Consiglio Valle: i lavori del 3 luglio
Subito dopo le mozioni, saranno trattati i disegni di legge su Casino de la Vallée e Rendiconto 2018 della Regione, nomina rappresentanti in seno al Consiglio politiche del lavoro, provvedimenti amministrativi di variazione al bilancio di previsione 2019/2020).
Si è quindi passati a trattare tre mozioni, approvandone due all’unanimità.
La prima mozione, approvata all’unanimità, è stata presentata dal gruppo RC-AC, che ha affrontato la riorganizzazione degli orari dei servizi ferroviari. La mozione impegna infatti l’Assessore ad agire affinché la riorganizzazione degli orari dei servizi ferroviari prevista dal Piano regionale dei trasporti coniughi la sistematicità e la regolarità con la rapidità dei collegamenti, garantendo una riduzione dei tempi rispetto agli attuali orari; inoltre, chiede di prevedere nel Piano tutti gli interventi infrastrutturali necessari al raggiungimento di questo obiettivo.
Come ha spiegato nell’illustrazione il consigliere Chiara Minelli, «la bozza di Piano regionale dei trasporti prevede una riorganizzazione degli orari ferroviari che porterebbe non ad una velocizzazione ma ad un ulteriore allungamento degli attuali tempi di percorrenza. In effetti, il cadenzamento dell’orario è utile, ma non deve andare a scapito della velocità dei collegamenti. Gli obiettivi di rapidità individuati nel Programma strategico per la ferrovia (50 minuti da Aosta ad Ivrea e 1 ora e mezzo da Aosta a Torino Porta Susa) vanno perseguiti e integrati anche con il Piano regionale dei trasporti.»
L’Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha sottolineato: «L’obiettivo è la puntualità e intendiamo lavorare su questo, nonostante le varie difficoltà. Sarebbe interessante definire il tempo di viaggio non solo da stazione a stazione, ma dal luogo di partenza (anche da una valle laterale) al punto di arrivo. Dobbiamo rendere il servizio dei trasporti appetibile e rispettoso delle esigenze dell’utenza: in questo senso, occorre rendere più efficiente l’integrazione tra ferrovia e pullman, rendendoli servizi complementari. Anche alla luce dei sopralluoghi condotti di recente, l’aspetto cui tendiamo è definire un programma di servizi che renda percorribile almeno in un’ora e 40 minuti la tratta Aosta-Torino. In quest’ottica, continueremo a sollecitare la Regione Piemonte affinché venga eliminata buona parte dei loro numerosi passaggi a livello.»
Impegnare l’Amministrazione a proseguire e intensificare l’uso della lingua francoprovenzale/arpitana su tutto il territorio regionale e la lingua walser nei comuni della Valle del Lys sensibilizzando la comunità, le istituzioni e il tessuto sociale a utilizzare maggiormente le lingue storiche della Valle d’Aosta. È il testo della seconda mozione approvata all’unanimità dal Consiglio così come emendata dall’Assessore ai beni culturali e presentata dal gruppo Lega Vallée d’Aoste.
Le Conseiller Roberto Luboz (Lega VdA), en illustrant le texte de la motion, a parlé «d’un appauvrissement culturel surtout vis-à-vis du francoprovençal et des langues walser mais aussi à l’égard du français. Personne ne peut jouir de l’italianisation de notre terre: notre francophonie est l’héritage de l’histoire et il est urgent de faire une réflexion sérieuse sur ce sujet. C’est pourquoi nous proposons au Gouvernement régional de se faire promoteur de l’utilisation de nos langues maternelles dans les événements typiquement valdôtains, tels que la Bataille des Reines, la Foire de Saint-Ours ou les Floralies Vocales.»
L’Assesseur aux biens culturels, Laurent Viérin, a partagé le principe selon lequel «pour défendre une langue il faut la parler et qu’il faut être attentif sur la question linguistique non pas avec une vision passéiste mais d’une façon moderne. Il faut prendre acte de la situation actuelle sans oublier que la Vallée d’Aoste a travaillé dans les décennies pour maintenir l’identité patoisante, à partir des années 70 avec l’action des centres culturels qui ont sauvegardé le francoprovençal, et la Vallée d’Aoste est l’unique région au monde où il existe encore.» L’Assesseur a proposé un amendement à la motion, «car il est important de solliciter toutes les Institutions valdôtaines (Gouvernement, Conseil régional, Communes, associations culturelles…) à l’utilisation de nos langues et à intensifier les mesures à ce propos. Je crois que si nous faisons front commun nous serons plus forts, car ce thème n’a pas d’étiquette ni de partis, il appartient à toute la communauté valdôtaine.»
È stata poi respinta, con 14 voti a favore, 3 contrari e 17 astensioni, espressi con votazione segreta, la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle concernente la composizione del Consiglio di amministrazione della società italiana di gestione del Traforo del Gran San Bernardo, la SITRASB. Il testo intendeva impegnare la Giunta regionale ad annullare la nomina di due Consiglieri, in quanto recenti candidati in liste dei movimenti che compongono la maggioranza regionale.
Come ha specificato nell’illustrazione il Vicecapogruppo del M5S Luigi Vesan, «l’iniziativa è tesa alla loro sostituzione in modo trasparente e meritocratico, al fine di garantire ad una delle società partecipate regionali, fondamentale per le relazioni con l’intera comunità alpina, lo sviluppo che merita. È una brutta politica, indipendentemente dall’appartenenza partitica, nonché brutta abitudine, affidare incarichi a degli “Yes man”. Ci auguriamo che finalmente quest’Aula lanci un segnale, per cui, d’ora in poi, si proceda a nominare ad una posizione retribuita una persona in grado di fare del lavoro utile per i valdostani. Far politica non significa calcolare i guadagni.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha replicato: «Non si può parlare di triste tendenza, la scelta è sì fiduciaria, ma le professionalità sono state valutate in modo preciso. Essere stati candidati non deve essere considerato un aspetto negativo, è espressione di una disponibilità di mettersi al servizio della collettività. Su questa mozione ci asterremo, con l’impegno a studiare una nuova legge sulle nomine.»
Nel pomeriggio del 3 luglio, l’Assemblea ha discusso una mozione del gruppo Lega Vallée d’Aoste, che ha voluto affrontare il fenomeno degli atti anticonservativi commessi annualmente in Valle d’Aosta.
Il testo, così come emendato su proposta dell’Assessore Baccega, è stato approvato all’unanimità e impegna l’Assessore alla sanità ad adottare le misure necessarie affinché il fenomeno sia analizzato anche sulla base di criteri maggiormente analitici e a relazionarne alla Commissione competente entro il 30 novembre 2019.
Nell’illustrazione, il Consigliere Roberto Luboz, ricordato che «Elsa Triolet ha scritto: “Il n’y a pas de suicides, il n’y a que des meurtres”» ha affermato: «Il tasso dei suicidi è un potente indicatore del disagio della società. È quindi opportuno approfondire con un’attenta analisi questo fenomeno, la cui incidenza è nettamente superiore alla media italiana. Questo è un disagio dell’intera comunità, perché quelle morti sono un rimprovero a tutti noi, perché non abbiamo fatto abbastanza, non abbiamo ascoltato il grido di dolore che sale dalla nostra terra. Purtroppo, si sta condannando all’asfissia il Servizio di salute mentale dell’USL. Noi, per riprendere la citazione fatta, vogliamo tuttavia essere persone che aiutano altre persone.»
L’Assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha fornito nuovi dati: «Nel 2018 in Valle d’Aosta si sono verificati 24 suicidi con di più di 90 anni. Emerge quindi che ad essere coinvolti maggiormente sono i maschi, con un’età media decisamente alta. Nel 2018 due casi sono stati associati all’omicidio del congiunto, una persona non era residente in Valle, 8 superiore ai 70 anni; rispetto alla residenza, 5 casi in un solo Comune della Plaine, 4 ad Aosta, i restanti distribuiti sul territorio. Circa il 30% (con disturbi bipolari e depressione) dei deceduti non era conosciuto dal dipartimento di salute mentale, il restante 70% non aveva mai avuto alcun rapporto con servizi. Per il 2019, soltanto tre soggetti erano in carico al Dipartimento.»
«Negli anni della crisi – ha proseguito l’Assessore Baccega – si sono incrementati i ricoveri, partendo dal 2010 con 15 casi fino ai 29 casi del 2018. È importante precisare che i tentativi spesso sono una richiesta di aiuto e non volontà di morte. Attraverso il ricovero è possibile una presa in carico ambulatoriale. Il suicidio, infatti, è spesso il risultato estremo di condotte dannose per la salute, è la seconda causa di morte dopo gli incidenti per la fascia 15-19 anni.»
L’Assessore si è quindi soffermato sulle azioni poste in essere, «dagli interventi per la prevenzione, anche con l’attivazione di un ambulatorio per gli adolescenti, all’implementazione dell’organico dei medici del Dipartimento di salute mentale, che non abbiamo di certo voluto condannare, ma purtroppo, per il reperimento di medici psichiatri, ci troviamo di fronte a una crisi nazionale. Resta massimo il nostro impegno per affrontare questo fenomeno, a partire dalla sensibilizzazione della cittadinanza.»
Il Consiglio Valle, con 18 voti a favore e 1 astensione espressi in votazione segreta, ha approvato il disegno di legge che contiene disposizioni urgenti per Casino de la Vallée Spa.
Il provvedimento legislativo, che si compone di tre articoli e due allegati e sul quale ha relazionato in Aula il Presidente della quarta Commissione Giovanni Barocco, reca le determinazioni della Regione in merito ai 48 milioni di crediti postergati, derivanti dai contratti di mutuo stipulati negli anni in favore di Casinò de la Vallée per il tramite di Finaosta e destinati al finanziamento del piano di investimenti per la ristrutturazione della Casa da gioco e del Grand Hôtel Billia.
Il Consigliere Giovani Barocco (UV) ha spiegato in Aula che «l’iniziativa legislativa ha lo scopo di assicurare il buon esito della procedura di concordato preventivo di Casinò de la Valleé Spa, garantendo al contempo la migliore tutela agli investimenti effettuati nella società da parte della Regione, per il tramite di Finaosta Spa. Il piano di concordato preventivo, per come predisposto dalla Società, si basa, infatti, sull’assunto che il credito di 48 milioni di euro, per il finanziamento del piano di investimenti relativi alla ristrutturazione della Casa da gioco e del Grand Hôtel Billia di Saint-Vincent vantato da Finaosta nei confronti di Casinò, in quanto postergato, sarebbe stato integralmente stralciato con l’omologazione della proposta concordataria. Tale prospettazione, oltre ad essere stata ritenuta di dubbia correttezza sul piano giuridico da parte del Commissario giudiziale, avrebbe comportato la definitiva rinuncia a qualsivoglia possibilità di recupero dell’investimento effettuato.»
«La soluzione tecnica proposta prevede, invece, la conversione del credito in uno Strumento finanziario partecipativo (SFP), che sarà sottoscritto da Finaosta, intestataria del credito oggetto di conversione, in nome e per conto di Regione – ha aggiunto -. Tale operazione consentirà di concorrere al rafforzamento patrimoniale della società, riportando in attivo la consistenza del patrimonio netto, al pari di quanto sarebbe avvenuto con la rinuncia pura e semplice al credito, garantendo però il diritto di concorrere alla distribuzione degli utili che auspicabilmente la società tornerà a produrre, a seguito del rigoroso percorso di ristrutturazione che è stato intrapreso.»
«Il provvedimento – ha concluso il Consigliere Barocco – consente quindi, da un lato, di favorire la positiva definizione della procedura concordataria, ripristinando l’equilibrio patrimoniale della società sulla base di una soluzione certa e scevra da incertezze e criticità sul piano legale, mediante esplicitazione, come richiesto dal Commissario, della volontà del socio sulle sorti del credito, e, dall’altro, di salvaguardare il patrimonio regionale, evitando di esporre lo stesso a inutili e ingiustificati sacrifici e assicurando a Regione la possibilità di rientrare dell’investimento effettuato.»
Il Consigliere della Lega Vallée d’Aoste Stefano Aggravi ha presentato «un contributo volto a rispondere ad una serie di domande con l’obiettivo di fornire all’Aula elementi di riflessione utili per poter prendere al meglio una decisione. Innanzitutto, chiedo: questa legge salverà il Casinò? No, perché non ha nulla a che vedere con la riuscita della procedura di concordato in continuità il cui destino dipenderà dall’esito del voto dei creditori (il 9 luglio prossimo) e dalla definitiva omologazione da parte del Tribunale. La salvezza della Casa da gioco dipenderà, infatti, dal rispetto del Piano di concordato e dalla futura generazione di utili che permetteranno all’azienda di far fronte alle spese e ripatrimonializzarsi. Non è poi certo che questo provvedimento salverà i 48 milioni di euro e permetterà alla Regione di recuperare il proprio credito. La natura stessa del credito muta da finanziamento a voce di patrimonio e il patrimonio per definizione non viene necessariamente rimborsato. Dai dati in possesso e da quanto emerso in sede di audizione e della natura dello Strumento finanziario partecipativo resta il dubbio circa la presenza di un capitale positivo alla luce delle perdite che colpiscono il patrimonio. Inoltre, a seguito dell’omologa, nel complesso il patrimonio avrà un ammontare positivo, ma il suo capitale sarà azzerato. Questo imporrà necessariamente una operazione di ricapitalizzazione al fine di consentire il ripristino del terzo del capitale ai sensi del Codice civile. Qualcuno ha pronto un ulteriore disegno di legge per aumentare il capitale della società mantenendo invariata la riserva dei 48 milioni di euro che mai verranno restituiti come se fossero un finanziamento?» Il Consigliere Aggravi si è poi chiesto se «questa soluzione sia la sola perseguibile e perché non si è valutato subito, in sede di assemblea per l’approvazione del bilancio 2018, di procedere alla “trasformazione” del credito in aumento di capitale che al momento dell’omologa avrebbe già consentito di avere un patrimonio complessivo in terreno positivo? Il relativo abbattimento del patrimonio per via delle perdite sarebbe stato recuperato destinando i futuri utili a capitale così che l’apporto di 48 milioni nei prossimi anni verrebbe recuperato a beneficio della società e del socio Regione. C’è poi da rilevare che l’SFP non è stato chiesto dal Commissario, il quale ha invece chiesto due cose precise al socio entro la data dell’adunanza dei creditori: approvare il bilancio di esercizio del 2018 e pronunciarsi sul destino dei 48 milioni, confermando la postergazione. Un’ultima domanda: questa legge migliora o peggiora la situazione di quei Consiglieri ai quali la Corte dei conti ha interrotto il giudizio in primo grado? Oggi questo disegno di legge cerca di porre la scelta di concedere questi 48 milioni all’interno del perimetro di una legge, di grado superiore alle delibere di Giunta, di cui ne annullerebbe l’effetto trasformando il finanziamento (concesso con delibera di Giunta) in un apporto di patrimonio (definito per legge).»
Il Capogruppo della Stella Alpina, Pierluigi Marquis, ha specificato: «Questo disegno di legge, basandosi sul Codice civile, prende in considerazione uno Strumento finanziario partecipativo che è utilizzato nelle operazioni di ristrutturazione aziendale; non è quindi uno strumento appositamente studiato per la fattispecie, ma è stato ritenuto un modo adeguato per risolvere questo tipo di problematica. Procedere nell’approvazione di questa iniziativa è un comportamento responsabile, tenuto conto della delicatezza dell’argomento trattato e con l’obiettivo della salvaguardia degli interessi della Regione. In quest’Aula siamo chiamati ad assumerci delle responsabilità, e noi non ci siamo mai sottratti, neppure nella gestione del dossier della Casa da gioco.»
Il Consigliere Roberto Cognetta (Mouv’) ha stigmatizzato «la mancanza di tempo per esaminare questo disegno di legge in Commissione, così come non ci è stato concesso audire i soggetti coinvolti. I dubbi sorgono e i lati oscuri di questo provvedimento sono diversi. A suo tempo, è stato quanto meno inopportuno finanziare una società che faceva acqua da tutte le parti e non penso proprio che questa legge sgombri i dubbi della Corte dei conti. Oggi stiamo discutendo di un’iniziativa normativa che è stata inventata per non addossare ulteriore danno a Consiglieri già coinvolti. È un “barbatrucco” contabile che, ancora una volta, mette le mani nelle tasche dei valdostani. E pensare che, per rispetto delle regole democratiche, era stata approvata all’unanimità una mozione per far sì che non si ripetessero situazioni del genere, con l’approvazione di leggi senza i dovuti approfondimenti.»
Il Capogruppo di ADU-VdA, Daria Pulz, ha parlato di «uno scempio di denaro pubblico concesso anche quando sarebbe stato forse ancora possibile salvare il Casinò attraverso una riorganizzazione lucida, ragionata, e non con i soliti finanziamenti facili che notoriamente hanno rovinato la Valle d’Aosta. Noi siamo per i finanziamenti facili quando si parla di sanità pubblica, di scuola pubblica, non per il Casinò pubblico. È evidente il conflitto di interesse in cui si trova l’attuale maggioranza. Questo disegno di legge rappresenta un’alchimia finanziaria in extremis per trasferire i debiti in un prodotto finanziario che ci ricorda le obbligazioni argentine.»
Il Vicecapogruppo del M5S, Luigi Vesan, ha osservato che «questi 48 milioni di euro sono stati concessi come mutuo da Finaosta alla Casinò spa. I cittadini valdostani si aspettavano quindi una restituzione. Ora con questa legge ci troviamo in una situazione per cui è chiaro che se andrà avanti il concordato preventivo questi soldi ci saranno solo quando il Casinò sarà in grado di produrre utili. A noi sembra un mero gioco contabile il fatto di dire ai valdostani che li recupereranno. Questi 48 milioni di euro non sono più nella disponibilità delle casse della Regione e non sarà questo testo di legge a restituirli. La nostra posizione è quindi di perplessità. È però giusto che chi si è assunto la responsabilità di concedere il finanziamento si assuma oggi la responsabilità di votare questo provvedimento e quindi come M5S chiediamo il voto per appello nominale.»
La Consigliera di RC-AC Chiara Minelli ha sostenuto: «La situazione del Casinò è estremamente complicata ed è frutto di una malagestione che affonda le radici nel passato. Negli anni la Regione ha erogato finanziamenti copiosi alla Casa da gioco, in modo irresponsabile. La strada dello Strumento finanziario partecipativo non è l’unica ma è percorribile e legale. Se questo disegno di legge salverà il Casinò non possiamo saperlo, lo potrà dire solo il Tribunale. Ciò che è certo è che la fine della Casa da gioco sarebbe un disastro per i lavoratori e per l’indotto, pertanto non vanno fatti giochi al massacro. Se esiste anche solo una remota possibilità di recuperare quei 48 milioni, a nostro avviso va seguita perché non si possono ritenere “regalo” alla Casinò de la Vallée. Questo disegno di legge va in questa direzione ed è nostro dovere approvarlo. Ciò non significa che io cambi idea in merito alle gravissime responsabilità di chi negli anni ha voluto trasformare la Casa da gioco in un pozzo di San Patrizio.»
Il Capogruppo di Mouv’ Stefano Ferrero ha dichiarato di aver sempre votato contro ogni provvedimento sul Casinò de la Vallée: «Tutti i soldi che sono stati dati alla Casa da gioco sono stati sottratti al lavoro, alla sanità. Questo è un escamotage per buttare sul tavolo verde di Saint-Vincent altri 48 milioni al buio, come è avvenuto nel passato. Non è cambiato nulla, se non che questa volta si sceglie lo strumento della legge. Ma dietro una legge ci sono delle persone. Prendiamo le distanze da questo provvedimento e mi auguro che voi abbiate il coraggio di esprimervi pubblicamente alzando la mano e di non avere la meschinità di nascondervi dietro il voto segreto. Che una parte del cuore di leone affiori.»
Il Consigliere di Mouv’ Elso Gerandin si è soffermato sul documento presentato dal Consigliere Aggravi: «Si tratta di suggestioni molto serie e approfondite, che non hanno nulla di polemico. A me non risulta nessun provvedimento di questo tipo in nessun’altra situazione, per cui nutro molte perplessità. Si tratta di uno strumento che non ha valore nominale, che viene contabilizzato in un’apposita riserva che non può essere accorpata ad altre voci di patrimonio netto. Perché nessuno risponde ai quesiti posti dal collega Aggravi? Lo Strumento finanziario partecipativo non è l’unico strumento possibile: c’è, infatti, la possibilità di riconvertire questi 48 milioni in capitale sociale e il Commissario quasi lo suggerisce. Sembra che non si voglia perseguire il percorso più chiaro e trasparente. Noi siamo convinti che con questo strumento non si risolva la ricostituzione del capitale sociale e chiunque verrà dopo sarà obbligato a farlo. Io ritengo che i valdostani abbiano il diritto di non vedere più questi giochetti sul Casinò.»
L’Assessore alle finanze, Renzo Testolin, ha sottolineato: «La nostra volontà è quella di migliorare le possibilità di crescita delle nostre aziende, salvaguardando posti di lavoro e garantendo entrate per la Regione. Va quindi in questa direzione la decisione di elaborare questo disegno di legge: vogliamo trovare una linea di condotta in una situazione contingente che questo Governo Fosson si è trovato ad affrontare in corsa, essendo frutto di scelte precedenti. Con questo disegno di legge raggiungiamo una doppia finalità: garantire a chi accetterà questo concordato in continuità sapere che queste risorse faranno parte del patrimonio netto della società e non potranno essere vantate diversamente rispetto all’incertezza del credito postergato; per la Regione rappresenterà un conferimento patrimoniale, una trasformazione del credito in apporto di capitale di rischio che permetterà di operare con profitto in futuro, partecipando al riparto dei dividendi. Questi sono i due pilastri che sostengono questo disegno di legge. Non abbiamo rinunciato a questo capitale, il percorso è molto chiaro e la Regione ha fatto ciò che doveva fare. Dovevamo affrontare questa situazione e noi abbiamo compiuto questa scelta negli interessi dei creditori della Casinò, cui vogliamo dare continuità, garantendo posti di lavoro e ritorno sul territorio, nonché per permettere alla Regione di rientrare, se ci saranno i presupposti, di questo investimento.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha replicato: «Aspettiamo con grande fiducia il 9 luglio, data di convocazione dei creditori, consci che questo percorso concordatario deve andare a buon punto. L’emergenza è sorta il 23 maggio scorso e il nostro scopo è stato sempre quello di non far chiudere il Casinò. Questo testo di legge nasce proprio dall’intenzione di non falcidiare 48 milioni, ma trasferirli in un capitale, seppure a rischio, che non potrà essere utilizzato subito ma sarà utile. Chiediamo al Consiglio di decidere per un’emergenza con grande senso di responsabilità; questo è un atto di fiducia nei confronti del Casinò, ma noi crediamo nei lavoratori che si sono sacrificati, crediamo in questa grande azienda che ha dato tanto alla Valle d’Aosta e che, una volta conclusa la fase di ristrutturazione, potrà contribuire ancora alla nostra comunità.»
La Capogruppo di Alliance Valdôtaine, Patrizia Morelli, ha quindi chiesto la votazione segreta.
Il Consigliere del Mouv’ Cognetta ha quindi annunciato la non partecipazione al voto del suo gruppo.
Il Capogruppo di Lega VdA, Andrea Manfrin, ha parlato di «codardia nel gesto di chiedere il voto segreto su di un atto che è stato definito “di responsabilità”. Tutta la fede e la certezza che è stata invocata in questa discussione vengono sgretolate: vi vergognate forse di votare questo disegno di legge? Se io sono sicuro delle mie azioni, non ho problemi nel votarlo alla luce del sole. Se, invece, ci si nasconde questo significa che c’è da preoccuparsi. Anche il gruppo Lega staccherà la scheda e non parteciperà al voto.»
Il Capogruppo del M5S Luciano Mossa ha aggiunto: «Noi avevamo chiesto la votazione per appello nominale e quindi abbandoneremo anche noi l’Aula senza partecipare al voto.»
La Capogruppo di AV Patrizia Morelli ha ricordato che «la segretezza del voto è un diritto e stupisce che colleghi che in altre circostanze si battono per vedere garantito tale diritto, oggi lo neghino nascondendosi dietro a un’accusa di presunta codardia. Respingiamo al mittente queste accuse: il dibattito è stato trasparente ed è chiaro chi si assume le responsabilità di votare. Noi non scappiamo di fronte alle responsabilità come invece altri in quest’Aula fanno.»
Nella seduta del 3 luglio 2019, il Consiglio Valle ha nominato i Consiglieri Giovanni Barocco (UV), Patrizia Morelli (AV) e Maria Luisa Russo (M5S) in seno al Consiglio per le politiche del lavoro, di cui all’articolo 6 della legge regionale n. 7/2003, così come modificato dall’articolo 7 della legge regionale n. 5/2019.
Il Consiglio per le politiche del lavoro è la sede permanente di concertazione e partecipazione delle forze sociali alla programmazione e all’attuazione degli interventi e delle azioni previsti dal Piano triennale degli interventi di politica del lavoro, delle azioni di formazione professionale, di orientamento e sviluppo delle azioni per favorire l’impiego e l’occupazione.
Il Consiglio è composto, oltre che da tre Consiglieri regionali nominati dall’Assemblea regionale di cui uno rappresentante la minoranza, dall’Assessore regionale competente in materia di lavoro e formazione, o suo delegato, che lo presiede; dal sovraintendente agli studi della Regione, o suo delegato; da un rappresentante del Consiglio permanente degli enti locali, o suo delegato; dai rappresentanti designati dalle quattro organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello regionale, o loro delegati; dai rappresentanti designati dalle quattro associazioni datoriali maggiormente rappresentative a livello regionale, o loro delegati; da un rappresentante delle associazioni dei familiari dei disabili designato dalle associazioni maggiormente rappresentative a livello regionale, o suo delegato; da un rappresentante designato dagli enti del Terzo settore operanti a livello regionale, o suo delegato.
Nella seduta del 3 luglio 2019, l’Assemblea regionale ha approvato il disegno di legge che contiene il rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2018. Il testo, che ha ottenuto 20 voti a favore (AV, UV, SA, PNV-AC-FV, RC-AC, GM) e 15 astensioni (Lega VdA, Mouv’, M5S, ADU-VdA), è stato illustrato in Aula dal Presidente della seconda Commissione Pierluigi Marquis e si compone di 6 articoli e di 3 allegati.
«Il rendiconto 2018 presenta un totale a pareggio di 1.607,7 milioni di euro – ha specificato il Consigliere Pierluigi Marquis (SA) -. Le entrate, al netto delle partite di giro, sono state accertate per 1.348 milioni di euro, sostanzialmente in linea con il precedente esercizio, nel quale ammontavano a 1.353 milioni. La percentuale di riscossioni rispetto agli accertamenti finali è stata del 92%, dato assolutamente positivo. Le spese impegnate nel 2018 sono pari a 1.469 milioni di euro, comprese le quote relative al Fondo pluriennale vincolato di spesa e la quota relativa nell’ammortamento trentennale del disavanzo di amministrazione. Rispetto al rapporto tra impegni e previsione definitive del rendiconto 2017, pari al 76,51%, i dati del 2018 presentano uno scostamento di miglioramento dell’1,77%. Il rendiconto 2018 chiude con un avanzo di competenza di 157,6 milioni, prima degli accontamenti di legge, ed è stato ancora caratterizzato finanziariamente da un consistente contributo regionale a risanamento della finanza pubblica pari a 194,7 milioni di euro. Il documento contabile presenta una situazione positiva in termini di cassa risultante sia dalla disponibilità del fondo cassa, pari a 263 milioni di euro, sia dall’indice dei tempi di pagamento, che risulta pari a meno 3 giorni (rispetto ai 30 giorni previsti). A decorrere dall’anno scorso, la contabilità finanziaria è stata affiancata dalla contabilità economico-patrimoniale: il patrimonio netto risulta di 2.893 milioni e il conto economico registra un utile di 12,89 milioni di euro.»
Le missioni in cui maggiormente si sono concentrate le spese, tenuto conto anche della ripartizione della spesa del relativo personale sono le seguenti: Tutela della salute (25,56%), Istruzione e diritto allo studio (17,79%), Relazioni con le altre autonomie locali (9,91%), Diritti sociali, politiche sociali e famiglia (8,21%).
Con un’interrogazione a risposta immediata posta nella seduta consiliare del 3 luglio 2019, il gruppo Mouv’ ha chiesto approfondimenti su potenziali acquirenti di crediti vantati da creditori della Casinò de la Vallée Spa.
«Abbiamo appreso da notizie di stampa della possibilità che “oscuri finanziatori”, attraverso due Avvocati, stiano tentando di acquistare almeno il 10% dei crediti dai debitori della Casinò – ha spiegato il Consigliere Roberto Cognetta – e ci chiediamo se uno o entrambi gli Avvocati abbiano rapporti di lavoro e/o di parentela con il Presidente o con qualche componente della Giunta regionale.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha risposto: «Anche noi abbiamo appreso dai giornali questa notizia di un’eventuale acquisizione di crediti del Casinò, e sempre dai giornali abbiamo appreso i nomi degli Avvocati (uno di Milano e uno di La Spezia), che hanno poi dichiarato che questa ipotesi non è andata in porto. Ancora una volta attraverso gli organi di stampa, abbiamo appreso dell’interessamento dell’acquisizione di crediti da parte della famiglia Lefebvre, ma in merito non sappiamo nulla. Tengo a precisare che nessun condizionamento c’è stato tra questa ipotesi e le nostre decisioni assunte sul bilancio, mentre sul concordato non siamo mai intervenuti, in quanto rapporto tra Amministratore unico e Tribunale.»
Il Consigliere Roberto Cognetta, nella replica, ha osservato: «Io ho notizia del coinvolgimento di Avvocati del Foro di Aosta. Questo è un vero dilemma. Auspico che non ci siano più fraintendimenti del genere e che non sussistano collegamenti tra professionisti aostani legati in qualche modo a chi gestisce il dossier Casinò.»
Con un’interrogazione a risposta immediata posta nella seduta consiliare del 3 luglio 2019, il gruppo ADU-VdA ha affrontato la questione dei licenziamenti al Grand Hôtel Billia.
In particolare, la Capogruppo Daria Pulz ha chiesto «se siano state ottemperate le indicazioni previste dall’accordo dell’11 febbraio 2019 tra la Società Casinò de la Vallée Spa e le Organizzazioni sindacali, in merito alla ricollocazione del personale licenziato dal Grand Hôtel Billia con posti di lavoro esterni all’Azienda presso enti e istituzioni partecipate indicati dalla Regione stessa.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha risposto: «La Casino de la Vallée Spa ci ha comunicato che il 31 maggio si è completato il percorso di licenziamenti nel ramo alberghiero della Società. In ottemperanza a quanto previsto dall’accordo sindacale dell’11 febbraio, la Società ha avviato una serie di iniziative volte a mantenere l’impegno definito al punto 6 dell’accordo, relativamente ai lavoratori licenziati. Allo stato attuale, visto il breve lasso di tempo intercorso dal termine dei licenziamenti, non tutti i lavoratori hanno ancora fornito i propri curricula, ad oggi solo 15 lavoratori hanno provveduto. L’area risorse umane sta comunque sollecitando i lavoratori a fornirlo quanto prima.»
Il Presidente Fosson ha poi elencato le azioni poste in essere dalla Società, «che ha già avviato consultazioni con alcune agenzie di lavoro interinale sul territorio per la sottoposizione dei curricula e per valutare la costruzione di un percorso di outplacement per i lavoratori in oggetto; segnalato nominativi alla Fondazione per la formazione professionale turistica per eventuali docenze; trasmesso all’associazione degli albergatori ADAVA l’elenco dei lavoratori per la pubblicazione sulla sezione lavoro dei loro profili; segnalato all’Amministrazione regionale l’elenco di tutti i lavoratori usciti appartenenti a categorie protette, di operai con eventuali specializzazioni e l’elenco dei lavoratori licenziati suddivisi per tipologia professionale. Infine, è stato predisposto l’elenco dei lavoratori usciti per la preparazione di una graduatoria su cui applicare il diritto di precedenza da attivare al termine del periodo di preavviso contrattuale.»
La Consigliera Daria Pulz ha replicato: «Non si deve mai affrontare con superficialità il tema del lavoro, perché dietro al piano di ristrutturazione aziendale ci sono dipendenti e famiglie in difficoltà. Non bisogna dimenticare che parliamo di un ambiente ad alto tasso di clientelismo, con situazioni di privilegio economico, ma non sbagliamoci: non tutti i lavoratori del Casino hanno navigato nell’oro.»
Il gruppo Movimento 5 Stelle ha illustrato un’interrogazione a risposta immediata per conoscere la tempistica per il ripristino della funzionalità della Biblioteca comprensoriale di Châtillon.
«Stiamo parlando di una struttura che è il fondamentale presidio culturale per l’intero territorio di riferimento – ha dichiarato il Vicecapogruppo del M5S, Luigi Vesan -. Il 2 novembre 2018 la Biblioteca è stata chiusa per lavori di ristrutturazione e il servizio è stato trasferito, dal 17 dicembre, nella sede provvisoria presso l’ex-Hôtel Londres, sempre a Châtillon. Purtroppo, la limitatezza degli spazi disponibili ha fatto finire in magazzino oltre 30.000 pubblicazioni, il pensionamento di una risorsa ha ridotto l’orario, ci sono problemi per l’accesso dei disabili e, soprattutto, a distanza di sette mesi i lavori presso la Biblioteca non sono ancora neppure iniziati.»
L’Assessore ai beni culturali, Laurent Viérin, ha concordato sull’importanza della Biblioteca di Châtillon «che serve una grande parte del territorio, tuttavia tengo a sottolineare che in quella zone vi è anche la Biblioteca di Saint-Vincent con la quale ci siamo organizzati attraverso accordi: siamo riusciti a coprire dei turni di personale per avere un orario di apertura integrato e offrire un servizio continuo. Inoltre, è stato migliorato il prestito interbibliotecario e nel giro di qualche giorno i documenti richiesti vengono recapitati all’utente.»
L’Assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello, ha parlato degli interventi da realizzare nella Biblioteca: «Si tratta della riqualificazione della centrale termica per un costo di 95 mila euro e i cui lavori termineranno entro il mese di ottobre, nonché della messa a norma in materia di prevenzione antincendio, per un ammontare di 250 mila euro di lavori che potranno essere consegnati a novembre 2019 al fine di poter essere operativi presumibilmente per la fine dell’anno.»
Il Consigliere Luigi Vesan, nella replica, ha commentato: «Con queste risposte diamo un po’ di speranza agli abitanti di Châtillon e dintorni. Tuttavia, se le pratiche per l’assegnazione dei lavori fossero state fatte lasciando aperta la vecchia biblioteca forse il disagio sarebbe stato minore.»
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha posto un’interrogazione a risposta immediata per conoscere la posizione della Regione in merito al Piano concordatario della Casino de la Vallée Spa.
«Il 9 luglio prossimo è stata fissata la convocazione dei creditori, che possono già esprimersi in merito al Piano concordatario ai sensi delle leggi di riferimento – ha spiegato il Consigliere Stefano Aggravi -; chiediamo quindi al Presidente se la Regione che, oltre ad essere il principale azionista della Casino de la Vallée risulta anche creditore della procedura per quanto attiene alla cosiddetta “decade”, abbia già provveduto alla trasmissione del proprio voto in merito al Piano concordatario.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha risposto: «Non sono debiti chirografari, sono privilegiati. Abbiamo fatto un approfondimento e sulla base del disciplinare sulla gestione della Casa da gioco gli Uffici hanno chiesto di riconsiderare la natura del proprio credito quale credito privilegiato. E se è privilegiato non si vota.»
Il Consigliere Stefano Aggravi, nella replica ha evidenziato: «Io ho chiesto se il Presidente ha votato, non di che natura fosse il credito. Poteva tranquillamente esprimere il proprio voto, se poi viene riconosciuto il privilegio, il voto non crea alcun problema.»
Con un’interrogazione, il gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza VdA ha affrontato la questione degli infortuni nei luoghi di lavoro, chiedendo quali interventi siano stati effettivamente messi in campo per quanto attiene alla prevenzione e per promuovere la sicurezza.
L’Assessore alle politiche del lavoro, Luigi Bertschy, ha risposto: «Per quanto attiene alle competenze regionali, si fa riferimento al Comitato regionale di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro, cui competono programmazione e indirizzo delle attività di prevenzione e vigilanza. Le attività svolte spaziano dall’approvazione del protocollo di intesa tra INAIL di Aosta, Regione e USL per la realizzazione di un programma di azioni e interventi per rafforzare il sistema regionale della prevenzione, alla formazione dei docenti delle Istituzioni scolastiche di secondo grado sulla sicurezza sul lavoro e l’organizzazione di un workshop dedicato alle aziende del territorio. Sono state poi adottate due delibere: una sull’accordo attuativo tra Regione, USL e INAIL per la realizzazione di interventi formativi e informativi finalizzati alla promozione della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro; l’altra sulla convenzione tra Regione e INAIL per l’inserimento lavorativo di soggetti con disabilità sopravvenuta a seguito di incidenti sul lavoro. È poi in fase di studio la definizione di percorsi formativi da fare adottare agli enti di formazione accreditati. In generale, stiamo dando attenzione all’organizzazione di attività di sensibilizzazione sulla cultura alla sicurezza; in particolare, un evento è in programma il prossimo autunno.»
L’Assessore Bertschy è poi passato a dettagliare la situazione valdostana, «che risulta in controtendenza, registrando una diminuzione degli infortuni: nel 2017 ce n’erano stati 1.566, mentre nel 2018 sono stati 1.495. Nel 2017 si sono registrati due decessi, nel 2018 uno. Nel panorama nazionale, la nostra regione si colloca al secondo posto dopo la provincia di Trento, rappresentando un esempio virtuoso del lavoro svolto in questi anni. Tutte queste attività hanno maggior valenza se collocate in un contesto in cui imprenditori e lavoratori pongono la massima attenzione al problema. Per fortuna in Valle d’Aosta è abbastanza diffusa questa cultura ma noi miriamo all’obiettivo di migliorare ancora la situazione.»
La Consigliera Daria Pulz ha replicato: «Abbiamo voluto richiamare l’attenzione su un bollettino di guerra silenziosa che in Italia provoca tre vittime al giorno, che ci parla di un Paese impotente di fronte alle problematiche che contano davvero. Il lavoro è un diritto umano fondamentale, è fonte di vita, di realizzazione personale. Morire per il lavoro ai nostri giorni è inconcepibile. I dati fanno registrare per il 2018, a livello nazionale, 1.113 morti sul lavoro e 641 mila infortuni, con una preoccupante crescita di quasi il 6% rispetto al 2017; da gennaio a maggio 2019 ci sono già 391 vittime. Nella nostra regione per fortuna c’è un decremento del 4,5% sia di decessi sia di infortuni. È fondamentale la formazione professionale costante per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Continuiamo a vegliare insieme, anche in Valle d’Aosta, su questo tema importantissimo.»
Con un’interrogazione, il gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne ha affrontato il tema dell’attuazione del progetto Open Source, chiedendo quali fasi della migrazione verso questi sistemi informatici siano stati attuati e quando il progetto verrà concluso.
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, nella risposta, ha sottolineato che «l’intendimento del Governo regionale è di proseguire nel percorso intrapreso, sulla base delle risultanze del documento di analisi e delle attività già avviate, che non sempre hanno dato esiti completamente positivi e hanno richiesto un adeguamento degli applicativi. Non appena si avrà certezza di aver individuato le soluzioni per superare tutte le criticità registrate nel corso della rilevazione, potranno essere stanziate, a partire dal bilancio 2020, le risorse necessarie per definire il processo di migrazione (circa 216 mila euro). Il tempo ipotizzato per gli interventi è di circa 24 mesi.»
Il Presidente Fosson ha poi ripercorso le varie fasi, a partire dal 2016 quando è stato approvato lo studio di fattibilità realizzato dalla società INVA, finalizzato all’introduzione, presso l’Amministrazione regionale, di soluzioni open source come strumenti di produttività individuale. «Nello specifico – ha spiegato Fosson -, è stata evidenziata, in linea generale, la fattibilità di migrazione dei prodotti commerciali Microsoft Office verso software di tipo “Open Source”, indicando come soluzione preferibile l’utilizzo di LibreOffice. La società INVA Spa ha concluso nel luglio 2018 la sua analisi, raccogliendo in un documento anche i risultati emersi dopo aver sottoposto agli utenti regionali, in due momenti diversi, alcuni questionari. Sono state quindi evidenziate alcune criticità in termini di compatibilità, in particolare su applicativi sviluppati con tecnologia Microsoft ACCESS, ragione per cui sarà comunque necessario mantenere circa 250 postazioni (oltre il 10% del totale) con tale sistema. Altre criticità interesserebbero i documenti generalmente forniti da soggetti esterni all’Amministrazione regionale. In questi casi INVA propone di richiedere al soggetto esterno la possibilità di utilizzare formati gestibili dall’Amministrazione, eventualmente su alcune postazioni condivise sulle quali mantenere Microsoft Office installato. Il documento di INVA evidenzia l’obiettivo di ridurre le licenze Office da 2500 a 250 e di adottare nuovi formati standard per i documenti, delineando le macro fasi del processo di migrazione. Il Dipartimento Innovazione ed agenda digitale ha quindi operato sui seguenti fronti: installazione di LibreOffice su tutte le postazioni regionali che nell’ambito delle regolari attività di sostituzione dei PC degli utenti vengono aggiornate, come prassi operativa, alle nuove versioni di LibreOffice; riprogettazione/riscrittura di alcuni applicativi per renderli compatibili con la suite LibreOffice, tra cui il sistema di gestione delle pratiche dei disabili (ARDI), avviata nel 2017 e attualmente in produzione.»
Il Capogruppo di RC-AC, Alberto Bertin, ha replicato: «È un argomento del quale mi sono interessato da tempo e che ritengo di particolare importanza perché non è solo uno strumento per costruire un sistema partecipativo, ma perché può portare a significativi risparmi alle amministrazioni grazie alla transizione dai sistemi proprietari al software libero. Siamo in una fase di spending review: questo sarebbe stato un modo per avere economie di almeno mezzo milione di euro. Molte Regioni italiane ed europee, tra le quali la Baviera, hanno il progetto di migrare integralmente verso l’open source. È un modo innovativo per immaginare l’Amministrazione. Sollecito quindi a intraprendere un percorso lineare per raggiungere l’obiettivo il più presto possibile, che fino ad ora ha funzionato a singhiozzo dopo l’impegno del 2015 da parte del Consiglio e lo studio di fattibilità realizzato da INVA. Avremmo potuto essere la prima Regione in Italia, ma vista la tempistica non lo saremo. Su questo progetto bisognerà anche coinvolgere gli enti territoriali per far sì che tutto il sistema valdostano si orienti in questa direzione. Non è semplice, ma bisogna intraprendere questo percorso con convinzione per le evidenti ricadute positive in termini di risparmio.»
Con un’interpellanza discussa al termine della seduta consiliare , il gruppo Mouv’ ha parlato della società Cervino Spa.
In particolare, il Consigliere Roberto Cognetta, richiamando recenti fatti di cronaca «legati ad un presunto abuso edilizio», ha chiesto se sia intenzione del Governo regionale dare indicazioni alla società Finaosta per avviare un’indagine sulla società Cervino Spa, al fine di rilevare eventuali profili di illegittimità rispetto alla condotta del suo Presidente. «Riteniamo inoltre opportuno che i risultati siano presentati nel più breve tempo possibile alla Commissione consiliare competente, rendendo così edotto il Consiglio sulle risultanze di tale indagine, in modo da effettuare consapevolmente eventuali scelte politiche.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha risposto: «Mi chiedo quale sia la competenza di questo Consiglio in merito alla situazione cui si fa riferimento. Peraltro, è in corso un’indagine e non possiamo che attendere le risultanze. Mi sono premurato anche di contattare Finaosta, che concorda su questa posizione, attendendo gli sviluppi della questione.»
Il Consigliere Roberto Cognetta (Mouv’) ha replicato: «Possibile che come Amministrazione dobbiamo aspettare la magistratura senza poter far nulla? Un Consigliere che ravvisa una palese ingiustizia non può fare nulla? Allora siamo inutili, così anche come Finaosta, che non ha un organismo di controllo. Presidente Fosson la sua risposta è ridicola: possibile che la Finaosta non controlli? Allora non serve a nulla.»
I lavori sono sospesi e riprenderanno, giovedì 4 luglio, alle ore 9.00.
Pubblicato / aggiornato
il 03/07/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione