Una rete di protezione delle famiglie in ambito oncologico
(©Laura Agostino per bobine.tv) -
La conferenza stampa di presentazione del progeto Protezione famiglie fragili in ambito oncologico, mercoledì 25 settembre 2019
Nell’ottobre 2019 diventerà attivo il Progetto Protezione famiglie fragili in ambito oncologico, organizzato dall’Azienda Usl della Valle d’Aosta in collaborazione con la Rete oncologica Piemonte e Valle d’Aosta, dopo tre anni di lavoro preliminare.
Angelo Pescarmona (Commissario Azienda Usl Valle d’Aosta) ha spiegato che il progetto «Si rivolge alle famiglie che, oltre ad avere fragilità, sono colpite da un evento oncologico, che aggrava la situazione. Medico, psicologo e assistente sociale si faranno carico di organizzare progetti individuali per dare la necessaria assistenza. I volontari del soccorso saranno il veicolo per la gestione delle risorse messe a disposizione e per la promozione di iniziative per la raccolta di ulteriori fondi da destinare a questa attività, che dovrà essere autosufficiente».
Marina Schena (direttore Oncologia ed Ematologia oncologica) ha affermato che questo progetto ricalca quello «già collaudato a Torino e importante perché, quando la malattia oncologica colpisce, non si limita al malato ma coinvolge il suo intero nucleo familiare. In particolar modo se vi sono figli minori. O quando ci sono componenti con un disagio psichico, quando il malato è il caregiver di un altro componente, quando vi sono problematiche di integrazione sociale, linguistica e culturale. O anche problematiche di tipo economico. In queste situazioni, la creazione di una rete di supporto permette all’individuo di affrontate correttamente le cure».
Mari Madeo (responsabile della SSD Psicologia) si è concentrata sul fatto che «le famiglie esprimono bisogno di tipo psicologico di fronte a una bad news e bisogna aiutare il paziente a passare da una sensazione di impotenza a una di potenza. Ci sono numerose agevolazioni che possono essere date a supporto del nucleo. Il progetto non si vuole sostituire ai servizi ospedalieri e territoriali o al no profit ma creare sinergie affinché sia data una pronta risposta ai bisogni. È finalizzato invece a favorire la creazione di una rete di operazione e cooperazione fra pubblico e privato, attivi in ambiti diversi, creando un progetto di cura integrato, a beneficio del maggior numero possibile di componenti del nucleo.Sono anche previsti l’assistenza legale e supporto per l’inserimento nel lavoro. Ogni intervento sarà dunque progettato su una singola famiglia».
Paolo Ferrero (presidente Anpas) ha specificato che la sua federazione si 15 associazioni di volontariato è incaricata dell’acquisizione delle risorse economiche: «Con le nostre associazioni copriamo l’intero territorio e il nostro statuto prevede attività di tipo sociale oltre che sanitario. Abbiamo aperto un conto corrente ad hoc per questa finalità e realizzato una pallina specifica per l’albero di Natale, in vendita da novembre, per sostenere questo progetto».
Mauro Baccega (assessore Sanità della Regione autonoma Valle d’Aosta) ha confermato che, coerentemente con il trend nazionale, anche in Valle d’Aosta è stato registrato un calo nei casi di tumore. «La promozione dei sani stili di vita – ha detto – sta cominciando a dare i suoi risultati. Questo progetto di supporto efficace e fondamentale alle famiglie è straordinario. L’équipe potrà dare risposte importanti per aiutare le famiglie a non distruggersi in questi momenti di grande difficoltà. Seguendo questo esempio, sociale e sanitario, in Valle d’Aosta, dovranno sempre più integrarsi».
Pubblicato / aggiornato
il 25/09/2019 alle 13:55
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Categoria:
Salute