La candidatura di Caveri in Commissione di Vigilanza Rai
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Elso Gerandin e Luciano Caveri
La candidatura di Luciano Caveri per il Consiglio Valle è stata oggetto di attenzione da parte della Commissione di Vigilanza Rai.
L’accusa di Tiramani
È stata sollevata dal deputato leghista Paolo Tiramani, che si è così espresso, martedì 18 agosto 2020: «La candidatura di Luciano Caveri, direttore dei programmi Rai della Valle d’Aosta, alla presidenza della Regione nel prossimo settembre è la dimostrazione di come certa parte politica consideri l’impegno nell’azienda di Stato: poco più di una poltrona, ben retribuita dai soldi dei cittadini, da scaldare e da mollare al primo scranno disponibile. Quarant’anni in Rai e quattro legislature in Parlamento, con addirittura un sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ruoli onorati grazie all’aspettativa concessa a chi ha altro incarico: più che di un servitore dello Stato, questo sembra il curriculum di chi cerca di mantenere una poltrona sempre pronta dovesse mai andar male qualcosa. Questo però non è il modo corretto di intendere un ruolo strategico e di grande responsabilità in Rai com’è quello da lui ricoperto. Caveri sia chiaro con i valdostani e con l’azienda: si autosospenda, come anche la policy aziendale verosimilmente imporrà, per tutto il periodo elettorale, dando così un esempio di correttezza e di responsabilità, ma comprenda anche che, a prescindere dall’esito della competizione elettorale, forse sarebbe opportuno compiere un passo indietro negli incarichi regionali Rai, dimostrando così che non si può essere uomini per tutte le stagioni e rendendo così un corretto servizio alla comunità ed alle istituzioni».
La risposta di Caveri
Caveri ha risposto con un comunicato stampa nel quale esordisce: «le dichiarazioni del capogruppo della Lega in Commissione di Vigilanza Rai sono talmente violente, ingiustificate e denigratorie da richiedere delle precisazioni dovute, oltre che una valutazione su azioni legali a tutela della mia immagine».
Poi spiega «L’aspettativa per mandato politico è un istituto previsto dalla legge per tutelare tutti i lavoratori dipendenti – del settore pubblico come del privato – che decidono di dedicare parte della propria vita alla “cosa pubblica”. Nel caso specifico dei deputati – come Tiramani dovrebbe sapere – richiedere l’aspettativa non è una facoltà, ma di un obbligo di legge. Non ho beneficiato di alcun trattamento privilegiato in tutti gli anni che ho fatto politica e ho versato di tasca mia i contributi figurativi pensionistici. Sono rientrato in Rai nel 2009 dopo aver dedicato buona parte della vita lavorativa alla politica e questo mi ha impedito, cosa che sfugge evidentemente al deputato Tiramani, qualunque progressione professionale che immodestamente credo avrei maturato nell’azienda di Stato in tutti quegli anni. Nonostante ciò ho ripreso il mio lavoro con serietà e professionalità presso la Struttura programmi Rai, in una posizione che risultava vacante al mio rientro e che è stata individuata dall’azienda come la più opportuna in quanto indipendente dalla testata giornalistica e quindi non incompatibile con la mia attività politica».
Caveri conclude: «Questi attacco è fazioso e non lo tollero proprio per la serietà dimostrata in passato ed anche in questa circostanza: dall’atto della presentazione della mia candidatura sino alla consultazione elettorale, come richiesto dalla Rai ai propri dipendenti candidati in tutte le consultazioni elettorali di settembre, non sarò in servizio. Sinceramente mi sfugge perché la Lega abbia deciso di attaccarmi mentre taccia sul candidature ben più scandalose in Italia e in Valle d’Aosta e mi stupisce anche l’analfabetismo istituzionale dimostrato: sono candidato al Consiglio regionale, non alla Presidenza della Regione. Approfondire i fatti e lo Statuto di autonomia sarebbe stato d’obbligo».
Caveri dedica la chiusura alla Lega Vallée d’Aosta: «mi stupisce e amareggia che il comunicato stampa sia stato inoltrato alle agenzie e alle testate valdostane dall’addetta stampa della Lega Valle d’Aosta […], con una sollecitudine sospetta. Evidentemente la mia candidatura autonomista e priva di macchie giudiziarie spaventa».
La solidarietà di Vallée d’Aoste Unie
La lista Vallée d’Aoste Unie condanna il comunicato – che definisce “offensivo” – e commenta: «Non pare logico usare metodi di questo genere nel corso della campagna elettorale, appena avviata, al di là del merito immotivato e lesivo dell’onorabilità di una figura integra come quella di Caveri, che ha svolto con onore ruoli significativi nel corso della sua carriera politica. Esprimiamo il nostro sdegno e il piano appoggio a Caveri, ritenendo questo attacco personale null’altro che una vicenda squallida, motivata da logiche della vecchia politica per altro evidente boomerang per chi lo ha progettato e che fa poco onore a chi dovrebbe pensare al proprio progetto politico, se questo esiste, piuttosto che tentare di discreditare quello degli altri e le persone che ne fanno parte».
Pubblicato / aggiornato
il 18/08/2020 alle 19:10
Categoria:
Politica e Amministrazione