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Da settembre, CIR obbligatorio per gli appartamenti turistici

Da settembre, CIR obbligatorio per gli appartamenti turistici

Confcommercio Valle d’Aosta lo considera uno strumento per migliorare l’offerta e contrastare l’abusivismo nel settore, “che danneggia quanti operano nel rispetto delle leggi”.
Presso il Ministero delle politiche agricole, alimentaari, forestali e del turismo sarà istituita una banca dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati alle locazioni brevi presenti sul territorio nazionale, individuati per mezzo di codice identificativo, da utilizzare in ogni comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza.
Dal 1° settembre, il Codice identificativo di riferimento dovrà essere indicato su tutti gli strumenti pubblicitari e di promozione  e commercializzazione dell’offerta, online e offline. L’obbligo di esposizione sarà a carico di chiunque pubblicizzi, promuova o commercializzi: gestori stessi, intermediari immobiliari, gestori di portali telematici.
Il presidente di Confcommercio Vda, Graziano Dominidiato, precisa: “Per l’entrata in vigore del codice identificativo, il governo deve ancora emettere i decreti attuativi; nel frattempo è auspicabile che anche la Regione Valle d’Aosta, così come altre regioni hanno già fatto, legiferi in materia“.

Il co-fondatore dell’Home sharing Club Valle d’Aosta, Claudio Pica, invita coloro che locano i loro appartamenti a turisti a non effettuare alcuna operazione fin quando non saranno emanati i decreti attuativi: “Nessuno conosce con certezza tempo, modalità e adempimenti. Non appena saranno emanate notizie certe sarà mia cura darne diffusione, in modo che ogni proprietario possa adeguarsi alle normative vigenti“.  

L’Adava (Associazione degli Albergatori della Valle d’Aosta), fa presente che l
‘inosservanza di tale disposizione comporta l’applicazione della sanzione pecuniaria da 500 euro a 5.000 euro. In caso di reiterazione della violazione, la sanzione è maggiorata del doppio. E il presidente Filippo Gérard dichiara: “Il lavoro non si esaurisce comunque qui. Il codice identificativo nazionale rappresenta solo il primo passo di un percorso strategico, che deve proseguire introducendo un set minimo di regole in materia igienico sanitaria, urbanistica e condizioni di esercizio a tutela dei nostri ospiti e della stessa immagine turistica della nostra regione. Senza poi dimenticare l’improcrastinabilità dell’introduzione anche per le locazioni turistiche brevi dell’imposta di soggiorno. Ricordo infatti che ad oggi solo gli ospiti delle strutture ricettive riconosciute sono obbligate a versare questo contributo, nonostante siano poi tutti a usufruire dei servizi e delle iniziative realizzate grazie a questo gettito (ad esempio animazioni musicali, trasporti gratuiti, mercatini di natale, etc.). È quindi indispensabile procedere quanto prima con l’approvazione (in maniera coordinata con la disciplina nazionale) del disegno di legge regionale sul quale l’Assessorato regionale al Turismo ha lavorato negli ultimi mesi con energia, determinazione e competenza. Ribadiamo per l’ennesima volta che consideriamo la locazione turistica una risorsa per l’offerta turistica regionale, ma che contestualmente sia necessario regolamentarla nel comune interesse degli ospiti che frequentano la Valle d’Aosta e degli stessi locatori che già oggi trovano posto in qualità di associati all’interno di Adava e vedono nel delegatoPatrick Therisod il rappresentante delle CAV, le Case e Appartamenti per Vacanze. Riteniamo questa sia la risposta più chiara della visione non protezionistica di Adava e la dimostrazione che la nostra associazione è aperta a tutti coloro che operano seriamente e professionalmente nel mondo dell’ospitalità valdostana”.
“Fa infine sorridere -conclude Gérard – la recente posizione di altre associazioni che solo due anni fa stringevano accordi con la locale community di Airbnb (che a livello nazionale ha in corso un contenzioso con il fisco per il recupero di imposte dovute per più di 250 milioni di euro e che ha già annunciato impugnerà il provvedimento che introduce il codice identificativo) e che oggi salgono sul carro dei vincitori pur non avendo mai preso né pubblicamente né nelle varie riunioni che si sono svolte in assessorato una posizione veramente chiara sul tema”.

Pubblicato / aggiornato il 03/07/2019 alle 12:00
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Categoria: Economia e Lavoro