Vai al contenuto

La temperatura media di Aosta salita di 2,45 gradi in 50 anni

La temperatura media di Aosta salita di 2,45 gradi in 50 anni (©pikist.com) -

La temperatura media nelle province italiane, rispetto a cinquant’anni fa è cresciuta di 2,2 gradi centigradi, toccando picchi di oltre 4 gradi in alcune aree del Paese.

Lo pubblica la ricerca realizzata da OBC Transeuropa nell’ambito del progetto In Marcia con il Clima

72 Province su 110  totali (il 65%) superano la media continentale (+1,990°C). Fra le realtà più colpite spicca Brindisi, la più riscaldata d’Italia, che secondo quanto riporta l’osservatorio ha subito un riscaldamento di +3.12° C gradi. Appena sotto le città metropolitane Roma (3,07°) e Milano (2,85°), al secondo e quarto posto, sul podio anche Sondrio (2,98°), al terzo posto. In ordine fino alla 24esima posizione troviamo Aosta (2,45°).

La regione che ha registrato l’incremento maggiore è il Lazio (+2,66 °C), seguita da Trentino-Alto Adige (+2,57 °C) e Lombardia (+2,56 °C).

Le proiezioni diffuse dalle Nazioni Unite hanno fissato a +1,5 °C il punto di non ritorno per il pianeta, il livello medio mondiale da non superare (al momento il livello climatico medio globale, rispetto all’inizio dell’era industriale che è considerata come riferimento, si è alzato di 1,1°C).  Un limite che dovrebbe invece essere superato tra il 2030 e il 2050.

Stopglobalwarming.eu sta raccogliendo un milione di firme con le quali chiedere alla Commissione Europea di impegnarsi a elaborare la proposta legislativa di fermare il riscaldamento globale, spostando le tasse dalle persone all’ambiente, e dunque tassando le emissioni di CO2 e riducendo le tasse sul lavoro. Secondo la proposta, chi emette anidride carbonica in Europa pagherebbe un prezzo a tonnellata (dai 50 euro iniziali a 100 dopo 5 anni) incentivando il risparmio energetico e le fonti rinnovabili. Il ricavato andrebbe a beneficio dei lavoratori, con una riduzione delle tasse in busta paga. In questo modo l’Unione Europea potrebbe ricavare un tesoretto di 180 miliardi di euro all’anno per ridurre la pressione fiscale sui lavoratori europei.

Per raggiungere il milione di firme c’è tempo sino al 20 gennaio 2021.

Pubblicato / aggiornato il 19/08/2020 alle 14:12
Visualizzato volte

Categoria: Cronaca