Lanièce: fiducia a Conte per escludere impianti a fune e Cva dalla Legge Madia
(©senato.it) -
Albert Lanièce durante l'intervento in Senato per la fiducia al Governo Conte ter
Martedì 19 gennaio 2021, il senatore Albert Lanièce è intervenuto durante il dibattito sulla fiducia al Governo Conte.
Si è così espresso: «Questa crisi di Governo, in piena pandemia, ci permette di fare un breve bilancio di ciò che è successo, nel nostro Paese in questi ultimi mesi. Se è vero che l’Italia è stato uno dei Paesi più colpiti, in Europa, da questa pandemia da Coronavirus, mi sento di affermare che la montagna è il territorio più ferito: dal punto di vista sanitario e anche sotto l’aspetto economico. E in particolare la ma regione la Valle d’Aosta, ha subito e sta subendo delle conseguenze pesantissime, essendo la nostra economia legata al turismo invernale. Un turismo che dipende totalmente dagli spostamenti dalle altre regioni o dagli altri stati e che l’esiguo numero di residenti non potrebbe mai garantire un minimo sostegno come invece avviene in tutti gli altri territori del nostro Paese. E questo dato di fatto ha spinto il nostro Consiglio regionale e il presidente della Regione a legiferare secondo le competenze che ci permette il nostro Statuto speciale di autonomia. Indispensabile (e questo lo avevano già ben chiaro i nostri padri costituenti) per adattare e rimodulare anche le norme nazionali ed europee a un territorio particolare e unico rispetto al resto del Paese. Ma questo, mi dispiace dirlo, signor presidente, il suo governo ultimamente non lo ha compreso. In un momento oltretutto molto delicato. Dimostrando poca sensibilità verso la mia regione e una scarsa conoscenza della realtà alpina valdostana. L’impugnativa della legge della Regione Valle d’Aosta sull’emergenza Covid mi ha sorpreso soprattutto nella sua rapidità. E questa impugnativa diventa ancora più difficile da capire nel momento n cui n un altro territorio alpino, la Provincia autonoma di Bolzano, è in vigore una legge praticamente identica e che – ne sono assolutamente contento – il Governo non aveva ritenuto di impugnare, creando un evidente e insopportabile (per noi Valdostani) ingiustizia e diversità dii trattamento. E questo è difficile da giustificare. Oltretutto – e questo è un paradosso – una legge considerata dalla Consulta – pericolosa per la salute che, da quando è in vigore, ha visto un miglioramento della situazione sanitaria, in Valle. Oltretutto la Valle d’Aosta è trai primissimi posti a livello di campagna vaccinale. Più in generale, signor presidente in occasione della fiducia del Conte bis, le avevo sottoposto alcune questioni importanti (dall’idroelettrico, ai trasporti, ai tunnel) e prioritarie per la Valle d’Aosta. E purtroppo non vi è mai stato neppure il modo di affrontare. La mia posizione, in questa prestigiosa aula, sarà sempre quella ispirata dai principi del movimento al quale appartengo (l’Union valdôtaine): un’autonomia nata dalla lotta di resistenza al nazi-fascismo, l’europeismo più convinto e soprattutto un federalismo integrale, contrario a ogni rigurgito di neo-nazionalismi e anche anche di modifiche della nostra Costituzione, del Titolo V, in senso centralistico. Mi auguro quindi che l’attività di questo governo sia, in futuro, caratterizzata da una diversa e più conventa attenzione alla montagna e alle Regioni a Statuto speciale, in particolare alla Valle d’Aosta. Ci sono temi ben precisi che ho già sottoposto e che spero siano presi seriamente in considerazione. Dopo un anno, devo confessare che la mia fiducia si è incrinata. Una mia conferma, alla fiducia appunto, sarà condizionata dalla volontà del suo Governo di accettare le nostre richieste in un nuovo e autentico spirito di collaborazione e rispetto reciproco. Noi Valdostani siamo un popolo numericamente molto piccolo ma che, nei secoli, ha portato sempre ben alta la fiaccola della nostra libertà e della nostra identità e, a questo, non potremo mai rinunciare».
La reazione delle destre
Parole che hanno suscitato la critica della Lega e di Fratelli d’Italia.
Matteo Salvini si è così espresso: «Il senatore valdostano del Gruppo per le Autonomie dice che il governo non conosce e non ascolta la Valle d’Aosta, fa ricorso contro leggi regionali a favore della montagna e anche sui trasporti e sui problemi della Valle questo governo non ha fatto niente. Dopo un anno, dice il senatore, la mia fiducia si è incrinata. E quindi… vota a favore di Conte!?! Lo spieghi ai lavoratori e ai cittadini valdostani, cosa non si fa per salvare la poltrona».
Il coordinatore di Fratelli d’Italia Valle d’Aosta, Alberto Zucchi, ha scritto su Twitter: «Indipendentemente dall’esito del voto al Senato di stasera lo Zelig valdostano Lanièce ha calato la maschera e con lui tutti i Partiti autonomisti mantenendo in piedi (peraltro in cambio di niente) un governo dichiaratamente ostile alla Vda».
L’annuncio del voto
Alle ore 21.08, su Twitter, il senatore ha scritto: «Così ,dopo profonda riflessione, voterò la fiducia al Governo.Alla fine di una lunga giornata di trattative,s ul filo di lana, è arrivato un importante risultato per il bene della Valle d’Aosta e dei Valdostani, unico mio vero obiettivo in questo dibattito politico».
Quale sia l’importante risultato, non ha voluto chiarirlo.
La Lega critica
Dopo che il Governo Conte-ter ha ottenuto la fiducia del Senato, la Lega Vallée d’Aosta ha diffuso una nota per esprimere la propria sorpresa per il voto favorevole del senatore valdostano.
«Il Governo Conte bis – si legge – ha dimostrato, sin dal suo esordio, di non avere a cuore i problemi dei cittadini che abitano la montagna. Ne sono ulteriore riprova il continuo rinvio della data di riapertura degli impianti sciistici senza alcuna certezza rispetto ai ristori per chi vive di turismo invernale.
Non solo. Il Governo Conte, tramite il Ministro per gli affari regionali, ha ampiamente dimostrato di voler ritornare al centralismo attraverso una scarsa collaborazione con le Regioni e auspicando l’eliminazione delle Regioni e di quelle a Statuto speciale attraverso la revisione del Titolo V della Costituzione.
Non sarà certo l’annuncio del Ministro Boccia, che smentisce se stesso sul ricorso alla legge 11/2020, che potrà sanare la profonda ferita aperta dallo Stato, cieco e sordo alle istanze della nostra Regione.
Con queste premesse, ci si sarebbe aspettati quindi il voto contrario alla fiducia da parte del Senatore Lanièce, ma così non è stato.
Ci chiediamo dunque come possa, un governo senza maggioranza assoluta, delegittimato, prigioniero della lite Conte – Renzi e che si regge sul voto effimero di una manciata di Senatori, andare avanti e gestire pandemia e crisi economica. E come può questo Governo di minoranza dare alla montagna e alla Valle d’Aosta le risposte di cui hanno bisogno».
La Lega si augura che “l’importante risultato” a cui fa riferimento il senatore Lanièce «sia un risultato reale e concreto e non l’ennesima vana promessa di questo Governo che, ormai, è giunto al capolinea».
Jeune Vallée d’Aoste: i parlamentari valdostani sostengono chi affossa la Valle d’Aosta
Scrive in una nota la Jeunesse valdôtaine: «Le député et le sénateur de la Région Autonome Vallée d’Aoste ont voté à faveur du gouvernement Conte. C’est à dire que la totalité des élus valdôtains à Rome soutien le gouvernement qui (cause le virus Cov-2) nous a privé des droits fondamentaux du libre citoyen, qui nous a bouleversé la vie quotidienne et nos relations sociales, qui nous empêche d’exploiter notre activité, et qui a dramatiquement supprimé une entière saison de ski avec toutes les conséquences économiques et sociales qui en dérivent».
Fa dunque appello a tutti i Valdostani «qui ne se reconnaissent pas dans cette culture destructrice et irrationnelle de continuer leur combat en faveur de la communauté valdôtaine et de s’engager pour l’affirmation de notre propre culture».
Pour l’Autonomie: Lanièce sveli gli accordi
Anche Pour l’Autonomie chiede al senatore Lanièce di svelare gli accordi sottostanti alla sua espressione di voto: «Al momento di ufficiale abbiamo solamente il ritiro dell’impugnativa del Governo sulla legge regionale 11/2020, mentre sarebbe stato utile sollevare anche l’impugnativa dei dieci articoli della legge regionale 8/2020, la quale disponeva il conferimento di importanti risorse soprattutto al settore sanitario duramente colpito in questo momento storico. Davvero troppo poco per giustificare la fiducia ad un Governo che si è dimostrato distante e poco attento alle istanze della montagna, delle Autonomie e della Valle d’Aosta.
Gli argomenti cardini per la nostra Regione e da trattare con i vari Ministeri sono molti, tra cui sicuramente quello della CVA e degli impianti di risalita, che hanno bisogno di sostegno e di essere esclusi dall’applicazione della Legge Madia. Vi è inoltre la questione dei ristori per tutti gli operatori del settore turistico che sono in grave difficoltà in questo periodo. Tra i dossier che aspettano risposte vogliamo ricordare la questione dei prezzi dell’Autostrada che rendono poco competitivo il nostro territorio, la questione dei Tunnel con i lavori necessari al Grand San Bernardo e al Traforo».
Lanièce: questi i motivi del mio sì al Governo Conte-ter
Spiega il senatore valdostano che, nel pomeriggio di mercoledì 20 gennaio, ha un incontro con il ministro dell’economia e finanze Roberto Gualtieri «per inserire forse già nel prossimo decreto Ristori l’esclusione delle società degli impianti a fune a partecipazione pubblica e della società idroelettrica valdostana Cva dai vincoli della legge Madia».
Albert Lanièce aggiunge che «sarebbe stato stupido e irresponsabile andare contro il Governo e rimanere con un pugno di mosche in mano, rinunciando a un concreto aiuto alla realtà economica valdostana».
Invece «escludere le società degli impianti a fune a partecipazione pubblica dalle regole stringenti della legge Madia significherebbe dare loro un bel respiro: in questo periodo c’è il grosso rischio che queste società vadano in
deficit, con vincoli pesantissimi per la loro ripresa economica».
Le richieste che riguardano Cva sono volte a consentirle «di muoversi sul mercato per gestire il suo potenziale economico e finanziario; ora questa società è un gigante imbrigliato con grosse corde che non le consentono di
muoversi».
«Si tratta ora di costruire una norma ad hoc da inserire spero già nel prossimo decreto Ristori», conclude Lanièce.
Autonomi e Partite Iva: quali ristori?
Il movimento Autonomi e Partite Iva Valle d’Aosta chiede al senatore Albert Lanièce di illustrare le intese raggiunte: «Siamo sconcertati per quanto accaduto a Roma durante la fiducia chiesta da Conte al Senato. La nostra autonomia è stata nuovamente schiacciata, anzi è stato fatto retromarcia sulla schiena delle imprese per poi calpestarle di nuovo.
Vogliamo conoscere nel dettaglio le intese che il senatore Albert Lanièce avrebbe stipulato con il governo Conte Ter e, sopra ogni cosa, comprendere il destino in serbo per i nostri colleghi autonomi e partite iva.
Ristori, impegni, aperture… qualcuno ci dica qualcosa con serietà e voglia di aiutare i Valdostani, basta propaganda».
Pubblicato / aggiornato
il 21/01/2021 alle 07:20
Categoria:
Politica e Amministrazione