Prete contro il sovranismo a Valtournenche?
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L'articolo pubblicato sul quotidiano La Verità
Nel corso della funzione di sabato 10 agosto, a Breuil-Cervinia, l’officiante – durante la predica – ha espresso il concetto che il sovranismo porta alle guerre.
L’articolo de La Verità
La notizia è arrivata a Francesco Bonazzi, giornalista de La verità, che ha dedicato alla questione un articolo, pubblicato il 12 agosto.
Ha scritto Bonazzi: «In Valle d’Aosta la chiesa è già in campagna elettorale. A Cervinia, al termine della messa prefestiva di sabato scorso, il prete ha pensato bene di fare una tirata contro il sovranismo “che cerca pieni poteri come Hitler”. I nomi di Matteo Salvini e Giorgia Meloni non sono risuonati nella casa di Dio, ma chi aveva orecchi per intendere ha inteso. Ampio brusio di fronte all’azzardato accostamento e dopo, sul sagrato, molti fedeli sono andati a protestare gradatamente con il parroco, il quale si è fatto scudo con l’intervista di Papa Francesco, in cui si esprimevano concetti simili. Peccato che un conto è parlare a un quotidiano, un contro è straparlare dall’altare».
Cos’ha detto Papa Francesco?
Il quotidiano La Stampa ha pubblicato, venerdì 9 agosto, un’intervista rilasciata da Papa Francesco a Domenico Agasso. Vi si legge il dialogo seguente:
«Quali i pericoli dai sovranismi?
“Il sovranismo è un atteggiamento di isolamento. Sono preoccupato perché si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934. ‘Prima noi. Noi… noi…’: sono pensieri che fanno paura. Il sovranismo è chiusura. Un paese deve essere sovrano, ma non chiuso. La sovranità va difesa, ma vanno protetti e promossi anche i rapporti con gli altri paesi, con la Comunità europea. Il sovranismo è un’esagerazione che finisce male sempre: porta alle guerre”.
E i populismi?
“Stesso discorso. All’inizio faticavo a comprenderlo perché studiando Teologia ho approfondito il popolarismo, cioè la cultura del popolo: ma una cosa è che il popolo si esprima, un’altra è imporre al popolo l’atteggiamento populista. Il popolo è sovrano (ha un modo di pensare, di esprimersi e di sentire, di valutare), invece i populismi ci portano a sovranismi: quel suffisso, ‘ismi’, non fa mai bene».
Ma non era don Papone
Abbiamo telefonato a don Paolo Papone, parroco di Valtournenche, per capire meglio la vicenda. Ci ha risposto che non era lui l’officiante bensì don Gianfranco Lombardo, parroco a Mondovì che dal 2006, nel corso dell’estate, sale a Breuil-Cervinia per «dare una mano».

Don Lombardo ha 68 anni, ha letto l’articolo del Papa e, il giorno dopo, ha voluto trasmetterne il messaggio ai fedeli: «Durante la predica mi sono ricordato di questo passaggio. Non ne ho dato un’interpretazione ma mi sono limitato a riferirlo. Purtroppo il giornalista non ha riportato proprio le parole esatte che ho pronunciato, che erano quelle del Pontefice», ci ha spiegato.
E dopo la Messa, sul sagrato, quali sono state le reazioni? «A coloro che si sono avvicinati e hanno espresso stupore ho detto la stessa cosa: non sono parole mie ma di Papa Francesco».
Pubblicato / aggiornato
il 14/08/2019 alle 19:10
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Categoria:
Politica e Amministrazione