Il Consiglio Valle approva quattro mozioni
Il Consiglio Valle ha approvato quattro mozioni, le prime tre all’unanimità e la cui discussione è stata rinviata dalla scorsa adunanza.
La prima mozione, così come emendata su proposta dell’Assessore Certan, è stata presentata dal Movimento 5 Stelle per porre l’accento sul sostegno della natalità e sulla conciliazione tra lavoro e famiglia. Il testo impegna la Giunta regionale ad analizzare entro la fine del 2019 nelle competenti Commissioni consiliari le azioni in materia di politiche del lavoro, di politiche della famiglia e di istruzione da mettere in atto al fine di implementare misure concrete di articolazione delle responsabilità familiari e lavorative, per prendere in carico il problema della riduzione della natalità nella nostra regione.
Nell’illustrazione, la Consigliera Maria Luisa Russo ha sottolineato come «dal 2015 al 2018 il numero di parti nella nostra regione sia diminuito di 100 unità; le iscrizioni alla scuola d’infanzia sono diminuite di circa 350 unità in due anni scolastici. I nostri paesi più piccoli rischiano lo spopolamento. Per tutti questi motivi, riteniamo indispensabile definire, entro la fine del 2019, le azioni strutturali prioritarie, quali Assessorati e quali professionalità coinvolgere per prendere in carico il problema della riduzione delle nascite, in aggiunta alla riduzione degli oneri a carico delle famiglie per i servizi alla prima infanzia che non può essere l’unico strumento di sostegno.»
L’Assessore all’istruzione, Chantal Certan, ha risposto a nome della Giunta regionale: «Per quanto attiene all’ambito scolastico, queste tematiche sono oggetto di attenzione per mettere in atto misure più puntuali, a breve e lungo termine. Nel corso del 2019 sarà effettuata un’analisi di dettaglio sulle scuole di montagna ma anche sugli altri plessi dislocati sul territorio per valutare gli interventi a tutela delle scuole e delle pluriclassi. Anche le strutture dell’Assessorato alla sanità si stanno adoperando per il benessere delle famiglie; è in itinere l’elaborazione di piani programmatici per giungere ad un modello trasversale per i vari Assessorati, venendo incontro ai nuovi bisogni, spaziando, a titolo esemplificativo, dalle valutazioni sui cambiamenti di orario di lavoro, ai finanziamenti per i caregiver, passando dalla sfida di riuscire a mantenere donne e madri nel mondo del lavoro. Ogni Assessorato è pronto a discutere in Commissione.»
Vietare l’utilizzo del diserbante contenente glifosato è l’obiettivo della seconda mozione, presentata dal gruppo ADU-VdA e poi emendata su proposta degli Assessori all’ambiente e all’agricoltura. Il nuovo testo, sottoscritto anche dai gruppi M5S, RC-AC, UV, Mouv’ e AV, impegna il Governo regionale a costituire nei prossimi trenta giorni un tavolo di lavoro interassessorile che coinvolga una rappresentanza degli enti strumentali dell’Amministrazione regionale, degli Enti locali nonché delle associazioni del territorio, per predisporre entro tre mesi una relazione che indichi le alternative da utilizzare rispetto all’uso dei diserbanti contenenti il principio attivo del glifosato. Lo scopo è quello di diffondere una nuova filosofia di tutela dell’ambiente e della salute, che renda partecipe l’intera comunità valdostana con le modalità che il tavolo stesso indicherà, a partire dall’illustrazione nella Commissione competente del documento al fine di evidenziare le precise azioni da mettere in campo, concordandole con tutti gli attori interessati nel più breve tempo possibile entro il 2019.
La Consigliera Daria Pulz ha espresso «grande soddisfazione per essere giunti a un accordo per la predisposizione di questo emendamento che ha permetto l’approvazione all’unanimità della nostra mozione. Presentandola, oltre a tendere alla formale richiesta di non utilizzare sul territorio regionale diserbanti contenenti glifosato, il nostro obiettivo è di concordare con tutti i Comuni, attraverso il CPEL, azioni comuni per vietare l’utilizzo, pubblico e privato, del glifosato, di cui non dimentichiamo che sarebbe stata accertata la pericolosità per la salute umana, animale e vegetale da parte di diversi team di scienziati. Sottolineiamo poi l’importanza che tutta la popolazione sia messa in seguito a conoscenza di questo divieto, ad esempio attraverso l’emanazione di un’ordinanza. Infine, a nostro avviso deve continuare a essere garantito un monitoraggio, costante e approfondito, dell’acqua e della sicurezza alimentare sul territorio regionale.»
L’Assessore all’ambiente, Albert Chatrian, riconoscendo l’importanza del tema, ha affermato: «Abbiamo convenuto di riunire subito gli attori principali per fare una fotografia di ciò che si è già fatto e di ciò che si sta facendo, in modo poi da concordare le azioni da mettere in campo. Questa nuova impegnativa racchiude il percorso da seguire, anche per giungere a nuove azioni e misure da mettere in campo. Ci assumiamo inoltre l’impegno a verificare le modalità di svolgimento dei controlli.»
L’Assessore all’agricoltura, Laurent Viérin, ha aggiunto: «La necessità di affrontare l’argomento e sensibilizzare la comunità è ancora più attuale. Questa è una proposta operativa, innanzitutto per monitorare quanto è già stato fatto, che peraltro ci segnala che la situazione valdostana è tranquilla. Tuttavia esistono situazioni ancora desuete che presuppongono azioni concrete, ad esempio per l’abbattimento dell’uso dell’ammoniaca a favore di enzimi totalmente naturali. L’idea è di lavorare sull’evoluzione delle pratiche rurali ed agricole in un’ottica di messa a disposizione delle nostre aziende delle nuove tecniche.»
Attivare le necessarie procedure per la registrazione nel Fascicolo Sanitario Elettronico delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) depositate, il cosiddetto testamento biologico, curando la tutela della riservatezza di tali dati e, solo in caso di incapacità di autodeterminazione del soggetto, la loro apertura da parte delle strutture sanitarie che lo hanno in cura: questo l’impegno della terza mozione, firmata dal gruppo RC-AC.
Nell’illustrazione, la Consigliera Chiara Minelli ha richiamato «la normativa vigente, secondo cui ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e dopo aver acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può, attraverso apposite DAT, esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari. Le DAT devono essere redatte per atto pubblico, o per scrittura privata autenticata, ovvero consegnate all’Ufficio di Stato civile del proprio comune di residenza. In Valle d’Aosta la norma stabilita dal CELVA in merito è complessa e, essendo gli uffici chiusi nel fine settimana, diventa impossibile l’acquisizione in caso di urgenza. Si può ovviare a questo problema con la decisione di inserire il testamento biologico nel FSE, azione che va anche nella direzione della semplificazione burocratica.»
L’Assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha ritenuto condivisibile la mozione, assumendo l’impegno «di attivare le procedure per la registrazione nel Fascicolo sanitario delle DAT depositate, curando le dovute tutele di riservatezza, tenuto conto che il 6 giugno il Garante della privacy ha dato il via libera allo schema di decreto di inserimento nelle banche dati nazionali, individuando le modalità di interfacciabilità tra le banche dati nazionali e quelle regionali.»
In chiusura della seduta, il Consiglio Valle ha approvato, con 27 voti a favore (AV, UV, SA, PNV-AC-FV, Lega VdA, Mouv’, RC-AC e GM), 4 contrari (M5S) e un’astensione (ADU-VdA), una mozione sui Vigili del fuoco valdostani.
La mozione presentata dal gruppo Mouv’, così come emendata d’intesa con il Presidente della Regione, impegna il Governo regionale, entro 30 giorni, a verificare un percorso di allineamento ed equiparazione continuativa giuridica, economica e ordinamentale al personale professionista dei Vigili del fuoco e del Corpo forestale valdostano con conseguente definizione dell’onere economico e a riferire nella competente Commissione.
Il Consigliere Elso Gerandin ha osservato che «bisogna uscire con le idee chiare sul percorso da attuare, che sia quello di trasferire il Corpo valdostano dei Vigili del fuoco allo Stato o quello di attivare proposte alternative per il riconoscimento delle loro richieste. Noi non vogliamo aprire tavoli all’infinito, vogliamo un impegno preciso, con tempistiche e risorse certe. In questi mesi ci sono stati degli sviluppi, non da ultimo l’incontro del Presidente Fosson con il Sottosegretario Candiani, il quale ha osservato che spetta alla Regione tracciare la linea di percorso definitiva che sarà fatta propria dal Governo, una volta valutate tutte le dinamiche. Ieri alla Camera dei deputati, il Ministro Salvini ha annunciato che per i Vigili del fuoco ci sarà l’equiparazione dello stipendio al Corpo di Polizia. Rischiamo di essere in ritardo due volte se non abbiamo in mente il percorso da fare.»
Il Capogruppo del M5S, Luciano Mossa ha sostenuto che «per anni i Vigili del fuoco valdostani hanno chiesto di equiparare il loro sistema previdenziale e il loro trattamento economico a quelli del Corpo nazionale. Per disperazione hanno fatto un referendum, passato quasi all’unanimità, chiedendo di essere nuovamente alle dipendenze del Ministero all’interno. Vogliamo trasferire questo Corpo allo Stato o vogliamo metterci seriamente attorno ad un tavolo per affrontare definitivamente la questione? Senza contare che c’è un problema grave di strutture e di equipaggiamento che è ugualmente da risolvere. Spero vivamente che le loro proposte siano prese seriamente in conto.»
L’Assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello (SA) ha fatto una puntualizzazione sul ruolo dei Vigili del fuoco valdostani: «Essi fanno esattamente lo stesso lavoro dei Vigili del fuoco italiani, con lo stesso orario, le stesse peculiarità, gli stessi rischi. Chiedono quindi di essere trattati alla pari dei loro colleghi nazionali. Dal 2005 c’è stato un disallineamento nello stato giuridico, economico e contrattuale rispetto ai Vigili del fuoco italiani. La Regione ha cercato di sanare questa differenza nel 2009: qualcosa è stato fatto, altro no. Nel 2016 è stata riconosciuta una peculiarità per il Corpo forestale e per i Vigili del fuoco valdostani con la legge di bilancio, ma questo non è bastato perché il difetto è a monte. Le problematiche sono quindi di tre ordini: status giuridico, sistema previdenziale e trattamento economico. Ora c’è bisogno di una volontà politica forte per risolvere la questione.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha parlato di «problema serio che ci sta molto a cuore, che si trascina da molto tempo ma che deve essere risolto. L’incontro con il Sottosegretario Candiani è stato molto proficuo perché finalmente abbiamo affrontato la questione in maniera concreta. Dopo questo confronto, i limiti di questo percorso sono molto più chiari e abbiamo appurato che rientrare alle dipendenze dello Stato richiede un percorso assai complesso. Il Sottosegretario Candiani è stato preciso, evidenziando che se il Servizio antincendio passa allo Stato passa nella sua globalità, per i volontari e per i professionisti. Questo non è da poco, senza contare che cederemmo un pezzo di nostre competenze allo Stato; passaggio che deve passare necessariamente attraverso una norma di attuazione. Per il mantenimento del Corpo a livello regionale, bisogna fare una legge che modifichi lo stato previdenziale e che permetta ai Vigili del fuoco valdostani di andare in pensione come quelli nazionali. Il percorso presenta quindi due opzioni su cui bisogna assumere una decisione, confrontandoci con i Vigili del fuoco professionisti e volontari. La nostra volontà politica è quella di trattare con i Vigili del fuoco professionisti per verificare ogni possibilità affinché il Corpo rimanga in Valle d’Aosta, perché i Vigili del fuoco hanno conoscenze e competenze del territorio che sono estremamente importanti per noi e per il nostro sistema di protezione civile, insieme al grande patrimonio di sapeurs pompiers volontari della nostra Valle. Ho già scritto una lettera al Ministro degli affari regionali per verificare la possibilità di lavorare su di una legge nazionale che equipari il trattamento previdenziale con quelli nazionali. Ho chiesto al Presidente della seconda Commissione di essere audito. Ci rendiamo conto che non si possono più fare delle promesse, ma noi vogliamo intraprendere un dialogo con i Vigili del fuoco valdostani aprendo un tavolo di concertazione serio con loro.»
Il Capogruppo del M5S, Luciano Mossa, pur apprezzando il testo, ha motivato il voto contrario «perché la situazione dei Vigili del fuoco è di disperazione, e la loro richiesta è di passare al Corpo nazionale.»
Voto favorevole è stato invece annunciato dal Consigliere di RC-AC Alberto Bertin «perché la mozione va incontro alle richieste dei pompieri: l’impegno che ci prendiamo è di garantire pari trattamento per i Vigili regionali e per quelli che operano fuori regione.»
«La nostra specialità serve ad ampliare i diritti, non a restringerli – ha dichiarato la Capogruppo di ADU-VdA Daria Pulz -; il contesto è pasticciato e poco chiaro, la volontà dei pompieri e l’esito del referendum non sono stati tenuti democraticamente nella giusta considerazione. Per questi motivi, il voto sarà di astensione.»
Pubblicato / aggiornato
il 06/06/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione