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Pulz: Rete civica nostalgica del soviet supremo

Pulz: Rete civica nostalgica del soviet supremo

La preoccupazione del consigliere era relativa al rispetto del principio di trasparenza e riservatezza, visto che questi referenti saranno anche esterni al Consiglio Valle: “Il 3 aprile – ha ricordato – è stata approvata all’unanimità una mozione relativa alla pubblicazione degli atti della Regione finalizzata a bilanciare il principio della trasparenza con il diritto alla riservatezza garantito dalla legge sulla privacy. A oggi, non è stata ancora trovata una soluzione, nonostante siano scaduti i 30 giorni previsti. L’intento è rendere disponibili tutte le delibere e i provvedimenti dirigenziali regionali, epurandoli tuttavia dei dati sensibili“. Ma venendo al questio specifico, ha detto: “Quando sono stati sottoscritti gli impegni della nuova maggioranza, si è pensato al problema della privacy? I referenti di Rete civica (pur esssendo talora candidati) non sono stati eletti e, ciò nonostante, avranno accesso a dossier delicati e riservati“.
Il presidente della Regione Antonio Fosson ha risposto: “Nel ribadire la natura politica dell’accordo con Rete civica, ricordo che ci siamo impegnati reciprocamente su una serie di argomenti di cui abbiamo condiviso la natura strategica per lo sviluppo della nostra regione e consegnare alla Valle d’Aosta provvedimenti strutturali sui quali costruire il futuro sociale ed economico della regione. Questa collaborazione si basa, semplicemente, su interlocuzioni politiche per facilitare il raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’intesa, pertanto, Rete Civica ha indicato dei referenti politici che seguiranno con i componenti del governo l’avanzamento dei dossier nel rispetto della normativa vigente in materia di accesso agli atti. Nessun atto di natura riservata può essere e sarà fornito a estranei“. Rispetto alla mozione, Fosson ha risposto: “I tempi si sono dilatai per la difficoltà del contesto generale. Con inizio settembre sarà possibile la pubblicazione di provvedimenti dirigenziali e delibere che non contengono dati personali“.
Pulz ha replicato: “Se l’intenzione è di creare un governo ombra lo si può fare ma, con questa supposta squadra di esperti non eletti né inquadrati come consulenti, i principi della democrazia rappresentativa sono messi in discussione. Rete civica entra in maggioranza de facto ma la gente non deve accorgersene, poi fornisce supporto tecnico per la creazione delle Commissioni, poi impone un programma militaresco che si va a sovrapporre a quello dei partiti, senza specificare se, a cronoprogramma eventualmente fallito, si andrà e elezioni o cosa. Parte della sinistra è dunque nostalgica del modello del soviet supremo“.

Pubblicato / aggiornato il 10/07/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione