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No alla riapertura dello sci, chiesto lockdown totale

No alla riapertura dello sci, chiesto lockdown totale (©Twitter) - Roberto Speranza

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato, domenica 14 febbraio 2021, il provvedimento che vieta attività sciistiche amatoriali sino al 5 marzo.

Ha dunque seguito l’indicazione del Cts, che si era espresso contro il riavvio dello sci, sostenendo che non vi sono le condizioni per la riapertura degli impianti di risalita in sicurezza. Per la precisione, il 12 febbraio aveva scritto: «allo stato attuale non appaiono sussistenti le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive vigenti, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale».

l comunicato del ministro precisa che «Il Governo si impegna a compensare al più presto gli operatore del settore con adeguati ristori».

Ancora più estrema la soluzione suggerita al ministro dal consulente Walter Ricciardi, secondo il quale il numero di casi di positività impone un lockdown totale, con chiusura delle scuole e mantenimento delle sole attività essenziali e vaccinazione di massa da aprile.

Le reazioni

I primi commenti della politica arrivano da Twitter.

Luciano Caveri (Vallée d’Aoste unie)

«Questo atto sancisce la totale assenza di leale cooperazione fra Stato e Regioni, umilia il mondo della montagna e le Alpi in particolare, dimostra una frattura democratica terribile».

Stefano Aggravi (Lega Vallée d’Aoste)

«Mi auguro che dopo questo ennesimo stop ci saranno adeguati sostegni al settore turistico e alla Montagna. chi ha battuto piste, fatto la spesa, assunto gente, etc. oggi cosa deve pensare?».

Jean Barocco (Uncem)

«Surreale com’è stata trattata la #montagna in queste ultime ore. Non si può trattare un pezzo importante del Paese in modo arrogante se non sprezzante. La montagna Italiana e le comunità montanare esigono rispetto!!!».

Erik Lavevaz (Union valdôtaine)

«Mesi di lavoro su protocolli, assunzioni, preparazione impianti, dati sanitari buoni. Tutto pronto per aprire #impiantisci ma alle 19 di oggi (alla vigilia riaperture) arriva lo stop da parte del Governo. Amarezza per la totale mancanza di rispetto verso tutto il #mondomontagna».

Franco Manes, presidente del Consiglio permanente degli enti locali

Ha dichiarato: «Questo nuovo stop allo sci sancisce la morte della montagna senza avere il coraggio di dirlo con chiarezza. Ora devono arrivare quanto prima i ristori, che compensino la perdita incredibile che hanno subito i territori in questa stagione invernale mai iniziata. Il nuovo presidente del Consiglio ha annunciato le priorità del Governo: la montagna deve avere centralità nel contesto della ripresa economica».

Beppe Cuc, presidente del Collegio Nazionale dei maestri di sci

Esprime tutto il suo «sgomento e la disarmante situazione di abbandono che sembra voler solamente penalizzare la montagna, i suoi operatori e in particolare i maestri di sci italiani. Ancora una volta i maestri di sci italiani e la montagna nel suo complesso sono stati abbandonati e umiliati da una comunicazione tardiva, che non ha rispetto per il lavoro di tante persone che in questi giorni si sono adoperati per una riapertura in sicurezza, investendo denaro e sacrifici. Per i maestri di sci italiani il rispetto per le cose e le persone rappresentano la luce guida ed è proprio questo a essere inesorabilmente e tristemente mancato. La montagna merita rispetto e serietà. Ora ci aspettiamo un concreto e immediato impegno per ristorare la categoria, tenendo conto di questo ultimo umiliante schiaffo».

Dopo l’incontro di lunedì 15 febbraio 2021 con il neo ministro al Turismo Massimo Garavaglia, Cuc ha commentato: «dalle sue parole è emersa una grande attenzione e convinzione che il settore dello sci, così duramente colpito, debba essere al più presto indennizzato con adeguati interventi economici. Continueremo, nei prossimi giorni, con tutte le iniziative necessarie per giungere a soluzioni concrete e possibilmente in tempi brevi».

Pays d’Aoste Souverain

«La Vallée d’Aoste è stufa di subire le vergognose angherie del Governo Italiano. Le decisioni irresponsabili del ministro Speranza stanno demolendo la nostra economia. Il presidente Lavévaz deve immediatamente prendere posizione a difesa di tutti i Valdostani».
Il movimento indipendentista «si assume l’onere di essere l’unica barriera a questa azione colonizzatrice e invita tutti i Valdostani a mettere da parte le logore divisioni politiche e prepararsi a difendere tutti insieme i nostri diritti».

Forza Italia Valle d’Aosta

«L’ordinanza che posticipa al 5 marzo l’avvio della stagione nei comprensori sciistici è quanto di più sbagliato si potesse fare, perché decidere di imporre l’ennesimo stop agli impianti di risalita ad appena 12 ore dalla loro messa in esercizio, dopo settimane se non addirittura mesi di lavoro da parte delle società di gestione, è davvero inaccettabile. Questo continuo annunciare date di avvio della stagione, poi sempre puntualmente disattese ha creato una situazione di forte insofferenza tra tutti gli operatori economici coinvolti, a cui vanno date risposte decise e urgenti sotto forma di ristori, di natura sia statale che regionale, indirizzati anche a quell’ampia platea di lavoratori stagionali che, senza un minimo di giornate lavorative, vedono addirittura a rischio l’assegno di disoccupazione».

Alberto Zucchi (Fratelli d’Italia Valle d’Aosta)

«Questa ulteriore e unilaterale decisione, piovuta dall’alto all’improvviso impone una risposta ferma e determinata per la tutela e la dignità delle imprese e delle persone che lavorano sul nostro territorio di montagna, una volta di più illuse e prese in giro. Di fronte a questa sconcertante mancanza di rispetto, soprattutto per il metodo utilizzato, riteniamo inammissibile che il senatore Lanièce confermi la fiducia annunciata a questo nuovo governo Draghi che, attraverso un proprio ministro, ha preso e continua a prendere letteralmente a schiaffi l’intera Valle D’Aosta. Chiediamo anche che il senatore Lanièce e tutti i partiti presenti in Consiglio Valle si impegnino a richiedere formalmente al Governo uno stanziamento straordinario che sia pari almeno all’80% delle perdite subite dell’intera stagione invernale 2020\2021 per il comparto dei comprensori sciistici. Chiediamo all’Amministrazione regionale di impugnare il provvedimento emanato da Speranza e di sostenere economicamente ogni azione legale promossa dagli imprenditori legati al settore sciistico per il risarcimento dei danni subiti per effetto di questa decisione».

Ambiente Diritti Uguaglianza Valle d’Aosta

Esprime la sua perplessità «per la scelta del Governo di fermare, a poche ore dalla partenza, lo sci di discesa. Le stazioni sciistiche erano in fermento e stavano affrontando gli ultimi test per inaugurare una stagione mai iniziata. Ristoranti e bar sulle piste e nelle località turistiche, duramente colpiti dalla pandemia, vedevano la possibilità di un po’ di respiro, così come tutto l’indotto e tutti i lavoratori che ruotano attorno allo sci. Rinviare ulteriormente l’apertura al 5 marzo ha l’aria di una beffa e nessuno è più in grado di accettare simili trattamenti, in particolare considerando gli enormi sacrifici che la stragrande maggioranza dei cittadini ha già compiuto».

Cgil, Cisl, Savt

Manifestano «contrarietà e disappunto. Dopo mesi di riunioni e tavoli tecnici per arrivare all’apertura degli impianti di risalita, con l’approvazione di specifici protocolli di sicurezza, è arrivata come una mazzata, l’ordinanza firmata dal ministro della salute proprio alla vigilia della data prefissata per la riapertura. Questa decisione mette in luce una completa disattenzione verso un settore che occupa migliaia dei lavoratori, molti dei quali rischieranno di rimanere senza nessun tipo di ammortizzatore sociale. Non sappiamo che fine faranno questi lavoratori. Ci aspettiamo che in tempi rapidi siano messi in campo adeguati ristori anche a livello regionale per sostenere i lavoratori e le società. Non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno. Per fare il punto della situazione, le categorie dei trasporti del settore impianti a fune chiedono un confronto urgente con il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta».

Pour l’autonomie

Il gruppo consiliare e il Movimento Pour L’Autonomie chiede al Governo regionale di «mettere subito e con urgenza in atto le azioni amministrative utili ad anticipare l’assestamento di Bilancio che permetta di dare sostegni economici a tutte quelle categorie che non possono e non potranno lavorare per il perdurare delle chiusure legate alla pandemia.
Il Governo del presidente Lavevaz non deve essere semplicemente “amareggiato” bensì deve essere indignato e deve prendere consapevolezza che non si può continuare con l’immobilismo di questi mesi continuando a guardare a Roma per trovare le soluzioni alla grave crisi che attanaglia la Valle d’Aosta.
Basta con la politica del “a star fermi non si sbaglia mai, mentre a muoversi si fa solo danno”, basta con annunci e comunicati stampa sul nulla: sono necessarie iniziative a livello locale e un’azione concreta di dialogo politico con lo Stato italiano che sempre più spesso dimostra di disinteressarsi del futuro economico e occupazionale della Valle d’Aosta. La Regione, dal canto suo, deve intervenire per dare aiuto ai dipendenti stagionali e a tutti gli esercizi pubblici e commerciali penalizzati da una stagione autunnale e invernale durante la quale il mondo economico della montagna ha dovuto fermarsi a causa delle restrizioni imposte

Secondo Pour l’Autonomie: «Il Governo regionale ha il dovere di trovare le soluzioni attraverso l’approvazione del bilancio di assestamento e misure specifiche per la comunità valdostana. Non può essere un alibi l’insensibilità che a livello nazionale viene dimostrata nei confronti della realtà di montagna.
Il Presidente Lavevaz deve trovare la forza di intervenire a livello romano per ottenere i ristori che lo Stato metterà a disposizione ma, sin da subito, dovrà impegnarsi a trovare nel bilancio regionale le risorse per permettere a chi vive di professioni e attività legate allo sci, alla ristorazione e alla somministrazione di avere i mezzi per sopravvivere e rilanciarsi.
L’impegno dei Consiglieri di Pour l’Autonomie sarà quello di sollecitare l’azione del Governo regionale affinché vi siano soluzioni rapide e concrete in favore del sistema economico valdostano, perché i valdostani non possono accollarsi anche la sua “amarezza”
».

Elisa Tripodi (Movimento 5 Stelle)

Elisa Tripodi, vicepresidente del Movimento cinque stelle alla Camera dei deputati, segnala che «il turismo invernale è fondamentale per tutte le attività che si trovano nelle regioni montane. Con la decisione di prolungare la chiusura degli impianti sciistici, si rendono necessari immediati ristori e risposte per tutti i settori della montagna. La crisi di governo ha rallentato tutti quei provvedimenti urgenti e necessari per supportare le famiglie e le imprese colpite dall’emergenza Covid-19, come il decreto Ristori, che tutte le attività di montagna attendevano da tempo. Ora non c’e’ tempo da perdere e il Parlamento deve subito lavorare compatto su questo. La montagna deve essere la priorità assoluta per la sopravvivenza di tutte queste attività».

Rinascimento Valle d’Aosta

Si dichiara «esterrefatto dalla modalità con cui il Governo ha rettificato l’autorizzazione all’apertura degli impianti a fune e stazioni sciistiche. Significa giocare con la pelle di migliaia di operatori. Intere categorie che sono allo stremo e che non solo con il provvedimento sono ulteriormente private del diritto al lavoro e quindi di ogni forma di sostentamento ma anche danneggiate pesantemente, avendo sostenuto costi importanti in vista della riapertura annunciata».

Ferruccio Fournier, presidente dell’Associazione valdostana Impianti a Fune

«Tale sconcertante scelta, decisa alla vigilia delle previste aperture, oltre ad aver dimostrato una notevole mancanza di rispetto per tutto il settore, ha vanificato il lavoro e gli sforzi fatti finora dalle aziende valdostane per mettere nelle condizioni ottimali e in piena sicurezza i comprensori sciistici, creando un grandissimo danno economico sia alle società stesse che ai circa 500 lavoratori prossimi all’assunzione. L’impatto che tale decisione avrà sul sistema economico della Valle d’Aosta, se non arriveranno in tempo breve degli aiuti concreti da parte dello Stato, sarà devastante».

Giancarlo Giachino, presidente Confindustria Valle d’Aosta

«La situazione è grave sia dal punto di vista economico che politico. Se da un lato, infatti, le conseguenze saranno nefaste per l’intero settore produttivo, dall’altro emerge una volontà da parte del Governo centrale di abbandonare la montagna e tutti i suoi abitanti a un destino ormai segnato. Gli imprenditori valdostani sono tenaci, caparbi, abituati a rimboccarsi le maniche e sono sicuro che non si lasceranno abbattere».

Filippo Gérard, presidente dell’Adava

Il presidente dell’Associazione degli Albergatori ed Imprese turistiche della Valle d’Aosta ha così commentato la notizia: questa volta la misura è colma. Ritengo vergognose e irrispettose le modalità con cui il ministro Speranza ha operato. Siamo persone serie e come tali pretendiamo di essere trattati con rispetto. Dietro le nostre attività ci sono imprenditori, lavoratori, professionisti e fornitori che con il loro impegno e lavoro assicurano crescita e benessere alle proprie famiglie e all’intera comunità valdostana. Sono mesi che come associazione, da una parte siamo impegnati a collaborare con tutti gli interlocutori che stanno gestendo questa difficile situazione emergenziale, dall’altra continuiamo a dare assistenza e informazioni ai nostri associati. Ora più che mai chiediamo al Governo nazionale che l’istituzione ed l’erogazione di adeguati ristori alla montagna diventi una priorità assoluta,. Questa rimane l’unica strada per la sopravvivenza del comparto turistico e del suo indotto. Invitiamo l’Amministrazione regionale a mettere in campo nuove misure anticrisi, con iniziative di sostegno agli investimenti, di ulteriore proroga della sospensione dei mutui Finaosta, di incentivazione delle assunzioni per compensare le attuali difficoltà del mercato del lavoro e di sostegno al comparto agroalimentare regionale tramite i voucher già previsti nelle precedenti misure».

Coldiretti Valle d’Aosta

«In attesa della riapertura dei comprensori sciistici erano anche decine di aziende agricole alle prese con il problema di beni e prodotti invenduti a causa del lockdown e dell’assenza di turisti in Valle d’Aosta. E’ una batosta che si aggiunge agli effetti non solo sulle piste ma anche sull’intero indotto delle vacanze in montagna, dall’alloggio alla ristorazione, dagli agriturismi ai rifugi che, dallo stop al turismo sulla neve, hanno subito cali di fatturato anche del 90%. Proprio dal turismo invernale dipende buona parte della sopravvivenza delle strutture agricole che con le attività di allevamento e coltivazione svolgono un ruolo fondamentale per il presidio del territorio contro il dissesto idrogeologico, l’abbandono e lo spopolamento».


Pubblicato / aggiornato il 16/02/2021 alle 17:38
Categoria: Salute