Parte dalla Valle d’Aosta il Comitato LiberiamoJacopo
(©Comitato LiberiamoJacopo) -
Il visual del Comitato LiberiamoJacopo
LiberiamoJacopo è un Comitato volontario di cittadini, nato in Valle d’Aosta per sostenere Giada Giunti nel riabbracciare suo figlio Jacopo.
La vicenda, che si svolge a Roma, è quella di una contesa genitoriale che vede contrapposti Giada Giunti e l’ex marito e oggetto del contendere il figlio Jacopo.
La coppia si è separata nel 2011 e la revoca della potestà genitoriale alla madre è stata decisa dal Tribunale dei minori nel 2018, a seguito della denuncia di abbandono di minore presentata dal padre.
La vicenda processuale è in corso e, nel 2020, è anche stata oggetto di un’interrogazione parlamentare al ministro alla Giustizia.
Giunti sostiene che la denuncia presentata dall’ex marito (che una perizia del CTU avrebbe riconosciuto essere un uomo violento e un personaggio pericoloso) è basata su un presupposto errato e che vi sono centinaia di testimoni che supportano la sua tesi. Il figlio è stato prima affidato al padre e poi a una casa-famiglia. Nella vicenda s’intrecciano anche accuse nei confronti degli organi di Stato per aver compromesso, con le loro decisioni, il benessere psico-fisico del minore. La madre è stata condannata al pagamento delle spese processuali (oltre 117mila euro).
Un imprenditore valdostano che vuole rimanere anonimo si è assunto gratuitamente l’onore di sostenere la causa di Giada Giunti (che peraltro dice di non conoscere). Il Comitato spiega così le sue finalità: «Vogliamo dare modo a Giada di non sentirsi sola, sostenerla gridando tutti insieme per una giustizia più coerente. Vogliamo realizzare on line attraverso il sito web www.liberiamojacopo.it (in costruzione) e la pagina facebook www.facebook.com/LiberiamoJacopo un canale di informazione sulla causa sostenuta da Giada, dove pian piano ripubblicare tutte le testimonianze divulgate in rete, affinché non vi sia più alcun modo per la magistratura di censurare/oscurare quanto sta accadendo, vogliamo che l’intera nazione si indegni e che qualcuno in alto possa intervenire per porre fine a questa illegalità giudiziaria, vogliamo che suo figlio Jacopo torni tra le braccia della madre, vogliamo raccogliere dei fondi con donazioni spontanee per aiutare Giada a sostenere le spese legali che, fino ad oggi, sono state a lei ingiustamente comminate, vogliamo che le donne che denunciano la violenza dei propri mariti non portino più alla paura di perdere i propri figli solo per essersi difese affidandosi al sistema giudiziario che l’ha tradita».
Pubblicato / aggiornato
il 28/01/2021 alle 14:54
Categoria:
Cronaca