AduVdA perde anche al Consiglio di Stato
Lunedì 24 agosto 2020, il Tribunale amministrativo di Aosta si è riunito per esprimere la propria sentenza in relazione ai ricorsi presentati da AduVdA contro l’esclusione delle liste presentate per il rinnovo del Consiglio Valle e del Consiglio comunale di Aosta.
Il Collegio, presieduto da Silvia La Guardia, ha ascoltato la relazione di Valentina Caccamo e ha ritenuto di respingere entrambi i ricorsi.
La sentenza
«È pacifico – si legge sulla sentenza – che le dichiarazioni di accettazione della candidatura di tutti i candidati della citata lista, ad eccezione della candidata Carola Carpinello, non riportano la formula di attestazione di autenticità della sottoscrizione dei candidati da parte della consigliera comunale Carola Carpinello, né gli estremi del documento di identità per l’identificazione del dichiarante, né specificano se la stessa sia avvenuta per “conoscenza personale”. Neppure vi è contestazione in ordine alla mancanza di ulteriori formalità in sede di autenticazione (ad esempio, l’apposizione del timbro dell’ufficio), né sulla circostanza che l’autenticazione delle firme sia stata apposta da un soggetto a ciò autorizzato nella sua qualità di consigliere comunale».
Il tema che si pone, secondo il Collegio, è «stabilire se possa parlarsi effettivamente di autenticazione in presenza della sola firma del pubblico ufficiale, senza attestazione di autenticità della sottoscrizione anche solo in forma semplificata». La risposta, come detto, è negativa.
«Né può ammettersi alcuna sanatoria o integrazione postuma, trattandosi non mere irregolarità, ma di formalità essenziali da osservare e rispettare entro il termine perentorio di legge anche a garanzia della par condicio dei partecipanti alla competizione elettorale».
Anche il secondo motivo di ricorso è stato considerato infondato, poiché l’accettazione dei moduli da parte dell’Ufficio elettorale senza rilevare incompletezze non può assorbire il vizio evidenziato.
Né del resto è stata considerata significativa la circostanza che i moduli di accettazione della candidatura non contenessero alcuna indicazione sulle modalità da seguire per procedere all’autenticazione, poiché è «onere dei candidati e del soggetto che procede all’autenticazione informarsi in ordine alle corrette modalità da seguire».
La natura della controversia giustifica la compensazione delle spese di giudizio.
Il commento di AduVdA
«Il Tar ha deciso che il nostro errore formale è di sostanza e ha quindi confermato l’esclusione delle nostre liste dalle competizioni regionale e comunale di Aosta. Un errore che nessuno vuole negare fatto in buona fede ma non sanabile, secondo la giustizia amministrativa», commentano Daria Pulz, Jeanne Cheillon e Alexandre Glarey.
E proseguono: «Pur nel rispetto delle decisioni del TAR, ci permettiamo di sottolineare che urge una burocrazia che non divori il cittadino come un Leviatano, ma lo accompagni anche nella correzione delle dimenticanze non dolose al fine di permettere a tutti la più ampia partecipazione democratica alla competizione elettorale.
A nome del coordinamento ci scusiamo con tutti i candidati, i simpatizzanti e coloro che pensavano di votarci.
Non nascondiamo la nostra delusione: abbiamo lavorato tanto per giungere fin qui e siamo convinti di aver fatto un lavoro importante per la comunità valdostana, non poterlo continuare nelle Istituzioni ci amareggia molto».
Questa sera AduVdA si riunirà in assemblea online per le prime considerazioni: «Al più presto, in un’assemblea in presenza, decideremo come continuare. Abbiamo infatti una piccola storia ma molto intensa e intendiamo continuare a far sentire per altre vie la voce di chi pensa che i cambiamenti climatici siano da affrontare radicalmente ora a partire dal proprio territorio, di chi crede che i diritti non siano tali se qualcuno resta escluso, di chi vuole una scuola di qualità e inclusiva».
Il ricorso al Consiglio di Stato
AduVda ha deciso di appellarsi al Consiglio di Stato contro l’esclusione delle sue liste «perché in gioco c’è il diritto alla partecipazione democratica alle prossime elezioni regionali e comunali».
La nota di annuncio prosegue: «Noi di Adu VdA siamo resistenti, allenati a non mollare mai. Vogliamo al più presto tornare a parlare di sostanza e non di forma, dopo aver fatto un errore di forma che nessuno ha negato e che stiamo pagando caro.
E di sostanza continueremo a parlare, comunque vada, durante e dopo la campagna elettorale».
Ogni altro commento è rinviato a dopo la sentenza che, giovedì 27 agosto 2020, è stata sfavorevole al movimento.
La Corte ha bocciato il ricorso specificando: «Non possono condividersi le contrarie argomentazioni degli appellanti le quali, nel tentativo di incrinare la solida ragione escludente posta a base del provvedimento gravato, tendono a depotenziare l’elemento centrale della mancata indicazione delle modalità di identificazione di sottoscrittori nell’accettazione della candidatura. Detto che questa costituisce un elemento essenziale, senza la quale non si può avere legale certezza circa l’identità del sottoscrittore, risulta conseguente l’infondatezza di tutte le ulteriori deduzioni contenute nei due atti di appello».
La sentenza è stata emessa dal presidente Roberto Garofoli, presidente, e dai consiglieri Stefania Santoleri, Giovanni Pescatore (anche estensore), Ezio Fedullo e Pietro De Berardinis.
Una nota del movimento commenta: «Continueremo a fare politica con il nostro stile critico e costruttivo fuori dalle Istituzioni, incarnando l’idea di cittadinanza attiva e responsabile che abbiamo sempre coltivato.
Grazie a quanti, elettori, simpatizzanti e anche avversari, fno all’ultimo ci hanno incoraggiati e sostenuti con parole e gesti concreti che non dimenticheremo».
Pubblicato / aggiornato
il 27/08/2020 alle 22:50
Categoria:
Politica e Amministrazione