Politica regionale in fibrillazione
Nel corso della settimana erano già stati programmati una serie di incontri dei massimi organismi dirigenti poiché la decisione di Restano era largamente prevedibile. Conseil des Communautés du Uvp e Conseil fédéral di Union valdôtaine progressiste per la serata di giovedì e segreteria di Stella alpina per lunedì 10 giugno.
Tuttavia la conferenza stampa di lunedì 3 giugno ha impresso un’accelerazione. I partiti autonomisti si sono riuniti poco prima che Restano incontrasse i giornalisti e, anche se non lo ammettono, è chiaro che hanno ascoltato il nostro live streaming. Dopodiché era atteso un comunicato che è stato rinviato al termine della riunione pomeridiana che il gruppo dei 15 consiglieri regionali (assente il presidente Antonio Fosson) ha fatto a Palazzo regionale. AÈ stato diffuso alle 19.25 e vi si legge: “Dopo mesi di ricatti, macchinazioni e assenze strategiche, oggi si è consumato il tradimento politico di Claudio Restano nei confronti della maggioranza. Ne prendiamo atto senza stupore e quasi con sollievo, viste la necessità di fare chiarezza e uscire dal clima torbido di instabilità creato ad arte dal duo Restano-La Torre negli ultimi mesi”. Dunque Union Valdôtaine, Union valdôtaine progressiste, Alpe, Stella Alpina, Pour notre Vallée, Fronte valdôtain ed Epav confermano la fiducia nei confronti del presidente Fosson: “La squadra è compatta e al presidente è stato affidato il compito di verificare le condizioni per proseguire nel lavoro iniziato a dicembre 2018. La gente vuole risposte e i tempi richiedono stabilità e responsabilità. Se queste condizioni non saranno garantite, la strada sarà quella delle elezioni anticipate“.
La maggioranza si ritroverà nuovamente nel pomeriggio di martedì 4 giugno.
Comunque, adesso, i numeri sono 17 consiglieri in maggioranza e 18 in minoranza. Ma ciò non significa né che si torni alle urne né che ci sia una maggioranza alternativa. Infatti la Lega ha annunciato di attendere con impazienza che vi siano 18 consiglieri pronti a rassegnare le dimissioni ma non ci sono. Ammesso che ci siano tutti i suoi sette, possiamo aggiungere Restano, presumibilmente i tre consiglieri Mouv’ e forse i quattro del Movimento 5 Stelle. Forse, perché il gruppo consiliare del M5S riafferma la propria disponibilità a confrontarsi con tutte le forze politiche a condizione che siano accettati i suoi punti cardine: il mantenimento della CVA interamente nelle mani dei valdostani, l’esclusione dei condannati con dolo sia dalla Giunta sia dai ruoli apicali, la riduzione del 50% dalle indennità di carica e di funzione. «Qualora non ci fosse un riscontro positivo dal confronto con gli altri rappresentanti delle forze politiche – sostengono –, il gruppo del M5S si consulterà con la sua base per decidere il percorso da intraprendere relativamente alle dimissioni e al ritorno alle urne con la nuova legge elettorale». Tanti distinguo, dunque.
Per quanto riguarda Daria Pulz, aveva in passato annunciato di poter essere il 18° consigliere firmatario, non il 17°. Venerdì 7 giugno si riunirà dil Coordinamento allargato di AduVdA ed è possibile che ne emerga un’indicazione più precisa.
Rete civica ha convocato una conferenza stampa per il pomeriggio di mercoledì 5 giugno. L’argomento non è precisato ma è presumibile. Certo che Rete civica è in posizione difficile: già in precedenti circostanze non aveva escluso una sua adesione o un appoggio esterno alla maggioranza ma ora, dopo la conferenza stampa di presentazione del Manifesto per CVA, diventa più difficile trovare un punto d’intesa con chi ha votato una risoluzione a favore della quotazione in borsa della società.
Pubblicato / aggiornato
il 03/06/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione