei creditori, ovvero quelle società e persone che, il 9 luglio, saranno chiamate ad approvare o bocciare il Piano di concordato (aprendo la strada al fallimento).
Un allarme che la casa da gioco ha deciso di arginare per mezzo di una nota diffusa alle ore 19.45 di venerdì 24 maggio: “Casino de la Valleée s.p.a. prende atto, con grande soddisfazione, del contenuto positivo della relazione del Commissario giudiziale, dott. Ivano Pagliero, che si ringrazia per l’accuratezza del lavoro svolto e per gli approfondimenti estremamente puntuali eseguiti, a garanzia della Società, ma, soprattutto, degli interessi dei creditori.
La relazione conferma, sia pure con la prudenza necessaria, che il percorso intrapreso in questi mesi rappresenta non semplicemente la migliore, ma di fatto l’unica alternativa possibile al fallimento della Società, fallimento che genererebbe un devastante impatto sociale oltre ad un danno irreversibile per i creditori“.
Una diversa interpretazione delle conclusioni cui giunge l’analisi del Commissario giudiziale, secondo il Casino, potrebbe esporre “irresponsabilmente la società al rischio di vedere compromesso il lavoro svolto in questi mesi da tutti coloro (primi tra tutti i lavoratori dipendenti) che, al contrario, si sono impegnati per il successo dell’operazione“.
La riduzione del personale dipendente è quasi giunta a conclusione, con 105 rapporti cessati sui 135 previsti. I conti economici del primi mesi 2019 indicano una ripresa degli incassi. E, in relazione al bilancio 2018, la società di revisione KPMG non eseprime un giudizio ma non solleva eccezioni su come sono stati applicati i criteri contabili (ovvero su come sono stati fatti i conti del documento finanziario).
Pubblicato / aggiornato
il 24/05/2019 alle 12:00
Categoria:
Economia e Lavoro