Area rossa: la Valle d’Aosta riapre i negozi di vicinato
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La conferenza stampa di lunedì 30 novembre 2020 sulla situazione Covid in Valle d'Aosta
Venerdì 27 novembre 2020, nel corso di una conferenza stampa, il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta ha chiarito la posizione della Valle d’Aosta rispetto alla sua permanenza in Area rossa.
Erik Lavevaz ha detto che «Lo stupore deriva dal fatto che abbiamo dati epidemiologici in deciso miglioramento ormai da settimane. Per la precisione: dal 9 al 15 novembre eravamo già con indice Rt 1,14; quella successiva a 0,99. La classificazione è fatta prima combinando i risultati di 21 indicatori che definiscono lo scenario di rischio. Solo se è alto, si guarda l’Rt».
Il problema con il Ministero viene da una diversa interpretazione del Dpcm del 3 novembre 2020 (comma 3 art. 3): «Se una Regione sta per 14 giorni in un livello inferiore o superiore a quella in corso, la classificazione dovrebbe essere automatica. Quindi la Valle d’Aosta dovrebbe essere Area arancione dal 9 novembre. Dalla settimana successiva saremmo addirittura dovuti essere Area verde. Il Veneto è Area gialla e ha un Rt più elevato del nostro (1,12). Invece, secondo il Ministero, la classificazione è corretta perché la cabina di regia ha preso atto che i dati erano migliorati nella seduta del 20 novembre, li ha validati il 27 novembre e dunque non sono passati i 14 giorni». Quindi, ha ulteriormente spiegato il presidente, «il loro riferimento non sono le date dei dati ma quelle della riunione della cabina di regia. Piemonte e Lombardia avevano migliorato la loro situazione dal 2 novembre ed ecco la loro declassificazione. Si tratta comunque di un’interpretazione contestata a livello di Conferenza delle Regioni».
Credendo sia necessario dare uniformità di trattamento ai cittadini e a chi lavora, il presidente ha annunciato che, nel pomeriggio del 30 novembre, firmerà un’ordinanza che, dal 1° al 3 dicembre, permetterà l’apertura degli esercizi di vicinato (ovvero tutte le attività al dettaglio).
L’assessore Luciano Caveri ha annunciato che 1.426 insegnanti, educatori e operatori della scuola (65% dell’intero campione) si sono presentati al drive in per il tampone. Il 3,4% (48 persone) è risultato positivo. Nella scuola sono dunque ancora necessarie tutte le accortezze previste. «Se anche diventeremo Area arancione – ha aggiunto – le classi II e III media non saranno riaperte sino al 7 gennaio 2021. Prima della riapertura, è stato ipotizzato uno screening sugli studenti».
L’assessore Luigi Bertschy, ha ribadito che le Regioni chiedono al Governo una data certa per la riapertura degli impianti «e un ristoro pesante e concreto qualora questa data fosse successiva alle vacanze natalizie». Nella riunione che si svolgerà nella serata del 30 novembre, sarà ribadita questa pozione «ma non c’è risposta dal Cts al protocollo e non c’è risposta dal ministro dell’Economia per un incontro».
Pubblicato / aggiornato
il 30/11/2020 alle 19:42
Categoria:
Economia e Lavoro