Nuti-Rinascimento: è polemica sul cucciolo maltrattato
(©dog.it) -
Cucciolo di razza Bovaro del Bernese
Ha avuto ampio risalto, sui social network, la vicenda di un cucciolo maltrattato dal proprietario. L’uomo, residente ad Aosta, era stato denunciato e il cane era stato sequestrato provvisoriamente. Gli è stato poi restituito in seguito a una sentenza del Tribunale, che ha accolto la richiesta di “messa alla prova”, formulata da legali quale misura alternativa. Inoltre, l’ammenda comminata all’uomo è stata trasformata in ravvedimento attraverso ore di lavori socialmente utili.
Le dichiarazioni di Gianni Nuti
Il sindaco di Aosta, Gianni Nuti, ha ritenuto di rilasciare una propria dichiarazione in merito: «In seguito alla restituzione del cucciolo di Bovaro del Bernese all’uomo che lo aveva freddamente malmenato, il Comune di Aosta ha ricevuto decine di sollecitazioni […] in cui si chiede al sindaco e all’Amministrazione comunale di intervenire, anche suggerendo un intervento formale in opposizione alla decisione del giudice utilizzando lo strumento dell’ordinanza.
A tale proposito, tengo a precisare che condivido il sentimento di indignazione manifestato da tanti per la violenza perpetrata nei confronti di una vittima inerme, aggravata dai toni trionfalistici espressi dal proprietario in occasione del ritorno a casa del cane. Tuttavia, il Comune di Aosta non ha alcuna competenza né titolo per entrare nel merito di una sentenza regolarmente emessa da un organo giudiziario o per dubitare della reale volontà espressa da una persona che ha dichiarato ravvedimento e promesso di fronte alla legge di adottare un comportamento retto nei confronti del suo animale d’affezione.
Sostengo dunque la necessità di promuovere azioni di sensibilizzazione e di educazione alla pace, alla costruzione di legami e di affetti contro ogni forma di azione violenta in ogni sua declinazione ma considero pericoloso l’atteggiamento mediatico di chi aggiunge violenza verbale a violenza fisica, perché si ispira alla stessa forza mortifera. Aggiungo che, nel confutare pesantemente la sentenza di un giudice, il rischio è di indebolire lo stato di diritto fondato sulla legge, nata proprio per difendere i deboli e perseguire principi di uguaglianza e di civile convivenza».
Il commento di Rinascimento
Di parere diametralmente opposto il direttivo di Rinascimento Valle d’Aosta che, con propria nota, ha preso le distanze dalle dichiarazioni del sindaco: «Rinascimento ricorda come l’Amministrazione comunale sia l’ente designato dalla normativa vigente alla protezione degli animali presenti sul territorio. […]
Non permettendoci in alcun modo di contestare il provvedimento del Giudice sottolineiamo come la dichiarazione di Nuti […] lasci costernati in quanto incomprensibile con riferimento all’attribuire al padrone del cane la condizione di “debole da difendere” e indirettamente soggetto che abbia mostrato “civile convivenza”.
Concludiamo che la nostra posizione nulla ha a che vedere con assunzioni animaliste o ideologiche bensì risponde al nostro spirito di Umanesimo Rinascimentale».
Pubblicato / aggiornato
il 09/01/2021 alle 15:51
Categoria:
Politica e Amministrazione