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Fa discutere la Commissione speciale per la riforma della legge elettorale regionale

Fa discutere la Commissione speciale per la riforma della legge elettorale regionale (©Consiglio Valle) - Daria Pulz interviene in Consiglio Valle durante la seduta di giovedì 19 settembre 2019

Giovedì 19 settembre, con l’avvicinarsi della chiusura dell’adunanza del Consiglio Valle, è stata chiesta l’iscrizione di una risoluzione finalizzata alla costituzione di una Commissione consiliare speciale per varare la riforma della legge elettorale regionale in senso maggioritario. Proposta dalla maggioranza e accolta dal Movimento 5 Stelle, prevedeva una composizione con cinque membri e l’impegno a concludere i lavori entro novembre 2019.

Una data non scelta a caso: è quella indicata dal documento dei “reciproci impegni” che ha portato Rete civica ad appoggiare la maggioranza con i propri due voti. Nel documento è descritta come: «una legge che consenta trasparenza, stabilità e rappresentanza. Una legge che dia la possibilità agli elettori di scegliere direttamente il governo della Regione. L’autorità esecutiva ricadrà esclusivamente su un organo legittimato direttamente dal popolo, nella forma, alternativa, dell’elezione diretta del Presidente o dell’intera Giunta, conoscendo in anticipo il suo programma e la sua maggioranza. Una legge, inoltre, che tuteli la rappresentatività abbassando l’attuale soglia di sbarramento».

Ma l’iscrizione della risoluzione non ha trovato i voti necessari: ne servivano 24 e ce ne sono stati 23. Sono mancati quelli di Lega, Mouv’, La Valle d’Aosta che Cresce e Adu VdA.

Nasso accusa Pulz

Nelle ore successive, il dibattito è continuato, soprattutto nei confronti di Daria Pulz, accusata immediatamente dopo gli eventi da Manuela Nasso, su Facebook, di essere la responsabile della mancata iscrizione: «la risoluzione volta a chiedere una commissione speciale per trattare il tema della riforma elettorale non è stata nemmeno iscritta grazie al voto determinante di ADU che passa il tempo a parlare di democrazia ma che a quanto pare quando si può fare davvero qualcosa per dibattere preferisce mettere davanti ripicche personali…peccato.
Che delusione amara della collega Pulz con la quale vado d’accordo e a cui ho appena detto in faccia cosa penso.
Forse ho scritto questo post un po’ di getto ma sono davvero presa dallo sconforto.
Chissà se verrà mai il giorno in cui in politica verranno messi prima i temi e dopo le persone. Io ci spero.
Ricordiamoceli questi atti
».

La Lega contro il M5S

La Lega ha dato la sua lettura di quanto accaduto: «In questo modo, uno dei punti cardine della “Piattaforma Riccarand”, finisce per rappresentare un vero e proprio coltello piantato sul tavolo della maggioranza. 

Dopo questo tentativo di colpo di mano della maggioranza non andato a buon fine, qualche dubbio viene spontaneo. Per quale ragione si rende necessaria la creazione di una Commissione ad hoc per la legge elettorale se questa può essere portata avanti nella I Commissione che può darsi, se necessario, tempi stretti e tappe serrate? Se la stessa maggioranza, allargata al M5S, sottolinea la “complessità di tale riforma” per quale ragione vuole invece chiuderla in fretta e furia? E, infine, per quale ragione la richiesta arriva solo dopo l’ultimatum rilasciato da Rete Civica a mezzo stampa?

Come Lega Vallée d’Aoste riteniamo che, la risoluzione presentata, non sia altro se non l’ennesimo tentativo di questa maggioranza di rispettare il famoso “cronoprogramma” imposto da Rete Civica in cambio del suo sostegno all’attuale maggioranza. E chi, come il M5S, ha deciso di sostenere con il suo voto una risoluzione il cui unico scopo è quello di tenere in piedi un Governo che in realtà non ha visioni chiare e condivise sulla riforma, è diventato ormai parte integrante di questa maggioranza».

Le ragioni di Ambiente-Diritti-Uguaglianza

Jeanne Cheillon e Alexandre Glarey, portavoce di Ambiente-Diritti-Uguaglianza Valle d’Aosta, il movimento che è rappresentato in Consiglio Valle da Daria Pulz, spiegano così la sua decisione: «Non c’era alcuna urgenza che giustificasse il nostro voto per iscrivere all’ordine del giorno una risoluzione per la costituzione di una commissione speciale sulla legge elettorale. In primo luogo va detto che le risoluzioni si propongono, normalmente, per fatti sopravvenuti rispetto ai termini di presentazione delle iniziative consiliari (12 giorni prima del Consiglio). In questo caso non si capisce quale sia il fatto sopravvenuto, visto che di legge elettorale si parla da tempo, c’era tutto il tempo di iscrivere la mozione per il Consiglio appena trascorso. Se a ciò aggiungiamo che quella risoluzione proponeva un contingentamento dei tempi per approvare una legge, quella voluta da rete civica, di cui nessuno ha copia e quindi senza alcun vaglio tecnico, il voto contrario era obbligato. 

Regolamento alla mano, nulla impedisce alla maggioranza di portare in aula questa proposta con modalità e tempi ordinari, come sottolineato poc’anzi. Lo faccia, se davvero crede, compattamente, nella improcrastinabile necessità di modificare la nostra forma di governo. Noi continueremo a votare contro, per ovvi motivi. In particolare, perché la materia elettorale è degna di un dibattito non “riduzionista”, come invece pretenderebbe rete civica. Le implicazioni sul rapporto elettori (e astenuti)/rappresentanti, ma soprattutto le problematiche tecniche, legate alla necessità di garantire che una nuova, eventuale, legge elettorale sia una legge possibilmente stabile e in grado di rivitalizzare la partecipazione democratica in  Valle d’Aosta, richiedono studio e approfondimento. Quindi, tempo e serietà. Pretendere di fare una commissione speciale, partendo da una confusa proposta elaborata da non-tecnici, per bruciare i tempi e accontentare chi, come rete civica, impone, per inseguire la sua visione ideologica, di dettare l’agenda del governo ed ora anche del consiglio è dimostrazione di protervia e miopia istituzionale. Altro che personalismi e ripicche. È una questione di serietà!».

La risposta di Mossa alla Lega

Alla Lega risponde, su Facebook (sabato 21 settembre) Luciano Mossa: «A noi del cronoprogramma poco importa, quel che conta è che questa può essere l’occasione valida per realizzare qualcosa di concreto.

Si potrebbe istituire una commissione speciale per lavorare sulla riforma istituzionale, per dare alla nostra regione un Governo stabile, una legge elettorale che metta la parola fine ai ribaltoni del mal di pancia e un Consiglio più omogeneo al posto di questo un minestrone di forze politiche diverse nel DNA.

Delle scadenze non ce ne importa nulla del lavoro invece si, molto.

Tutto è discutibile, tutto è migliorabile ma di sicuro non nascosti dietro una barricata a lanciare i sassi.
È facile chiudersi a riccio e additare chi lavora seriamente per il bene dei cittadini. Senza contare che quelli che additano ci sono stati davvero in maggioranza con quelli che oggi criticano, ma l’amnesia, a quanto pare, è un problema diffuso.

Se tutta l’energia e l’impegno che impiegano per studiare come mettere i bastoni tra le ruote a chi fa la incanalassero per dare una mano, potrebbero davvero dare un grosso contributo ai lavori.

Perciò la smettessero di fare i bambini che bucano il pallone per non far giocare gli altri e si mettessero a tavolino con noi a lavorare su leggi valide per i valdostani.

I cittadini hanno bisogno di provvedimenti, non di liti».

Pubblicato / aggiornato il 21/09/2019 alle 19:33
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Categoria: Politica e Amministrazione