Pontey: una petizione per chiedere di blindare la micro ma non il paese
(©Google Maps) -
La microcomunità per anziani di Pontey
Novanta cittadini di Pontey hanno indirizzato una petizione al presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, in relazione all’ordinanza che ha vietato l’accesso e l’uscita dai confini comunali ai residenti.
Gli hanno scritto: «l’emanazione dell’ordinanza è avvenuta senza un adeguato preavviso alla popolazione. […] Le cittadine e i cittadini di Pontey avevano il diritto di potersi preparare adeguatamente a una emergenza così grave. […] In fondo non vi era certo il rischio di esodi da Pontey. […] È del tutto evidente che la lotta contro questa pandemia può essere condotta solo con la partecipazione cosciente di cittadine e cittadini corresponsabili. Se è vero che si verificano comportamenti illegittimi e censurabili, è anche vero che nella stragrande maggioranza dei casi le persone osservano comportamenti adeguati all’emergenza in corso. […] Il nostro sindaco è stato solamente “udito” e non ha avuto neanche il tempo di preavvertire la comunità che rappresenta. […] È decisamente difficile accettare tutto ciò».
I firmatari si chiedono se la situazione di Pontey sia così diversa da quella di altri comuni da richiedere un provvedimento così eccezionale: «L’ordinanza attesta che, sui 22 casi positivi accertati con nota dell’Assessorato alla Sanità […] 15 si sono verificati nella micro comunità per anziani (14 ospiti e un OSS). […] Sorge spontanea la domanda se l’emergenza riguardi il complesso dei residenti del nostro comune o non sia sostanzialmente circoscritta a una struttura che ospita persone particolarmente fragili e più facilmente soggette al rischio di infezione. Una struttura che può essere tenuta sotto controllo. Se è così, riteniamo che la situazione della micro comunità debba essere fatta oggetto di una particolare attenzione, anche perché il personale che vi opera è costretto, per motivi di residenza, a entrare e uscire dal Comune e può diventare portatore di infezione. La popolazione restante potrebbe provvedere alle proprie esigenze con l’osservanza di tutte le cautele che la situazione impone».
La conclusione è un quesito: se il problema è nella microcomunità, perché blindare un intero comune? «Bisogna anche tenere conto che estendere a tutta la popolazione il trattamento emergenziale significa nei fatti sovraccaricare i dipendenti comunali e gli operatori volontari della CRI di un onere gravoso e rischioso. La preziosa risorsa da essi rappresentata non potrebbe essere impiegata più utilmente in ambiti che richiedono una maggiore urgenza?».
Operatori nei confronti dei quali vi è grande gratitudine.
La raccolta firme continua tramite e-mail, indicando nome, cognome, data di nascita e residenza di chi vuole firmare la petizione.
Pubblicato / aggiornato
il 27/03/2020 alle 12:36
Categoria:
Salute