Lega e Mouv’ contrari al ddl sui 48 milioni dati da Finaosta al Casino
Queste le loro considerazioni:
“È bene chiarire subito un punto fondamentale: chi oggi dovrebbe votare il bilancio ha contribuito alla creazione del debito di 48 mln.
Questo debito si è accumulato nel tempo a fronte di finanziamenti erogati senza certezza di rimborso tenuto conto del fatto che CAVA accumulava anno per anno significativi passivi di bilancio.
Chi in assemblea si è trovato a votare il bilancio al 31/12/2018 con il famoso debito postergato (ovvero il debito che viene pagato alla fine di tutti gli altri debiti) ha sulla propria testa la spada di Damocle della Corte dei Conti che nella sentenza di primo grado non ha considerato in sede di condanna il mancato rimborso del debito di 48 mln in quanto non era ancora certo il mancato rimborso.
Cosa succederebbe se questo debito non fosse onorato? In questo caso sarebbero i politici di allora a dover pagare!
Così nasce il DDL n. 31: con uno strumento finanziario che abitualmente si applica ad aziende in cerca di nuovi finanziatori si tenta invece di usarlo per una finanziaria regionale che ha prestato 48 mln seguendo le indicazioni delle Giunte di allora senza preoccuparsi troppo della modalità di restituzione.
Nello specifico da un primo esame del DDL è importante porsi alcune domande:
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un delegato del tribunale è stato coinvolto nella scelta dell’SFP quale strumento per conservare il valore dei “48mln”?
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perché si è scelto l’SFP quando questo strumento è solitamente utilizzato come altra forma di finanziamento o di partecipazione di aziende in salute e che crescono?
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il 9 luglio prossimo ci sarà l’assemblea dei creditori: l’emissione di un SFP può rappresentare un fattore di rischio da considerare in relazione all’eguale trattamento di tutti i creditori (c.d. par condicio creditorum)?
un SFP rispetta i dettami della Legge Madia che dice espressamente che non si possono finanziare in alcun modo delle società in passivo da più di 3 esercizi (rif. art. 14)?
Al momento dell’omologa (se sarà votata) il concordato per come è stato presentato (e sottoposto a votazione), prevede oggi un patrimonio netto finale stimato di – 17 mln.
Il DDL n. 31 converte 48 mln di debito in 48 mln di riserve (dedicate) che si sommano al patrimonio.
Quindi un debito si trasforma in un contributo.
Grazie a questo barbatrucco contabile chi aveva votato per concedere i prestiti pensa di non avere più nessuna responsabilità perché il debito non esiste più (sulla carta).
Ma i soldi a Finaosta chi li restituisce?
E i 20 milioni a CVA da dove sono arrivati? Li ha restituiti il Casino?
E se alle persone che sono già state licenziate abbuonassimo i mutui che hanno con Finaosta? E se alle aziende morose nei confronti di Finaosta offrissimo di trasformare il proprio debito in SFP, non sarebbe altrettanto giusto?
Siccome sappiamo che non è così, ma che invece sono usciti dalle tasche di Finaosta ovvero da quelle di tutti i valdostani, ci sembra assurdo e paradossale ascoltare da parte della maggioranza chi dice che grazie a questa operazione la Regione non rinuncia al credito e anzi così facendo non regala i soldi alla Casa da Gioco.
Ovviamente non dice che tutto questo, in realtà, serve per tentare di pararsi il portafoglio davanti alla Corte dei Conti.
Un’ultima considerazione politica su questo DDL. Se questo governo dispone, sulla carta, di 17 voti in consiglio, chi andrà in suo soccorso per approvare questa legge che ufficializza lo spreco dei 48 milioni? Gli indecisi eterodiretti dall’ex consigliere Riccarand ovvero il duo Bertin – Minelli? L’argine filosofico e sognatore della consigliera Pulz? I 5 stelle a caccia di consensi dopo la pessima figura alle europee? Il consigliere Restano?
Ovviamente non lo sapremo perché in aula verrà chiesto il voto segreto con buona pace delle posizioni politiche e delle tasche dei Valdostani“.
Pubblicato / aggiornato
il 24/06/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione