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Nasce il Comitato valdostano per la tutela dei diritti umani e della Costituzione

Venerdì 20 novembre 2020, nel Chiostro della Strega verde in località Voisinal di Verrayes, è stato presentato il Comitato valdostano per la tutela dei diritti umani e della Costituzione, evoluzione del Comitato di liberazione della Valle d’Aosta.

Chi sono

Il presidente è Luca Vesan, che dice: «siamo semplici cittadini e ci siamo impegnati in un’azione di ricerca della verità in un principio di azione e proporzione in relazione all’attuale pandemia». In sostanza, chiedono che la situazione sia portata a un trattamento equilibrato nel rispetto dei malati e dei sani.

Del direttivo fanno parte: Ornella Nale, Luigi Nardi, Manuele Pagan, Massimo Nobili, Grazia Bonutti e Stefano Venturini.

Cosa chiedono

Il Comitato chiede un incontro con il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, il presidente del Consiglio Valle e i capigruppo del Consiglio regionale.

A questo incontro, a seconda della loro disponibilità, saranno presenti:

Il Comitato intende chiedere la disponibilità anche a Luigi Cavanna, in relazione alla sua esperienza di cura del Covid con l’idrossiclorochina, il farmaco il cui utilizzo è stato sospeso dall’Aifa.

Durante l’incontro saranno poste tre domande:

  1. quando si parla di positività, si parla di positività è riscontrata al tampone oppure di persone ospedalizzate perché in grave forma di affezione da Sars-Cov-2? E, nel caso si positività al tampone, si parla di persone sintomatiche o asintomatiche?
  2. qual è la reale situazione clinica dei pazienti ospedalizzati?
  3. qual è la situazione clinica delle persone in terapia intensiva?

La tesi del Comitato

Il Comitato sostiene infatti che siano state messe in atto azioni (in particolare i lockdown totali o parziali e la chiusura totale o parziale delle scuole) sulla base di una lettura della situazione basata su strumenti (i tamponi) che non sono diagnostici ma con finalità di ricerca, analizzati da apparecchiature che non sono omologate, non esistendo alcun marker scientifico del virus.

Inoltre chiede ragione del fatto che i Comuni di Saint-Denis, Chambave a Verrayes siano stati chiusi quando il solo indice R(t) di Saint-Denis era superiore a 1,5 e, negli altri Comuni, lo è diventato dopo le analisi a tappeto.

Infine chiede ragione della classificazione della Valle d’Aosta ad Area rossa sulla base del ritardo nella trasmissione dei dati.

Senza incontro avanti comunque

Il Comitato ha preso in considerazione l’eventualità che l’incontro non sia concesso e annuncia che proseguirà nelle proprie azioni, allargando la propria rete di contatti nazionali ed europei.

Pubblicato / aggiornato il 20/11/2020 alle 16:58
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video