È polemica fra Lega, Mouv’ e Rete civica sul piano ferroviario
La Lega Vallée d’Aoste commenta che avrebbe preferito approvare il Programma Strategico solo dopo l’approvazione del Piano Regionale dei Trasporti, ancora in itinere.
“Siamo convinti che sia necessaria una visione di insieme che abbracci tutto il sistema dei trasporti. Approvare il Programma Strategico prima del Piano Regionale dei Trasporti non è nient’altro che una questione di bandierina. È infatti evidente che, a dispetto delle numerose lacune e incongruenze del programma strategico, qualcuno aveva l’urgenza di dimostrare che il cronoprogramma del neo accordo politico-amministrativo fosse rispettato“, commenta la Lega, che aggiunge: “Nonostante ciò, durante la discussione in aula, la Lega ottenuto un importante risultato riuscendo a inserire un emendamento, sottoscritto anche dai colleghi di Mouv’, di Valle d’Aosta che cresce e, dopo una breve concertazione, anche dell’Assessore ai Trasporti e dalla Presidente del Consiglio, che apre alle valutazioni su altre forme complementari di finanziamento delle opere previa valutazione giuridica ed economica. Quanto esposto nel Programma fa presagire infatti forti difficoltà nel reperimento di risorse utili a finanziare il Piano: per questo motivo la presentazione della nostra proposta vuole dare maggior concretezza e realtà a quello che potrebbe restare un semplice libro dei sogni“.
«Con l’approvazione del programma strategico, il Consiglio regionale e il Governo hanno preso altro tempo per decidere cosa fare della nostra ferrovia e, soprattutto, non hanno detto nulla rispetto a dove trovare i soldi per qualsiasi soluzione si decida di adottare», ha commentato Mouv’ spiegando la propria astensione.
«Questo provvedimento – aggiungono i Consiglieri di Mouv’ – è l’ennesimo libro dei sogni, che, nel disperato tentativo di giustificare l’entrata in maggioranza, il gruppo di Minelli e Bertin ha voluto far approvare in fretta e furia per appuntarsi la medaglia di risolutori di problemi. Peccato che il piano non indichi nessuna soluzione definita, sia pieno di errori e sia stato approvato prima del Piano regionale dei trasporti a cui è sotto ordinato: infatti, il PRT traccia le linee generali mentre questo Programma parla solo di una parte di tutto il traporto valdostano».
«Noi non votiamo piani farlocchi e libri dei sogni – concludono i consiglieri Ferrero, Cognetta e Gerandin –: noi votiamo i provvedimenti seri e concreti. La ferrovia ha bisogno di una soluzione chiara, univoca e soprattutto con l’indicazione di risorse certe da utilizzare. I valdostani sono stufi dei sogni, vogliono che i problemi siano risolti.»
A queste accuse risponde Rete civica: “Fa tristezza leggere le ragioni dell’astensione di Mouv, movimento che ‘farebbe’ parte del Comitato VdA Riparte, di fronte al risultato dell’approvazione del Programma Strategico degli Interventi per la Ferrovia. Un provvedimento in ritardo di due anni sulla prescrizione di legge, frutto di un lungo lavoro di elaborazione, confronto e analisi e di partecipazione civile e politica. Secondo Mouv non si doveva approvare! Bisognava aspettare ancora, verificare, discutere, rimandare ecc ecc. Tirarla in lungo: in attesa di cosa? Mouv continua nello stesso errore che ha portato, in questi anni, la ferrovia valdostana nello stato pietoso in cui è: aspettare che Roma decida per noi. Alla faccia dell’autonomia. Per Rete Civica l’autonomia va esercitata e la volontà politica di questa Regione è ben descritta da questo documento che ora definisce le cose da fare, come procedere sui nodi che restano aperti e come reperire i fondi necessari“.
Secondo rete civica, Mouv’ “dovrebbe sapere che il più grande ostacolo all’ammodernamento della ferrovia è sempre stata la diffidenza degli interlocutori nazionali su quale fosse la volontà politica della Valle d’Aosta. Ora questa volontà è chiaramente espressa e con essa anche la disponibilità ad investire. Il Governo regionale ha ora definito la direzione strategica verso la quale andare e ha le risorse politiche per lavorare. RFI, con la garanzia di una Regione seriamente interessata, metterà la maggior parte delle risorse necessarie“.
Rete civica ritiene vuota “l’affermazione che il Programma Strategico debba essere subordinato al Piano regionale dei Trasporti. Non ce n’è ragione alcuna mentre è evidente che il PRT dovrà contenere e coordinare le indicazioni decise oggi sulla spina dorsale del trasporto pubblico locale. Ovvero la ferrovia. La chiosa su Rete Civica tradisce la coda di paglia di chi, ossessionato dal desiderio di sciogliere il Consiglio, non vede i passi concreti che si possono fare e i vantaggi per la comunità“.
Pubblicato / aggiornato
il 12/07/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione