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-7 giorni alle elezioni

-7 giorni alle elezioni

C’è chi sostiene che la preferenza unica, in queste elezioni per il Consiglio Valle, porterà a un femminicidio politico.

Nel senso che gli elettori, trovandosi di fronte alla possibilità di esprimere una sola preferenza, senza essere minimamente obbligati a esprimere una preferenza di genere, voteranno un uomo.

C’è chi invece sostiene che alcune personalità femminili sono riuscite, negli ultimi anni, a imporsi al punto da non temere penalizzazioni di sorta.

Ciò nonostante, dopo la riunione degli Stati generali delle Donne e la firma del Patto per le Donne, arriva anche l’Associazione Dora – Donne in Valle d’Aosta, che invita la popolazione tutta a votare donna «e in particolare le donne candidate nelle liste che rispecchiano il sistema di valori in cui ci riconosciamo: pari diritti per tutt*, antisessismo, antirazzismo, antifascismo».

L’Associazione, presieduta da Katya Foletto, ritiene vi siano azioni che le istituzioni non dovranno tardare a compiere:

  1. Riformare immediatamente la legge elettorale del Consiglio regionale prevedendo la doppia preferenza di genere
  2. Dare un segnale forte mettendo risorse per iniziative concrete di sostegno alle donne che lavorano e modificando il sistema di accesso ai servizi di accoglienza per la prima infanzia che oggi, proprio durante l’emergenza COVID-19, risultano escludere una parte notevole di genitori gravando ulteriormente sulle donne
  3. Mettere in atto azioni concrete per la prevenzione contro la violenza di genere in particolare attraverso iniziative rivolte ai/alle giovani e agli/alle adolescenti
  4. Avere un piano di assistenza sanitaria specifico per le donne, che consenta di aumentare i livelli di prevenzione e di accesso ai servizi (a cominciare dai programmi di screening)
  5. Mettere in atto politiche di sostegno e accompagnamento alle donne che svolgono ruolo di caregiver, sovente con familiari gravemente disabili e anziani, in particolare un sostegno economico, ma anche innovazioni in termini di accesso ai permessi laddove la contrattazione collettiva regionale lo permette
  6. Promuovere tutte le azioni che dal punto di vista culturale, politico ed economico mirino a sostenere il pieno esercizio dei diritti delle donne, dei minori, di tutti i soggetti deboli che in questa società vivono discriminazioni e si trovano in difficoltà. Esempi concreti possono essere corsi di lingua italiana, doposcuola gratuiti e aree gioco, ludoteche per bambini e ragazzi, progetti di inserimento lavorativo e sociale.
  7. Promuovere nella città di Aosta e sul territorio luoghi di incontro e di dialogo tra generazioni e tra culture, delineare progetti e attività che contrastino in modo netto e chiaro qualsiasi forma di razzismo, intolleranza e discriminazione di qualsiasi natura
  8. Progettare e mettere in atto programmi di recupero attraverso progetti di volontariato per coloro che dovessero compiere atti di bullismo, discriminazione e violenza.

L’Associazione si pone a disposizione delle forze politiche per la realizzazione delle sue proposte ed è disponibile a un confronto. Si dice certa che «la Valle d’Aosta, da sempre terra di migranti e di accoglienza, di tolleranza e di inclusione anche per via della sua natura plurilingue e cosmopolita, non possa dare spazio a certe visioni retrograde, misogene, razziste e violente».

Insomma: la posizione sembra essere si voti donna ma si faccia attenzione a quale. Suona come un discorso ad personam.

Pubblicato / aggiornato il 14/09/2020 alle 21:00
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Categoria: Politica e Amministrazione