Le 75e anniversaire de l’Autonomie et le 73e du Statut spécial
(©Consiglio Valle) -
La Festa dell'autonomie 2021
Vendredi 26 février 2021, la Vallée d’Aoste a célébré deux dates fondamentales de son histoire : le 75e anniversaire de son Autonomie, pour rappeler le chemin parcouru depuis 1946 et la première séance du Conseil de la Vallée nommé par le Comité de libération nationale, et le 73e anniversaire de son Statut spécial, qui a été promulgué le 26 février 1948, après le vote de l’Assemblée constituante du 31 janvier de la même année.
Les célébrations ont été l’occasion pour faire le point sur l’Autonomie avec les interventions des présidents de la Région, du Conseil de la Vallée et du Conseil permanent des collectivités locales, auxquelles se sont ajoutées celles des parlementaires de la Vallée d’Aoste. Le président de la Région Emilia-Romagna et coordinateur de la Conférences des Régions et Provinces autonomes, Stefano Bonaccini, a envoyé une vidéo pour témoigner son adhésion à cet anniversaire.
«Être autonomes ne signifie pas être sourds – a dit le président de la Région, Erik Lavevaz -: bien au contraire, notre autonomie nous appelle à être à l’écoute du monde, pour trouver nos paroles. Être autonomes signifie connaître notre territoire pour l’accompagner et le faire éclore. Être autonomes signifie bâtir des relations avec les communautés qui sont près de nous, à partir de la dimension régionale. Je m’engage et je vous invite à travailler ensemble pour comprendre notre présent, pour étudier nos racines afin d’imaginer les fruits de demain. Retrouvons notre sens de communauté et nos forces ; retrouvons les liens qui ont permis à la Vallée d’Aoste de renaître après chaque crise. Rappelons-nous de l’autonomie de nos pères et de nos grand-pères, mais travaillons ensemble pour celle de nous-mêmes et de nos fils.»
«Abbiamo bisogno, ispirandoci a Chanoux, di verità e futuro per garantire la vita di un piccolo popolo alpino come il nostro, messo a dura prova dalla pandemia – ha evidenziato il presidente del Consiglio regionale, Alberto Bertin –. Il coraggio di dire la verità quando le cose non funzionano, cambiandole, e la determinazione e l’orgoglio di difendere quando invece funzionano e ci rappresentano. Per troppo tempo si è preferito promuovere un’autonomia autoreferenziale che guardava solo al presente e che ha prodotto inefficienze, sprechi e clientelismo. La miglior promozione è l’esempio. Perché la legittimazione viene dalla capacità di fare di più e meglio. Bisogna essere in grado di rispondere al meglio alle esigenze dei nostri cittadini. In questo momento, difficile per l’assetto autonomistico e per l’intero sistema regionale, la Valle d’Aosta deve avere la capacità di reagire. Lo si potrà fare riprendendo responsabilmente il percorso di autonomia, con uno sguardo rivolto al futuro.»
«Un’inversione di tendenza è indispensabile – ha detto il presidente del Consiglio permanente degli enti locali, Franco Manes –, l’utilizzo delle eccezionali risorse europee del Recovery Fund non può prescindere da questo: il sistema degli enti locali ne deve essere coinvolto sin dall’inizio. Il ruolo dei Comuni è fondamentale in termini propositivi, vogliamo essere interlocutori seri ed efficaci per dare il nostro apporto alle nuove politiche di sviluppo. Vivere in un piccolo Comune a misura di famiglia può essere bellissimo, ma solo se si affrontano seriamente, una volta per tutte, i mali oscuri che affliggono le aree interne. O si dà retta ai Sindaci e ai territori, oppure si decreta definitivamente la morte della montagna.»
«La particolarità di questo momento storico ci sta rendendo tutti più fragili, insicuri – ha osservato il senatore della Valle d’Aosta, Albert Lanièce – e ritrovarsi attorno ai valori della solidarietà, del rispetto, della libertà e della sussidiarietà rappresenta il modo migliore per celebrare la nostra Autonomia speciale che in questi valori trova il suo fondamento. Gli effetti pesantissimi, sanitari economici e sociali, che questa crisi pandemica sta producendo sulla nostra società rappresentano senza dubbio la sfida più impegnativa che la politica abbia mai affrontato dal secondo Dopoguerra: impedire la disgregazione della nostra società e evitare che molte delle nostre famiglie cadano nella povertà.»
Per la deputato della Valle d’Aosta, Elisa Tripodi, «è con spirito resiliente che si deve costruire la ripartenza e la ripresa, e, con spirito innovatore, per guardare al futuro della comunità e dei suoi giovani. Una comunità che muta in continuazione e a cui si deve dare i giusti strumenti per rispondere alle sfide del futuro. Strumenti di legalità e di pari opportunità per tutti e tutte.»
Au cours de la cérémonie ont été annoncés les noms des nouveaux Chevaliers de l’Autonomie et Amis de la Vallée d’Aoste, qui recevront les insignes quand l’urgence sanitaire permettra d’organiser une cérémonie en présence.
Les nouveaux Chevaliers de l’Autonomie sont: Federica Brignone, pour avoir porté la Vallée d’Aoste, à laquelle est profondément liée, sur les podiums mondiaux et olympiques de ski alpin; Giuseppe Bosonin, entrepreneur, qui a consacré son temps à la communauté de Donnas, en valorisant ses traditions rurales et culturelles; Guido Diémoz, artiste sculpteur, artisan de la mémoire montagnarde, qui est devenu ambassadeur de la tradition valdôtaine.
Les nouveaux Amis de la Vallée d’Aoste sont: Léonard Gianadda, ingénieur et mécène de Martigny, dont l’activité en faveur de l’art a franchi le Col du Grand-Saint-Bernard pour compléter la vocation artistique d’Etroubles et de la Vallée d’Aoste; Francesco Oberti, entrepreneur d’Alessandria, qui a fait de l’alpinisme une raison de vie en valorisant le patrimoine historique et culturel des Guides du Cervin, dont il est membre honoraire.
Union Valdôtaine
Le groupe politique organise pour cette journée, à 20h30, un un événement en direct streaming (sur sa chaîne Youtube et sur sa page Facebook) visant à une confrontation constructive sur l’Autonomie et le Statut Valdôtain, de ses origines à ses retombées actuelles: L’autonomie et le statut spécial de notre région appartiennent à tous les Valdôtains, mais comment sont-ils perçus aujourd’hui? Le terme Autonomie a-t-il perdu sa signification réelle dans l’usage quotidien ?
A l’événement participeront: Guido Grimod (Comité fédéral) ; Manuela Zublena (Femmes valdôtaines) ; Frédéric Piccoli (Jeunesse valdôtaine) ; Michel Martinet (Collectivités locales) ; Aurelio Marguerettaz (chef de groupe Union valdôtaine au Conseil régional) ; Albert Lanièce (sénateur Groupe Autonomie).
Il gruppo consiliare ha diffuso una nota: «L’autonomia è da sempre un valore insostituibile per la nostra amata Regione e con rammarico negli anni passati si ascoltavano dichiarazioni superficiali che asserivano la sua inutilità perché noi Valdostani non avevamo più diritto ai “buoni benzina”.
Siamo lieti di riscontrare in questi giorni – in più contesti e da parte di molteplici sensibilità – una diffusa presa di coscienza dell’importanza e della necessità di essere protagonisti delle scelte che riguardano la propria comunità e il proprio territorio.
Venerdì 26 febbraio 2021, in questa giornata dedicata alla celebrazione del settantacinquesimo anniversario dell’Autonomia e del settantatreesimo dello Statuto speciale, vogliamo ricordare i valori dell’autonomia e le responsabilità che derivano dal suo esercizio.
L’autonomia non è un privilegio, ma un diritto e un dovere.
«Il principio di autonomia, delle Regioni e degli Enti locali, è alle fondamenta della costruzione democratica, perché appartiene al campo indivisibile delle libertà e costituisce un regolatore dell’equilibrio costituzionale» affermava, nel 2020, il presidente Mattarella in occasione dell’incontro con i presidenti di Regione, nel cinquantesimo anniversario di costituzione delle Regioni a Statuto ordinario.
Autonomia vuol dire essere consapevoli delle criticità e delle ricchezze della propria terra per, rispettivamente, porvi rimedio ed esprimere appieno le loro potenzialità.
Significa agire con prudenza, ma con determinazione.
La legge 11 del 2020 “Misure di contenimento della diffusione del virus SARS-COV-2 nelle attività sociali ed economiche della Regione autonoma Valle d’Aosta in relazione allo stato di emergenza”, ispirata dal principio di leale collaborazione, è stata malauguratamente fraintesa nelle sue finalità dal Governo ma i frutti della sua attuazione sono ben visibili e noti a tutti: la nostra regione si differenzia dalle altre in maniera significativa e il raggiungimento della cosiddetta “fascia bianca” è sfumato per pochi numeri quando in altre realtà, al contrario, assistiamo a una recrudescenza del Covid-19.
A chi contesta l’esercizio dell’autonomia e lo giudica un ingiustificato privilegio, rispondiamo che, da convinti federalisti, sogniamo un’Italia in cui non ci siano cinque Regioni a Statuto speciale e quindici a Statuto ordinario, ma che la nostra nazione, al pari della Svizzera, diventi una confederazione dove tutte le Regioni possano in eguale misura essere protagonisti consapevoli e responsabili.
La ricorrenza odierna deve essere vissuta con grande partecipazione da parte della nostra comunità sia per rispondere ai continui attacchi che, con la scusa dell’emergenza sanitaria, vengono scorrettamente indirizzati nei confronti delle regioni, che si renderebbero colpevoli di tutte le inefficienze e dei problemi nella gestione della pandemia, sia per mandare un forte inequivocabile segnale alla nuova ondata centralista che, purtroppo, cercherà di mortificare le nostre giuste rivendicazioni di autogoverno».
Pour l’Autonomie
Pour l’Autonomie si esprime in questi termini: «vendredi 26 février 2021, le groupe Pour l’Autonomie veut rappeler les 75 ans de notre autonomie e les 73 ans de l’acte que nous considérons notre Constitution, le Statut spécial.
Nous estimons que cette date ne doit pas seulement être un symbole : elle doit représenter une occasion pour renouveler notre conscience du passé et tout ce que les pères fondateurs ont dû affronter pour nous transférer cet immense patrimoine. A partir de cette conscience doivent jaillir l’enthousiasme et la force pour renouveler, avec de nouveaux contenus et avec de nouveaux objectifs, l’essence de notre autonomie. Nous devons, avec courage, défendre les parcours législatifs qui conviennent le mieux à notre réalité. Nous devons, avec clairvoyance, élaborer les projets qui sont à même de répondre au potentiel de notre territoire et de notre peuple pour regarder avec confiance à l’avenir.
Visto il periodo che obbliga la revisione di tutte le consuete cerimonie, Pour l’Autonomie avrebbe ritenuto interessante se il presidente della Regione e il presidente del Consiglio avessero proposto di coinvolgere il Consiglio regionale in un dibattito e in un confronto politico sul tema dell’autonomia e sul suo futuro: «Sarebbe stata un’occasione per dare voce anche ai gruppi consiliari che nel rispetto dei fondamenti autonomisti della Valle d’Aosta, pur con sfumature diverse, ogni giorno si impegnano per garantire e tutelare i principi, i diritti e le prerogative di una regione e di un popolo che vive una realtà storica, sociale ed economica particolare e differente».
Valle d’Aosta Futura
Rispetto all’anniversario, Valle d’Aosta futura si è espressa in questi termini: «Nel giorno dell’anniversario dell’Autonomia valdostana è triste rimarcare quante siano più le incognite che le certezze al riguardo.
Viviamo un momento storico in cui il futuro della Valle d’Aosta e dei cittadini valdostani appare assai travagliato all’orizzonte: tradizione, esperienza, identità, capacità di autogoverno sembrano memorie del passato.
Quale significato assegnare oggi al concetto di Autonomia?
L’Autonomia, per la Valle d’Aosta è anzitutto un diritto che va necessariamente esercitato nel quotidiano con coraggio e determinazione; un diritto conferito nel 1945 (e confermato nel 1948), motivato da oggettive peculiarità territoriali e sociali, pagato con il sangue e con la lotta per rivendicarle.
Un diritto che non può essere limitato dalle leggi ordinarie dello Stato, perché l’Autonomia è un valore costituzionale che soggiace soltanto alla stessa Costituzione.
L’Autonomia, diritto e valore, è patrimonio di tutti i cittadini valdostani, e il Consiglio Regionale e il Governo Regionale hanno il dovere di custodirla, di difenderla e di utilizzarla con responsabilità per rispondere ai bisogni della Valle, salvaguardandone l’identità e il territorio.
Fatta questa doverosa, mai scontata, premessa, vorremmo porre l’attenzione di noi tutti su alcuni spunti di riflessione che paiono quantomai attuali.
Negli ultimi decenni, abbiamo disposto di un bilancio regionale di tutto rispetto: come abbiamo utilizzato questo diritto e queste risorse?
Le importanti risorse economiche sono state equamente destinate a tutti i cittadini valdostani o solo a parte di essi?
I maggiori introiti della nostra economia regionale vertono oggi sui flussi economici del comparto turistico, sulla microeconomia legata alla produzione agricola locale, veicolata dal turismo stesso. Tuttavia, la forza lavoro attiva è per due terzi impiegata nel pubblico impiego e solo di un terzo in quello autonomo-privato.
Abbiamo saputo costruire un tessuto industriale di lungo respiro e sostenibile? O le politiche volte allo sviluppo industriale si sono rivelate assolutamente fallimentari?
Rispondendo a queste domande assai scomode, la sensazione è che si sia portata la nostra Regione a vivere una condizione reale di economia assistita, una sorta di social-democrazia che ha anestetizzato e mortificato l’impulso della libera impresa in una sana economia di mercato.
Di sicuro abbiamo alimentato politiche clientelari poi nel tempo sfociate in politiche clientelari-mafiose.
Intere generazioni di cittadini e operatori che adagiandosi su questo “facile sistema”, “respirando” e facendo proprio tale impianto si trovano oggi ad essere carenti di formazione e di strumenti idonei, con limitate capacità di affrontare le sfide competitive di un mercato sempre più globalizzato che non aspetta nessuno.
Abbiamo saputo sfruttare appieno il patrimonio territoriale e culturale a nostra disposizione in questi 75 anni di storia?
I padri nobili del nostro Statuto Speciale che con energia, acume e determinazione hanno negoziato (e ottenuto) con lo Stato centrale il riconoscimento di un diritto fondamentale come quello dell’Autonomia, sarebbero oggi fieri di noi?
In quello che è, oggi, il momento più buio della nostra nazione dal dopoguerra in poi, tante domande affollano la mente.
Tanta incertezza. Tanta paura.
Quella paura di essere spettatori inermi innanzi a un disegno che tenta gradualmente (e subdolamente) di soffocare l’Autonomia e la dignità dei cittadini valdostani unitamente all’assenza totale di una visione autonomista autentica, collettiva, attuale ed efficace in grado di opporvisi.
Possiamo dunque scegliere di festeggiare in modo rituale e commemorativo questo storico anniversario della nostra Autonomia oppure decidere che il miglior modo per celebrare tale evento sia quello di cambiare molti dei nostri atteggiamenti e operare, insieme, quotidianamente, per costruire un futuro migliore legittimando quella che è una necessità, prima ancora che un diritto acquisito.
I diritti non sono privilegi a cui si può anche rinunciare: sono valori, senza i quali si cessa di esistere».
Alliance valdôtaine
Questo il commento di Alliance valdôtaine: «Le 75ème anniversaire de l’autonomie spéciale de la Vallée d’Aoste tombe dans une période historique particulièrement difficile pour notre région, atteinte par une grave crise sanitaire, sociale et économique ; Alliance Valdôtaine tient, à cette occasion, à renouveler son attachement profond à ce territoire et à sa culture et à exprimer sa volonté d’oeuvrer au service de la communauté valdôtaine et de ses institutions.
Le Statut Spécial, bien qu’imparfait, reste le principal instrument d’autogouvernement d’une communauté qui a su garder dans le temps ses spécificités, sans toutefois tomber dans le piège de l’autosuffisance et de l’isolement.
La Vallée d’Aoste, de par ses dimensions réduites et sa place au coeur des montagnes, peut vanter une tradition pluriséculaire d’autogouvernement, articulé à tous les niveaux, à partir de la gestion des biens communautaires jusqu’à l’organisation des collectivités locales, conditions ayant favorisé la création d’un modèle institutionnel original qui est à préserver et à améliorer.
En ce sens, Alliance Valdôtaine pense qu’il faut toujours garder la barre haute, convaincue que la meilleure manière de sauvegarder ses propres droits est de bien les exercer, à travers une politique administrative irréprochable et honnête, sans la crainte de se confronter aux autres et de s’ouvrir au monde.
Il ne faut pas se contenter de défendre l’autonomie par la rhétorique, il faut la pratiquer tous les jours et ne jamais se lasser de la renégocier vis à vis de l’état italien. Voir clair, vouloir vivre».
Vallée d’Aoste Unie
Le riflessioni sul tema di Vallée d’Aoste Unie sono le seguenti: «Nella giornata di celebrazione del 75° anniversario dell’Autonomia e del 73° dello Statuto speciale, vogliamo, come gruppo consiliare di Vallée d’Aoste Unie, contribuire alla discussione politica sul valore e la responsabilità dell’autonomia e della specialità della nostra regione.
Crediamo utile favorire la continua riflessione sul tema dell’autogoverno regionale in quanto è facilmente riscontrabile, purtroppo e soprattutto negli ultimi periodi, a livello nazionale ma anche nella nostra regione la ridotta attenzione e la poca convinzione per il tema del regionalismo differenziato propendendo sempre più verso prospettive centralizzanti.
Gli Statuti speciali non sono il risultato di una gratuita concessione, bensì concretizzano e valorizzano il riconoscimento di situazioni di fatto e di diritto particolari. Infatti vi sono profonde motivazioni identitarie, linguistiche geografiche e culturali alla base della nostra spinta all’autonomia e all’autogoverno così sinteticamente ma altrettanto efficacemente individuati nella Carta di Chivasso. Sebbene i valori fondativi restino validi è necessario, soprattutto in questo periodo storico, adattare la nostra autonomia ad una realtà che inevitabilmente cambia ed è destinata a cambiare. Siamo convinti che sia opportuno lasciare da parte l’azione solo conservativa della nostra autonomia ma è piuttosto doveroso riattualizzare e rilanciare le funzioni, i poteri, i rapporti e i modi di partecipazione ai processi di decisione, affinché i diversi livelli di governo siano realmente capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini.
Abbiamo il dovere di ribadire, ricordare e riconoscere che una maggiore autonomia corrisponde ad una maggiore responsabilità verso la collettività in un processo pattizio che attraverso un vero federalismo potrebbe consentire la reale rappresentanza dei cittadini attraverso i processi partecipativi presenti in tutto sistema politico/istituzionale (dall’Amministrazione regionale fino ai Comuni) della nostra regione.
Ci rendiamo conto che anche parte della nostra società possa nutrire dei dubbi sul perdurare ad oggi delle ragioni che giustificano la nostra specialità in quanto è evidente che con il passar degli anni queste si siano indebolite ed ora siano percepite da parte della società come giustificazioni utili solo per il mantenimento dell’autogoverno.
Siamo assolutamente convinti che il regionalismo, che molti a livello nazionale tendono a colpevolizzare, anche utilizzando il recente pretesto dell’attuale pandemia, possa costituire una ricchezza all’interno di un sistema nazionale unitario valorizzando le differenze piuttosto che le uguaglianze. Un rinnovato autonomismo che non sia esclusivamente una rivendicazione di maggiori poteri e competenze, ma piuttosto un nuovo rapporto di reciproco rispetto con il sistema statale nazionale e tutte le sue relative emanazioni.
Crediamo infine che sia necessario nuovamente convincere tutti i valdostani, a partire dalla classe politica per arrivare ai cittadini, che si debba ritornare ad essere orgogliosi della nostra “valdostanità” e grati per aver ricevuto in dote i valori identitari fondanti che sono alla base della “specialità” ma che soprattutto sono patrimonio da conservare e tramandare».
Pubblicato / aggiornato
il 26/02/2021 alle 20:18
Categoria:
Politica e Amministrazione