Sinistra e medici al Consiglio Valle: non ammorbidite le norme anti ludopatia
Progetto civico progressista, Area democratica e l’Ordine dei Medici della Valle d’Aosta criticano l’attuale stesura di una parte della legge omnibus in discussione sui tavoli delle Commissioni del Consiglio Valle su richiesta della Giunta.
Nello specifico, il riferimento è all’articolo 16 del Disegno di Legge Regionale 13/2021 (Legge di manutenzione dell’ordinamento regionale per l’anno 2021) che intende modificare la Legge n. 14 del 15 giugno 2015 sulla prevenzione della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico.
Progetto civico progressista
Il Tavolo sanità di Pcp, «visto il grande lavoro svolto dalle precedenti legislature per arginare il gravissimo fenomeno dell’azzardopatia», reputa preoccupante l’inserimento di un articolo nella legge omnibus per limitare i luoghi sensibili, che sono determinanti per definire la collocazione delle slot ai soli luoghi pubblici, lasciando libera apertura presso strutture identiche ma private: «Tale proposta è priva di alcuna motivazione plausibile che non sia l’interesse dei gestori delle sale da gioco e simili e rischia di vanificare i frutti del faticoso lavoro non solo della regione ma anche dei Comuni che hanno emesso i Regolamenti».
Pcp ha lanciato un appello a tutte le forze presenti in Consiglio Valle per evitare che questo articolo arrivi in aula.
Ordine dei medici
Il Consiglio dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Valle di Aosta esprime la propria preoccupazione per l’intenzione di «voler molto ridurre le limitazioni ora esistenti per l’apertura di sale da gioco e di spazi per il gioco».
L’Ordine, che ricorda essere Organo sussidiario dello Stato vigilato dal Ministero della Salute, non può esimersi dall’esprimere la propria «perplessità su un intervento legislativo che va ad incidere sulla salute dei nostri concittadini. Il Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA) non è solo un fenomeno sociale ma è una vera e propria malattia che rende incapaci, alla vista del luogo dove sia possibile esercitare l’azzardo, di resistere all’impulso di giocare o fare scommesse in denaro. Ha in comune con la dipendenza da sostanze il comportamento compulsivo che, oltre che ad incidere in modo invalidante sulla salute e sulle relazioni sociali, produce gravi danni economici alle famiglie».
I medici si dicono certi «che il Consiglio regionale valuterà attentamente tali problematiche prima di approvare tale articolo, perché da noi la problematica è purtroppo molto diffusa fra giovani e pensionati».
Area democratica-Gauche valdôtaine
Commenta Area democratica: «Nella seduta dell’11 giugno 2015, il Consiglio Valle approvò all’unanimità il progetto di legge che contiene disposizioni in materia di prevenzione, contrasto e trattamento della dipendenza dal gioco patologico.
Fra i promotori di quest’iniziativa, ci fu la nostra aderente Carmela Fontana che, grazie all’analisi messa disposizione del SerD dell’USL della Valle d’Aosta, da cui si evinceva che il problema della dipendenza dal gioco d’azzardo stava assumendo dimensioni importanti anche nella nostra regione, si è battuta con convinzione e determinazione.
Una legge che ha funzionato ma che, a distanza di poco più di cinque anni, ora vuole essere rivista, rischiando di vanificare lo sforzo profuso».
Aggiunge Carmela Fontana: «Apprendo con preoccupazione la volontà di alcune forze politiche di limitare i luoghi sensibili per la collocazione di slot. Purtroppo il fenomeno dell’azzardopatia è ancora molto presente nella nostra regione e coinvolge anche minorenni. Dopo le audizioni in quinta Commissione e aver appreso i dati ci siamo trovati tutti uniti per arginare questo problema. Sarebbe molto grave abbassare la guardia proprio ora».
Ambiente-Diritti-Uguaglianza
«Prendiamo atto che la fiera Regione autonoma Valle d’Aosta assume i vizi di Roma ladrona, compreso quello dei provvedimenti omnibus: una legge eterogenea con dentro di tutto un po’, compreso qualche regalo alle lobby, che magari si preferirebbe far passare in sordina. Questo metodo è antidemocratico, perché non consente un’approfondita discussione sulla legge su cui si interviene» scrive AduVdA in una nota.
Secondo il movimento, «Le modifiche proposte dalla Giunta regionale mirano a indebolire l’attuale sistema dei divieti che, invece, non solo ha funzionato, ma ha anche retto ai ricorsi promossi dalle organizzazioni pro slot». E aggiunge che «nella relazione di accompagnamento all’articolo di modifica non c’è nessuna spiegazione a sostegno della norma peggiorativa».
«Dopo questa devastante crisi sanitaria ed economica non abbiamo bisogno di nuovi spazi da dedicare all’azzardo» prosegue AduVdA, che invita «la Giunta regionale a ritirare questo articolo vergognoso e i Comuni ad esprimersi con un parere negativo».
Ordine degli Piscologi
L’Ordine degli Psicologi della Valle d’Aosta ritiene inaccettabile l’apertura legislativa proposta, perché le indicazioni previste nella Legge regionale 15 giugno 2015, n. 14 sono da considerarsi quelle minime accettabili, sottolineando come la questione sanitaria non possa essere posta in secondo piano rispetto a motivi adducibili ad istanze di tipo commerciale.
«Dalla ricerca Gambling Adult Population Survey effettuata dal Cnr – scrive l’Ordine in una nota – emerge che le fasce più soggette a dipendenza sono le persone sotto i 45 anni. Secondo tale rapporto il 60% dei giocatori guadagna meno di 15 mila euro all’anno e chi gioca alle macchinette ha più possibilità di sviluppare dipendenze rispetto al gioco on line. A preoccupare è poi la crescita del gioco d’azzardo nella popolazione giovanile in quanto i giovani son particolarmente inclini a sviluppare una dipendenza perché poco consapevoli della gravità, portati a sfidare l’autorità e attratti da ciò che provoca eccitazione e soddisfazione immediata.
Tenendo poi conto che la pandemia ha innalzato il livello di fragilità nelle persone aumentando le diseguaglianze, la povertà, la depressione, gli stati d’ansia, d’angoscia e generato una rabbia psico-sociale per alcune fasce della popolazione, il gioco d’azzardo sembra offrire un sollievo immediato estremamente pericoloso per la salute psicologica.
Appare inoltre doveroso richiamare l’attenzione sul fatto che la problematica non sia esclusivamente di tipo medico-psichiatrico e di competenza del servizio pubblico; sono diverse infatti le persone con tale problematica che si rivolgono a colleghe e colleghi che nei loro studi privati intercettano e si prendono cura di tali tematiche».
Per tali motivi l’auspicio è che l’Ordine degli Psicologi possa essere interlocutore della parte politica su questi temi di carattere prevalentemente psicologico.
Pubblicato / aggiornato
il 18/03/2021 alle 10:25
Categoria:
Politica e Amministrazione