Ambientalisti: alle liste manca una vera cultura di preservazione e salubrità
I Comitati ambientalisti Legambiente Valle d’Aosta, Anti Discariche di Pompiod e Chalamy, Giù le mani dalle Acque e da CVA hanno concluso gli incontri con le forze politiche candidate alle elezioni regionali e, giovedì 17 settembre 2020, ne hanno illustrato i risultati.
Aria, acqua, ciclo dei rifiuti ed energia erano i temi in discussione. «Sono elementi alla base della vita sul pianeta e prioritari rispetto a qualsiasi argomento di carattere politico, pur importante» ha introdotto Ezio Roppolo.
Il nostro intendimento era di andare oltre le affermazioni di principio che si possono trovare sui programmi per capirne gli atteggiamenti e le reali intenzioni. È stato sottoposto uno schema di domande uguale per tutti e fatto valutazioni in esito alle risposte. «Abbiamo rilevato che ci sono forze politiche più vicine alle nostre posizioni e altre no. Due forze politiche hanno rifiutato l’incontro: Union valdôtaine e Pour l’Autonomie. Hanno così dimostrato insensibilità ma probabilmente anche la volontà di continuare nel loro storico atteggiamento estremamente negativo per i nostri valori».
Fra coloro che hanno partecipato, sono stati riscontrati livelli di conoscenza naïf oppure a vario grado di profondità. ma non sempre chi ha conoscenze le vuole mettere a disposizione della preservazione dell’ambiente e della salubrità. Generalmente è stata rilevata una mancanza di visione sul futuro. «Per esempio, parlando di energia, la maggior parte parla di efficentamento degli edifici e mobilità sostenibile ma ben pochi hanno la percezione del fatto che la Valle d’Aosta potrebbe avere una situazione eccezionale di indipendenza energetica».
Ernesto Pison ha spiegato: «Abbiamo trovato, per quanto riguarda le discariche, una parte della politica miope se non arrogante in certe posizioni, nonostante tutto il lavoro fatto. Non abbiamo trovato, al di là delle buone intenzioni, la consapevolezza del danno che è già stato creato a Pompiod e dal quale sarà impossibile tornare indietro. Nessuno ci ha detto che intende mettere in campo una nuova legge sulla distanza fra le discariche e le case. Eravamo convinti che avremmo trovato una maggiore sensibilità». Ha annunciato che il Comitato si costituirà parte civile nel procedimento penale in corso.
Paolo Gino, rispetto all’acqua, ha spiegato: «Il Piano tutela delle acque (che manca dal 2016), la questione Assoelettrica e le relazioni con le centraline, le sanzioni e i controlli sono stati i temi trattati. Il nuovo Piano di Tutela giace nei cassetti dell’Assessorato alle Opere pubbliche ed è da completare con le parti di competenza del Consiglio Valle, che dovrà scegliere se stare dalla parte di Assoelettrica o da quella delle Associazioni ambientaliste. Per esempio bisognerà decidere se aggiornare le sanzioni e comminarle. Come anche bisognerà decidere come effettuare i controlli, dando loro significato ed efficacia grazie all’utilizzo delle tecnologie a disposizione».
«Non c’è nessuna vera volontà di mettere sotto controllo i prelievi di acqua a scopo idroelettrico rispetto a quelli che dovrebbero essere dati per l’uso agricolo, umano e ambientale», ha aggiunto Roppolo.
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Pubblicato / aggiornato
il 17/09/2020 alle 10:23
Categoria:
Politica e Amministrazione / Video