Cia delle Alpi: la prima Assemblea
(©cia.it) -
La Cia delle Alpi, la Confederazione italiana degli Agricoltori costituitasi a novembre 2020, ha svolto la sua prima Assemblea lunedì 21 dicembre 2020.
I lavori si sono aperti con l’intervento del presidente Stefano Rossotto, che ha riepilogato le attività più importanti svolte nei mesi passati: «l’emergenza Covid e le sue conseguenze, tra cui la lotta alla fauna selvatica e i mancati guadagni di alcuni tra i comparti più importanti del settore agroalimentare. L’allevamento e il settore vitivinicolo sono stati penalizzati in questo anno di chiusura delle strutture ricettive e dei ristoranti. Gli agriturismi hanno subito il rincorrersi dei Dpcm e l’annullamento dei pranzi per le festività e le cerimonie. Anche il florovivaismo è stato bloccato dalla pandemia. I vivai e le aziende hanno avuto l’autorizzazione a riaprire con molto ritardo rispetto ad altri settori, subendo ingenti perdite anche per l’annullamento di ordini per le cerimonie. La filiera del latte poi attraversa da tempo una fase di crisi acuta».
È seguita l’analisi della situazione di servizi alle imprese e alle persone: «per le imprese, in ambito fiscale sono 693 le partite iva aziendali seguite dai servizi contabili. Le paghe riguardano 358 datori di lavoro complessivi e sul versante tecnico sono 1.531 i fascicoli gestiti. A questi servizi si aggiungono quelli erogati ai cittadini: sono stati presentati oltre 10.000 modelli 730 e 3.135 modelli Isee. Oltre a ciò, nel 2020 gli uffici hanno lavorato per garantire i bonus di 600 euro e i contributi a fondo perduto sulla perdita di fatturato e soprattutto per non lasciare sole le imprese in un momento difficile» ha illustrato il responsabile Cia Valle d’Aosta, Gianni Champion.
Pubblicato / aggiornato
il 27/12/2020 alle 09:32
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