Il progetto Phoenix Alternative Model ha sfilato a Parigi
(©Romuald Désandré) -
Fabienne Sava Pelosse e Fabio Porliod alla fine della sfilata Phoenix Alternative Models, a Parigi, giovedì 26 settembre 2019
Giovedì 26 settembre 2019, 13 donne amputate residenti in Francia e in Italia, sulla passerella dell’Institution Nationale des Invalides di Parigi, hanno fato vita alla sfilata di moda organizzata nell’ambito del progetto Phoenix Alternative Models per sconfiggere i pregiudizi sulla disabilità e sulla femminilità,
Il progetto è frutto della collaborazione fra l’atleta amputata Fabienne Sava Pelosse (Genay, Francia), il fotografo e documentarista Romuald Desandré (Aosta, Italia) e lo stilista Fabio Porliod (Nus, Italia).
Hanno sfilato persone che hanno saputo trovare la forza e il coraggio là dove sembrava impossibile cercare una ragione. Agathe Milliem, Nelia Keciri, Béatrice Duran, Aurélie Garcia, Mélanie Sambres, Sandrine Catucci, Marlène Grodjean, Fabienne Sava Pelosse, Cynthia Gonzales, Salome Homont, Andreea Lozinka e Chantal Piscelli Mcland sono salite sulla passerella per promuovere un nuovo approccio alla femminilità e alla diversità. Padrino e madrina d’eccezione sono stati Alessandro Ossola, atleta italiano amputato e Cécile Saboureau, paratleta francese.
Tre le uscite in passerella: le modelle hanno indossato le collezioni Régine e Cosmopolitan Goddess dello stilista Fabio Porliod; per l’ultimo catwalk è stata proposta, in anteprima, la collezione di punta Phoenix, disegnata e studiata per l’occasione. Durante la serata sono state presentate le scarpe de Il calzolaio d’oro Antonio Vietri, famoso per avere creato calzature, appunto, in oro.
«Volevamo dimostrare che si può essere sempre bellissime e desiderabili, perché la vera bellezza risiede nella potenza dell’anima – dice lo stilista valdostano Fabio Porliod – . È stata la sfilata più emozionante che abbia mai fatto, trattenere le lacrime è stato quasi impossibile, queste donne avevano un’energia e una positività incredibile. Mi hanno stupito alcuni spettatori che hanno affermato di non aver visto le amputazione perché distratti dalla bellezza di queste donne, non credevo fosse possibile.»
«Non ci aspettavamo così tanta gente: solitamente, quando si parla di disabilità, la tendenza è di passare oltre, di non volersi avvicinare, forse un po’ per la paura di un confronto – afferma Fabienne SAVA PELOSSE, atleta amputata e presidente di OSA-. Dall’Insitut Nationale des Invalides è già arrivata la proposta di continuare con il nostro progetto, non possiamo stare fermi, tra qualche settimana ripartiremo con la progettazione della sfilata Phoenix Alternative Models 2020.»
Pubblicato / aggiornato
il 29/09/2019 alle 16:16
Categoria:
Cultura