Sindaci indignati con RaVdA per gli ambiti forzati
Il Palazzo regionale, ad Aosta
La decisione della Presidenza della Regione autonoma Valle d’Aosta di forzare la creazione di tre ambiti per accogliere i Comuni orfani non è piaciuta ai sindaci interessati.
Non per la decisione in sé, perché prevista dalla normativa regionale nel caso in cui non fossero trovati reciproci accordi, ma per le modalità.
«Pare che i tre sindaci di Emarèse, Torgnon e Valsavarenche siano stati sentiti dal presidente Lavevaz – commenta Jean-Christophe Nigra, sindaco di Montjovet – mentre i sette Comuni ai quali l’aggregazione è stata imposta non lo sono stati. Se ciò corrisponde al vero, vi sarebbe una disparità di trattamento fra enti».
Mauro Duroux, sindaco di La Magdeleine, esprime «Tanta amarezza per non essere stati contattati e informati preventivamente per condividere il problema e analizzare le possibili soluzioni».
Lorenzo Mario Pucci, sindaco di Chamois: «Abbiamo scritto una lettera, firmata da tutti i sette Comuni, con la quale chiediamo un incontro con il presidente e la Giunta. Siamo stati vittima di uno sgarbo istituzionale. Noi siamo vittime di scelte che non ci hanno minimamente coinvolti, nell’individuazione di una soluzione che non riteniamo adeguata». Aggiunge, per quanto lo riguarda direttamente, che il sindaco di Torgnon aveva scritto che «mai avrebbe fatto un ambito a quattro» e questa è stata invece la soluzione adottata.
Poi conclude: «Siamo portatori di una diversa e semplice proposta: che i tre Comuni si riuniscano fra di loro, nominando due segretari».
Infatti i sette Comuni rilevano che questa situazione sta portando conseguenze su tutti i 74 Comuni valdostani, poiché la nomina dei segretari (azione che normalmente segue di poco le elezioni) è ancora ferma, con tutte le conseguenze del caso.
L’azione, precisano, non è da intendere come un’espressione di indisponibilità nei confronti dei Comuni che non avevano sottoscritto convenzioni d’ambito.
I sindaci di Aymavilles e Villeneuve si sono espressi con una nota congiunta, nella quale scrivono: «La Giunta regionale ha deciso di obbligare al convenzionamento, nuovamente, Villeneuve e Valsavarenche, un “matrimonio” che già non aveva funzionato nel quinquennio precedente, portando alla disdetta unilaterale della convezione quadro da parte del Comune di Villeneuve già nel luglio 2019. Nella decisione della Giunta regionale non sono state per nulla tenute in conto le motivazioni oggettive alla base dell’istituzione del nuovo ambito Aymavilles-Villeneuve».
Loredana Petey e Bruno Jocallaz aggiungono: «Quale ulteriore aggravante alla paradossale situazione creatasi, si rileva che nella deliberazione della Giunta regionale viene richiamata una nota a firma congiunta dei sindaci Introd, Rhêmes-Notre-Dame e Rhêmes-Saint-Georges, con la richiesta di non inserire Valsavarenche nell’ambito territoriale preesistente tra i tre suddetti Comuni. Il Comuni di Aymavilles ha inviato una nota alla Presidenza della Regione e alla Giunta regionale, indicando le motivazioni che avevano portato alla scelta di individuare il nuovo ambito territoriale Aymavilles-Villeneuve, chiedendo che le stesse fossero tenute in conto nelle valutazioni relative alle rideterminazioni degli ambiti. Evidentemente, tale lettera non è stata tenuta minimamente in conto, non essendo nemmeno citata nella deliberazione della Giunta regionale: due pesi e due misure».
Conseguentemente, i Comuni di Aymavilles e Villeneuve valuteranno la linea da seguire «al fine di tutelare gli interessi delle rispettive comunità e, soprattutto, le azioni ritenute opportune al fine di preservare l’autonomia comunale tesa ad assicurare la migliore organizzazione ed erogazione di funzioni e servizi».
Allegati
Pubblicato / aggiornato
il 12/03/2021 alle 21:25
Categoria:
Politica e Amministrazione