Banca d’Italia: l’economia della VdA nella stretta della pandemia
(©Banca d'Italia) -
La copertina del rapporto sull'economia in Valle d'Aosta diffuso da banca d'Italia nel novembre 2020
La Banca d’Italia, martedì 17 novembre 2020, ha illustrato la situazione dell’economia valdostana nei primi mesi del 2020, sulla base delle analisi condotte grazie alle proprie fonti di informazione.
Simone D’Inverno, capo della filiale di Aosta della Banca d’italia dal 25 settembre 2020, ha annunciato che la pandemia ha pesantemente condizionato l’economia regionale: «Il Covid ha stravolto e sta stravolgendo gli indicatori dei dati economici. Il peso del turismo sull’economia valdostana è molto rilevante. L’ipotesi di un lockdown invernale pesa come un macigno sui risultati della prossima stagione. L’appuntamento con il ponte dell’Immacolata è difficile possa essere rispettato. È improbabile che la Fiera di Sant’Orso possa svolgersi con le consuete modalità. Ma è comunque atteso un effetto elastico sulla componente italiana (se non su quella straniera)».

Cristina Fabrizi, della Divisione analisi e ricerca economica territoriale di Torino, ha sintetizzato che «nei primi sei mesi il calo dell’attività economica è stato di eccezionale intensità in tutti i settori. Vi è stata una contrazione dell’occupazione più intenda della media nazionale. Vi è stato un marcato rallentamento dei prestiti alle famiglie ma un miglioramento della dinamica del credito alle aziende, soprattutto quelle piccole. Nel terzo trimestre, il quadro economico ha parzialmente recuperato. Le prospettive per i prossimi mesi restano condizionate dall’evoluzione della pandemia, soprattutto per il settore del turismo e del commercio».
Nel settore dei servizi, l’attività si è fortemente ridimensionata nel primo semestre; nei mesi estivi vi è stato un parziale recupero ma, per oltre l’80% delle imprese il fatturato dei primi nove mesi è diminuito e i consumi di residenti e turisti sono stimati in un calo del 14% per l’intero 2020.
Nel turismo, i pernottamenti dei primi nove mesi segnano un calo del 34% (-46% stranieri, -25% italiani). L’andamento estivo è stato migliore del previsto ma si è rilevata una preferenza per le case vacanze e le seconde case rispetto alle sistemazioni alberghiere. Le prospettive sono improntate al pessimismo.
L’industria ha rilevato l’impatto negativo delle sospensioni e del calo della domanda in tutti i principali comparti. Vi sono stati segnali di recupero nel terzo trimestre anche se con alta eterogeneità fra i settori. Il fatturato dei primi nove mesi è in cali per i 2/3 delle imprese. È prevista una revisione al ribasso degli investimenti.
Nell’edilizia vi è stato un forte calo tra marzo e maggio 2020 per il blocco di gran parte dei cantieri pubblici e privati. Vi è stato un recupero nelle ore lavorate registrate dalla Cassa edile nei mesi successivi. Per l’intero 2020, la produzione risulta essere in calo. Vi è stato un forte calo nel mercato immobiliare, principalmente dovuto ai forti vincoli alla mobilità il calo è di un terzo per le abitazioni e del 17% nel settore produttivo).
Il mercato del lavoro evidenzia un calo del 2,9% nel primo semestre (rispetto al -1,7% in Italia). Le ore lavorate sono calate del 18%. La forza lavoro (ovvero le persone in cerca di lavoro) è calata del 4,5%. Conseguentemente, il tasso di disoccupazione è sceso al 5,4% (nel primo semestre del 2019 era al 6,9%). Il maggior impatto si è avuto nei settori legati al turismo, per i contratti stagionali e per gli autonomi. L’impatto sul lavoro alle dipendenze è stato mitigato dal ricorso agli strumenti di integrazione salariale (in media vi è stato un ricorso di 250 ore per dipendente coperte fra aprile e settembre). Oltre 4 milioni di ore di Cassa integrazione.
Misure di sostegno al credito varate dal Governo e dalle altre autorità per far fronte all’accresciuto fabbisogno di liquidità delle aziende hanno avuto influenza sul miglioramento dei prestiti alle imprese (+1,6% per le piccole, -2,2% per le medio-grani). Vi è stato un rallentamento nel credito alle famiglie (+0,4% a settembre). I rischi di deterioramento della qualità del credito sono per ora contenuti. Il tasso di deterioramento era all’1,1% a giugno e 0,6% a settembre, rispetto a un 1,4% del dicembre 2019. Lo stock dei prestiti deteriorati sul totale dei finanziamenti era al 4,2% a giugno e al 3,9% a settembre (era al 4,4% a dicembre 2019).
A giugno vi era un +6,1% di aumento dei depositi delle famiglie e di +11,7% per le imprese. Vi sono stati accumuli di riserve a scopo precauzionale per le imprese e di riduzione dei consumi per le famiglie.

Quanto il sistema Valle d’Aosta potrà reggere a questi lockdown a singhiozzo? «Questo secondo lockdown ha permesso di mantenere aperte alcune attività. È fondamentale che aiuti e finanziamenti continuino a esserci. È positivo rilevare che, non appena la situazione torna alla “normalità”, l’attività produttiva riprende e i rimbalzi sono significativi. Per la Valle d’Aosta non sono ancora quantificabili poiché i dati sono pochi e pervengono con un po’ di ritardo. Per una regione che vive per buona parte di turismo contano le settimane. Quindi le scelte sul periodo natalizio saranno determinanti. Gli aiuti pubblici devono essere sufficienti a traghettare le imprese verso la nuova normalità», ha risposto Fabrizi.
Il documento integrale è consultabile sul sito della Banca d’Italia.
Pubblicato / aggiornato
il 17/11/2020 alle 12:54
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Categoria:
Economia e Lavoro