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Polemica sui servizi domiciliari della Mont-Émilius

Polemica sui servizi domiciliari della Mont-Émilius (©Unité Mont-Émilius) - La Giunta dell'Unité des Communes valdôtaines du Mont-Émilius nella consiliatura 2020/25

Nel corso della riunione di mercoledì 16 dicembre 2020, la Giunta dell’Unité des Communes valdôtaines du Mont-Émilius ha adottato all’unanimità una delibera di indirizzo in merito all’esternalizzazione del servizio di assistenza domiciliare. 

È stata infatti riscontrata una difficoltà crescente nell’erogazione di tale servizio, di fondamentale importanza per gli anziani residenti nel territorio poiché consente loro una maggior autonomia nella vita quotidiana e di rimanere al proprio domicilio. Infatti si tratta di un servizio i cui numeri non sono costanti né prevedibili, neppure nel breve termine. 

Le procedure di assunzione del personale da parte degli enti pubblici non sono in grado di rispondere con la celerità che questa flessibilità richiede, mentre i privati hanno una maggiore libertà di azione nelle assunzioni e nella gestione del personale. Erogare questi servizi con maggiori tempestività ed efficienza consentirà agli utenti una migliore qualità di vita e di evitare che, qualora non vi siano supporti familiari, gli anziani siano collocati prematuramente nelle microcomunità a loro dedicate. 

«Del resto, molti altri servizi sono già esternalizzati dalla pubblica amministrazione: si pensi agli asili nido, alle mense e al trasporto scolastico, alla pulizia degli stabili– dice il presidente dell’Unité Michel Martinet – e questo con la piena soddisfazione dei beneficiari dei servizi stessi». 

È stato dunque deciso di avviare le necessarie procedure affinché questo processo possa essere percorso nel corso della primavera 2021. 

La critica dei sindacati

Cgil, Cisl e Uil e le Categorie dei Pensionati e della Funzione Pubblica della Valle d’Aosta sono contrariate dal fatto di non essere state coinvolte nella decisione e sostengono che «Le considerazioni riportate nell’atto risultano essere semplicistiche e si trascinano una serie di limitazioni che a noi paiono evidenti.
In concreto, rileviamo che nella delibera non appare alcun riferimento al personale in servizio, di conseguenza non si comprende quale sia il loro destino.
Abbiamo poi molti dubbi riguardo al concetto che l’esternalizzazione del servizio corrisponde automaticamente ad una maggiore funzionalità dello stesso. Un concetto tutto da dimostrare
».

La nota congiunta prosegue: «Non si comprende inoltre come la scarsità di figure professionali quali le OSS risulti limitativo solo in ambito pubblico o piuttosto, come evidenziato in più circostanze e da più fonti, un limite di sistema. A parer nostro gli operatori socio-sanitari risultano difficilmente reperibili sull’intero territorio valdostano, sia pubblico sia privato. Vi sono poi gli aspetti sociali, ed al riguardo evidenziamo che ipotizzare un repentino cambio di organizzazione verso le persone che fruiscono del servizio è certamente un passaggio delicato».

La risposta dell’Unité sui licenziamenti

«Non vi devono essere preoccupazioni da parte degli attuali addetti al servizio – specifica Martinet – poiché non vi sarà nessun licenziamento in quanto gli stessi saranno progressivamenteriassorbiti all’interno delle microcomunità, quando si verifichino situazioni dicarenza di personale».

Pubblicato / aggiornato il 19/12/2020 alle 11:25
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Categoria: Economia e Lavoro