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Non convince l’accordo con Rete civica

Non convince l’accordo con Rete civica

Il quesito
Accordo che è stato firmato dai consiglieri di Alpe, Epav, Front valdôtain, Pour notre Vallée, Rete civica, Stella alpina, Union valdôtaine e Union valdôtaine progressiste.
Abbiamo chiesto ai nostri lettori se approvano la modalità di gestione della trattativa (fra eletti e non fra partiti), se condividono i 14 punti dell’accordo,  se pensano che la nuova maggioranza possa durare i 12 mesi o che possa prolungarsi anche oltre. È stata offerta la possibilità di commentare con nome e cognome oppure in forma anonima.
Le risposte sono andate anche oltre i quesiti proposti.

Le risposte
Non mi è piaciuto poiché è stato anomalo, senza coinvolgimento dei partiti (cosa strana e inconsueta… forse ne avevano paura). I punti sono variegati e infiniti, fattibili in tre legislature. In più, con anime poliche così distanti, non credo ci sarà accordo a meno che non usino la tecnica del rinvio ad oltranza (un tavolo tecnico non si nega a nessuno). Dureranno di più di un anno, tranne eventi terzi inaspettati. Dopo il primo anno diranno che ci vuole ancora tempo per realizzare punti non compiutamente trattati“, è stato il primo commento che ci è arrivato.

Non ho mai visto di buon occhio gli inciuci di palazzo ma, siccome una volta eletti sono più propensi a tradire il mandato degli elettori, in caso di crisi di maggioranza cercano accordi per rimanere attaccati alle poltrone. Il mio personale parere su Rete Civica con gli Autonomisti non può che essere negativo. Motivazione: aver salvato ancora UV da una condanna definitiva, attraverso l’esercizio del voto negato. Questo mi basta! Il Popolo della Valle d’Aosta ha perso una grande occasione per liberarsi da un regime che lo opprime ormai da tanti anni. Tutto questo va imputato tra gli altri Partiti che appoggiano le scelte di UV, anche Rete Civica“, ha commentato Angelo Spanò.

Non entro nel merito dei contenuti però l’accordo mi sembra qualcosa di nuovo rispetto a ‘esco dalla maggioranza’, ‘entro nella maggioranza’, ‘al voto! al voto!’ a cui siamo abituati negli ultimi anni. Almeno un tentativo. Sulle domande: Quali movimenti? Tutti, negli ultimi anni, hanno cambiato nome e/o alleanze e/o leadership e/o linea. Cosa rappresenta chi?Almeno gli eletti hanno un nome, un cognome e un volto. Sono 14 punti concreti, se si parla di questo e non di aria fritta è positivo. Se il desiderio di farsi vedere è superato dalla voglia di affrontare i problemi non dureranno oltre i 12 mesi. Magari riescono a imparare a collaborare in 19 o anche più e non solo a criticare gli altri“, anonimo.

Daniele Salfi sostiene che “Sarebbe meglio andare a nuove elezioni. Non ci fanno una bella figura e se la gente si allontana dalla politica ci sarà un motivo. Se sono sicuri che il programma è quello giusto non devono avere paura di nuove elezioni. Parola al popolo“.

Prima di tutto bisognerebbe analizzare la ‘follia’ del pensiero di Rete Civica – scrive Simone Nigrisoli -. Ossia entrare in maggioranza per ricattare la maggioranza a fare quel che vogliono loro. Entrano in maggioranza pensando di comandare mentre, secondo me, questo loro atteggiamento gli si ritorcerà contro. Rispondendo alle domande: non c’è stata una vera trattativa ma si è cercato di salvare il salvabile. Pur di tornare alle elezioni, Fosson ha detto di sì e si è assunto lui la responsabilità di gestire poi, in futuro, le pretese di Rete Civica. Poi, tra i 14 punti di Rete Civica c’è qualcosa di condivisibile, ma sono lontani anni luci dal mondo autonomista e unionista. Parliamone. Infine io penso, e magari più che altro ho paura, che possano anche durare quattro anni. Proprio perché oramai, pur di non far salire la Lega, tutti sono disposti a cambiare idea dalla mattina al pomeriggio. A meno che la DDA di Torino non ci riservi qualche sorpresa“.

Paola Iseglio si è espressa in questi termini: “I Valdostani auspicano un ritorno a nuove elezioni per affermare il nostro diritto ad avere una maggioranza eletta da noi e non pseudo maggioranze fatte da poltronari e stampelle dell’ultima ora“.

Roger Juglair ha scritto: “Credo che la situazione della Giunta Regionale sia questa [e ha inserito la foto che abbiamo messo in testa all’articolo, n.d.r.]. Ogni cosa è possibile, in cui regna l’incertezza assoluta e tutti sono legati vicendevolmente per non affondare e con un unico obiettivo: non andare alle elezioni“.

Fra i bobini anche il Partico comunista, che ha scritto:”Come è possibile approvare l’azione di Rete Civica, presentatasi alle elezioni come forza di opposizione agli schieramenti regionalisti e poi, al momento politico opportuno, offrire la ‘spalla’ a quelle forze che voleva combattere, dopo essersi divisa dall’altra ‘anima’ di Impegno civico, ADU, e aver – cosa che sembrerebbe più grave – mentito ai suoi elettori ? Visto come sono avvenuti i fatti verrebbe da pensare se IC, presentandosi divisa, avrebbe conquistato i tre seggi e, sempre alla luce dei fatti, si potrebbe pensare che il motivo della rottura con Daria Pulz sia dovuto all’aspirazione di Riccarand di entrare in maggioranza. Come ultima cosa viene da pensare che fine ha fatto la sinistra/civica presentatasi alle elezioni regionali con l’intento di contrastare, ed è per questo che ha avuto tanto consenso, il regionalismo e la lunga egemonia dell’UV ed i suoi alleati“. E poi ha aggiunto: “Facciamo un ragionamento, quale senso ha proporre un sistema presidenzialista e riduzione della percentuale di sbarramento (ma guai toglierlo!) quando si è una forza in grado di eleggere 2 consiglieri su 35? È evidente che si sono già fatti accordi per la coalizione con cui si cercherà di eleggere il famigerato presidente, leggasi: ‘ci date un assessore’. Ora si cerca di buttare un po’ di fumo negli occhi degli elettori con questa formula ambigua, del servizio per la cittadinanza e altre amenità del genere. Quando si sottoscrive un programma di governo, si è in maggioranza. Si sia chiari. Per non parlare di questi esperti, non eletti da nessuno e che, ad oggi, sono tenuti riservati, che dovrebbero affiancare gli assessori. Siamo alla anomalia istituzionale“.

Christian Mafredi scrive: “È inammissibile e inaccettabile non rispettare la volontà degli elettori. Questo ‘nuovo’ governo è illegittimo. Posso accettare un governo transitorio, perché non c’erano più i numeri per avere una maggioranza, ma deve essere transitorio e bisogna ridare agli elettori la possibilità di avere un Governo legittimo. Al voto in autunno“.

E Franco Crétier ha concluso: “A mio avviso è molto semplice: Rete civica, per non andare a elezioni che rischierebbe molto di non rientrare, sta in maggioranza. Fosson fa molto male. perché lui ed altri big non avrebbero problemi alle elezioni, invece così la gente si ricorderà e, la prossima, prenderanno durissimo. Sicuro“.

Il commento
Quindi una maggioranza schiacciante di scettici/contrari. Pur precisando che si tratta di un campione privo di valore statistico.
Del resto, però, paiono pensarla così anche gli unionisti e gli stelluti: il fatto che non abbiano approvato il documento di accordo ma si siano limitati a prenderne atto o visione dovrebbe dirla lunga.
E dovrebbe non passare inosservato che alcuni eletti abbiano cercato di sostenere, in Consiglio Valle, che tutti i partiti e movimenti avevano approvato l’accordo, quando è palesemente falso.
Altrettanto significativo infine che, al Conseil fédéral dell’Union valdôtaine di venerdì 5 luglio, non ci fosse il numero legale necessario per deliberare validamente. Forse perché qualcuno non voleva correre il rischio di vedere l’accordo con Rete civica smentito dal massimo organismo decisionale del proprio partito?

Pubblicato / aggiornato il 07/07/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione