Ribandita l’accoglienza
(©UsipVdA) -
Un'iniziativa Uisp di integrazione dei richiedenti asilo svolta nel marzo 2016
Il bando
La Presidenza della Regione autonoma Valle d’Aosta ha pubblicato il bando europeo per l’affidamento biennale dei servizi di gestione di centri di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale, costituiti da singole unità abitative.
L’indizione della procedura gara si è resa necessaria in quanto la precedente, scaduta il 21 giugno 2019, è andata deserta, non essendo stata presentata alcuna offerta. La scadenza della presentazione delle offerte è fissata al 30 settembre 2019.
Critica la Lega Vallée d’Aoste
«Aver prorogato il vecchio appalto ai costi precedenti (35€ invece dei 21€ disposti dal Ministero dell’Interno), sancisce di fatto che, nonostante l’indisponibilità delle cooperative all’adeguamento, per altri quattro mesi la comunità dovrà sborsare ulteriori costosi oneri per mantenere a colazione, pranzo e cena gli ospiti dei centri di accoglienza sul territorio», scrive Lega Vallée d’Aoste in una propria nota.
La Lega sostiene che l’intervento di riduzione «non ha fatto altro che adeguarsi agli standard europei, gli stessi standard a cui spesso ci si appella come esempio per altri temi, e che invece, fino a ieri, ci vedevano inesorabilmente fra i primi. Sui 28 Paesi dell’Unione europea, solo quattro spendevano più dell’Italia per l’accoglienza. Questa riduzione è stata, peraltro, anche apprezzata dall’ex Presidente dell’Anac Raffaele Cantone, che aveva spiegato come vedesse “positivamente l’intervento sul piano della razionalizzazione degli interventi economici. Ci sono ancora tantissimi immigrati – aveva dichiarato – sistemati in case private in realtà più o meno approssimative nelle quali spesso si spende molto più del necessario“».
Una spesa per un lavoro di integrazione che la Lega giudica «vano se si consultano i dati disponibili sull’accoglienza presenti nel sito della Regione. Le tabelle, risalenti a fine 2016, evidenziano che dei 444 accolti soltanto 12 hanno ottenuto lo status di rifugiato, sottolineando che tutto questo straordinario lavoro descritto, in realtà, è stato dissipato, con dispendio di soldi ed energie, verso persone che non avevano alcun diritto di rimanere nel nostro Paese».
Pubblicato / aggiornato
il 01/08/2019 alle 13:44
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Categoria:
Politica e Amministrazione