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Meteo: Gli strumenti per le previsioni

Questa puntata della rubrica realizzata in collaborazione con il Centro funzionale della Regione autonoma Valle d’Aosta è stata girata negli uffici meteo, per mostrare gli strumenti necessari per la realizzazione di una previsione meteorologica.

Occorre sempre fare una premessa che riguarda la previsione meteo: su alcuni siti, le previsioni arrivano sino a quindici giorni ma è bene tenere presente che le previsioni meteo attendibili hanno una durata di circa tre, quattro giorni. Poi ,con il passare delle ore, questa attendibilità cala.

i venti e la loro direzione
i venti e la loro direzione

In condizioni particolari, specialmente in estate, in presenza di anticicloni, le previsioni possono essere valide per periodi più lunghi, che possono andare da sette a dieci giorni. Però sono situazioni particolari. Al contrario, quando c’è una instabilità atmosferica e la situazione sinottica è più confusa o meno chiara, le previsioni non vanno oltre a uno due giorni, al massimo.

Per quanto riguarda gli strumenti da utilizzare per redigere una previsione meteo, possiamo paragonarlo a un piatto che è cucinato. Questo paragone perché, anche quando facciamo un bollettino, abbiamo bisogno di alcuni elementi, ingredienti, che ci possono portare a un risultato migliore. Quindi maggiore è il numero degli elementi e maggiore è la qualità degli stessi e il bollettino avrà una accurata attendibilità. Viceversa, se alcuni di questi elementi vengono a mancare o se vi sono tutti ma la qualità è scarsa, anche l’attendibilità della previsione ne risentirà negativamente.

Per gli ingredienti possiamo fare una generalizzazione, riducendoli in sei tipologie. Abbiamo l’osservazione del cielo, che è molto importante sopratutto per quanto riguarda la previsione in montagna; abbiamo anche un’osservazione meteo in Valle d’Aosta dalle stazioni meteo circa un centinaio; abbiamo l’osservazione delle immagini satellitari, immagini da radar e infine la cosa più importante i modelli matematici, non di secondo piano la conoscenza del territorio sulla quale è fatta la previsione.

In ordine, l’osservazione del cielo che è molto importante in Valle d’Aosta, perché l’indicazione di quello che possiamo vedere fuori dalla finestra ci dà delle indicazioni importanti: basti a pensare al fumo dei camini che ci possono dare una buona indicazione sul vento o, nel caso di inversioni termiche, si riesce a far vedere con una quota perfetta la prima inversione termica.

L’osservazione del cielo è anche utile per l’identificazione di nubi, anche molto particolari che danno una rappresentazione molto buona della realtà. Un esempio: le nubi lenticolari che sono simili a dischi volanti, esse si formano sulle creste di una montagna e generalmente indicano un vento molto forte in quota.
Sempre questa osservazione del cielo è utile per la visibilità orizzontale una visibilità ottima delle creste fa ipotizzare un vento di Föhn che è entrato nelle valli.

Per quanto riguarda le stazioni in Valle d’Aosta, ce ne sono un centinaio sparse nel territorio, in maniera omogenea per ricoprire il territorio e le quote. Il loro controllo aiuta la previsione in realtà.

Visione da sterllite
Visione da sterllite

Altro ingrediente il satellite e le immagini da osservare: la fotografia della realtà in tempo reale è utile per comprendere la situazione sinottica esistente ma anche per allineare anche i dati dei modelli che tratteremo.

Un’altra cosa importante è l’osservazione per mezzo del radar, che emettendo delle onde rileva gli ostacoli, cioè il maltempo e ci fa capire dove sono in atto delle precipitazioni. In Valle d’Aosta, è bene ricordare che l’effetto del radar non è ben leggibile poiché l’orografia del terreno scherma e difende il cielo dalle onde dello stesso.

Per i modelli matematici che sono la cosa più importante per la previsione, ci si basa sopratutto per il futuro, non fanno altro che raccogliere tutti i dati pervenuti da tutto il globo e l’elaborazione in grandi Cloud meteo dove riescono a fornire un’indicazione su quello che saranno i parametri nel futuro. Esempio la pressione prevista nelle prossime giornate, la direzione del vento, i parametri di umidità.

un esempoi di modello matematico
un esempoi di modello matematico

I modelli si dividono in due tipi, i modelli globali moto ampi e i modelli ad area limitata. Quest’ultimi coprendo una superficie più limitata circa due e sei chilometri, al confronto dei globali di alcune decine di chilometri. La differenza dei modelli è che l’area limitata tiene conto dell’orografia del terreno; altra suddivisione sono i modelli idrostatici da quelli no. I primi hanno una risoluzione di sei chilometri mentre i non idrostatici ne hanno due, questi ultimi tengono conto anche della velocità verticale dell’atmosfera.

Infine non meno importante la conoscenza del territorio: aiuta ad adattare e correggere un modello aLla realtà. Una previsione in pianura è differente da una previsione in ambito montano; quest’ultima è più complicata e la conoscenza del territorio permette la correzione e la ritaratura dei valori dei dati dei modelli matematici.

modello previsionale
modello previsionale

Un esempio un modello che vede arrivare una perturbazione non tiene conto della catena montuosa delle alpi, mentre proprio la catena montuosa può proteggere come uno sbarramento dalla perturbazione. Al contrario, i venti potrebbero roteare la perturbazione e far entrare più del dovuto in valle e quindi bisogna modificare i valori delle precipitazioni.

In conclusione una curiosità: è molto più semplice fare una previsione per il terzo giorno ovvero per dopodomani, rispetto a quella del secondo giorno, domani. Questo perché all’arrivo di una perturbazione prevista nel tempo non si riesce a posizionarla geograficamente nel tempo, il cambiamento depressionario di un centinaio di chilometri che sulla carta è pochissimo per quanto riguarda la Valle d’Aosta cambia drasticamente la situazione.

Pubblicato / aggiornato il 20/02/2021 alle 20:30
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Categoria: Cultura / Video