Lunedì farà caldo, soprattutto verso sera
Rispetto alle precedenti circostanze, quelle dal 2014 in avanti, in cui le delegazioni dei partiti e movimenti s’incontravano in maniera plateale (se non ostentata), la crisi 2019 ha avuto un andamento dimesso e silenzioso.
Per quanto Luigi Bertschy abbia voluto definirla una trattativa “trasparente e lontana dalle segrete stanze“, l’impressione che se ne ha è diametralmente opposta. Poche persone hanno redatto, discusso e (alcuni, per ora) approvato un documento di accordo, insistentemente definito amministrativo e non politico.
Il documento è già stato approvato da Rete civica, il primo estensore.
Nella giornata e serata di lunedì 1° luglio passerà al vaglio delle altre componenti politiche.
Nel raccogliere le dichiarazioni dei rappresentanti di Union valdôtaine, Union valdôtaine progressiste, Stella alpina ed Epav sono emerse valutazioni abbastanza divergenti e non detti percepibili.
“I consiglieri mi hanno fatto avere gentilmente copia del documento venerdì 28 giugno e abbiamo convocato il Comité fédéral per lunedì 1° luglio, per decidere che tipo di posizione prendere, anche se ovviamente diventa difficile esprimersi in poco tempo“, ci ha detto Erik Lavevaz, presidente di Union valdôtaine. Si noti: l’avverbio “gentilmente” ma soprattutto che è convocato il Comité fédéral, non il Conseil fédéral. Normalmente è sempre quest’ultimo a ratificare le decisioni di rilievo. Dunque o lo convocano in tutta fretta lunedì (perché il Consiglio Valle si riunisce martedì 2 luglio e, per allora, le posizioni dovrebbero essere chiare) oppure?
“Ho potuto dare un’occhiata al documento solo negli ultimi giorni, quando è diventato pubblico. Abbiamo convocato gli organismi di Stella nei primi giorni della settimana entrante. Confido i consiglieri regionali abbiano lavorato con la responsabilità che connota il loro ruolo. Il Movimento a questo punto potrà prendere atto“, ci ha detto Carlo Marzi, segretario di Stella alpina. Si noti il verbo “potrà prendere“: non prenderà.
“È stato dato mandato ai consiglieri di concludere nei tempi più brevi un accordo per garantire governabilità. I movimenti non sono stati esclusi. Non l’Uvp almeno“, ci ha detto Giuliano Morelli, presidente di Union valdôtaine progressiste, che si riunisce anch’essa lunedì. Si noti il “nei tempi più brevi“.
Riepiloghiamoli, questi tempi.
Il 3 giugno Claudio Restano ha annunciato la sua uscita dalla maggioranza.
Il 14 giugno, la Giunta ha detto che, con Rete civica, non si poteva prendere in considerazione un accordo che non contemplasse l’ingresso di Bertin e Minelli in maggioranza.
Il 16 giugno, Rete civica ha detto che in maggioranza non ci entra.
Il 20 giugno i 17 e Rete civica si sono incontrati per aprire le trattative
Il 21 giugno, la Giunta ha detto che si sta lavorando con impegno a un progetto serio e che il problema della composizione delle Commissioni del Consiglio Valle deve essere affrontato.
Il 27 giugno, Rete civica si è riunita per approvare l’accordo.
Il 28 giugno Antonio Fosson (dopo che Rete civica aveva diramato un comunicato stampa in proposito) ne ha dato l’annuncio nel corso della conferenza stampa di Giunta, annunciando il passaggio del documento ai partiti e movimenti di riferimento.
Il 30 giugno la Valle d’Aosta è ancora senza una maggioranza.
Ce l’avrà, il 2 luglio?
Pubblicato / aggiornato
il 30/06/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione