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Proposta di legge coronavirus 2: accordo lontano

Proposta di legge coronavirus 2: accordo lontano (©Consiglio Valle) - La II Commissione del Consiglio Valle, riunita il 20 marzo 2020

Nel pomeriggio di martedì 14 aprile 2020, la II Commissione del Consiglio Valle, riunita in modalità telematica e allargata a tutti i consiglieri regionali, ha iniziato l’esame degli emendamenti della proposta di legge che contiene ulteriori misure regionali urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Sul testo depositato il 9 aprile, sono stati presentati infatti una serie di emendamenti. Alcuni della stessa Commissione, a seguito delle audizioni con le parti economiche e sociali e da un primo confronto con i coordinatori interessati.

Altri dal presidente del Consiglio (rinvio delle elezioni regionali) e dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio (destinazione all’emergenza sanitaria delle rinunce o delle riduzioni del trattamento indennitario dei consiglieri; riduzione del 50% dei contributi ai gruppi consiliari).

Il gruppo Rete Civica ha proposto la riduzione del 20% delle indennità di carica e diaria dei consiglieri e del 30% di quelle di funzione, oltre che l’azzeramento dei contributi ai gruppi consiliari. 

Il presidente della Regione ha proposto la concessione di contributi in conto interessi e l’incremento del fondo di rischi presso i Confidi, l’abrogazione dell’articolo relativo all’indennizzo ai lavoratori dipendenti che beneficiano di ammortizzatori sociali, il trasferimento straordinario aggiuntivo ai Comuni di 2,3 milioni di euro per i soggetti in grave disagio economico e sociale per beni di prima necessità e internet, la prova di francese per l’esame di maturità.

I lavori sono stati sospesi e riprenderanno mercoledì 15 aprile, dalle ore 9.

E c’è una serie di ragioni.

Innanzitutto perché due coordinatori avrebbero sollevato obiezioni tecniche su due articoli specifici.

Stefania Riccardi, in relazione all’articolo 7, avrebbe sollevato dubbi sulla possibilità, per la Regione autonoma Valle d’Aosta, di interagire con l’Inps per integrare la Cassa integrazione guadagni. Obiezione bypassabile procedendo senza interagire con l’Inps bensì chiedendo ai lavoratori di presentare domanda di integrazione e demandando i conteggi per integrare la differenza fra il percepito e l’ultima retribuzione relativa a un’intera mensilità percepita ante crisi, sino a un massimo di mille euro pro capite.

Peter Bieler – dopo confronto con Finaosta – avrebbe invece obiettato (esprimendo il parere sull’articolo 3 nella stesura antecedente all’emendamento presentato dalla Commissione) che la concessione di finanziamenti senza istruttoria sul merito creditizio e senza garanzie sarebbe passibile di impugnativa. Procedura che non rientrerebbe nella stesura dell’articolo come emendato dalla Commissione.

Proprio sulla formulazione dell’articolo 3, si è innestato anche un confronto politico acceso. La Costituzione di un Fondo di rotazione per l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato a favore di aziende e professionisti in condizioni di carenza di liquidità a seguito dell’emergenza epidemiologica, secondo la proposta del presidente della Regione (parrebbe sostenuto dalla Giunta) andrebbe a sparire e la dotazione di 5 milioni sarebbe così segmentata: 1,5 milioni per aumentare la dotazione ai Confidi prevista nella prima legge regionale di risposta all’emergenza; 1 milione per erogare contributi in conto interessi; 1 milione per erogare ai Comuni risorse a copertura della solidarietà alimentare; 1,5 milioni per l’organizzazione di un corso-concorso per operatori socio-sanitari (nel pomeriggio, pare sia stato comunicato che potrebbe essere organizzato attingendo a cofinanziamenti europei).

Nota a margine: durante l’audizione, il Consiglio permanente degli enti locali non avrebbe fatto riferimento alla necessità di integrare i 676mila euro ricevuti dallo Stato per sostenere i nuclei familiari in nuova situazione di povertà a causa del coronavirus ma il presidente del Cpel, Franco Manes, avrebbe chiesto di integrare tale somma «in maniera rilevante» con una lettera. Avrebbe anche chiesto di immaginare un piano straordinario di piccoli interventi edilizi sui territori.

Union valdôtaine sarebbe pronta ad astenersi sulla legge se questo emendamento non fosse accolto. «Bisogna trovare una sintesi – spiega il capogruppo e presidente unionista Erik Lavevaz -. Mercoledì mattina audiremo il presidente Testolin, l’assessore Bertschy e i coordinatori Riccardi e Bieler per capire se le due posizioni possono essere mediate nella riformulazione di un articolo condiviso».

Si era ipotizzato che, entro metà aprile, la coronavirus 2 potesse essere legge. È evidente che sarà necessario qualche giorno in più.

Pubblicato / aggiornato il 14/04/2020 alle 20:11
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Categoria: Politica e Amministrazione